<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871</id><updated>2011-11-08T05:03:26.685-08:00</updated><category term='Kosovo'/><category term='music'/><category term='balkans'/><category term='fun'/><category term='politic'/><category term='news'/><category term='movies'/><category term='Meetings'/><category term='Guest'/><category term='culture'/><title type='text'>POLITIBALKANDO</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3017517686728443649</id><published>2011-11-08T05:01:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T05:03:26.705-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Prevaricazione fuori dalla Risoluzione 1244</title><content type='html'>La resistenza della minoranza serba in Kosovo non si ferma: nuove barricate sono state erette in alcune località della zona settentrionale, nella quale si concentra la popolazione serba, dopo i gravi incidenti che avevano causato una ventina di manifestanti feriti. L’amministrazione kosovara aveva inviato agenti kosovari albanesi, appoggiati dalle truppe della KFOR, a controllare le frontiere con la Serbia, ma la popolazione serba locale e’ scesa in piazza per opporsi a questa prevaricazione, fuori dalla Risoluzione 1244 dell’ONU.   I serbi non si sono fatti intimidire dai ricatti e dalle minacce della KFOR e dall’EULEX, ogni giorno il numero dei manifestanti serbi che effettuano i blocchi, aumenta: ” …Resteremo qui e siamo pronti a versare il nostro sangue, se necessario. Non abbiamo armi, non vogliamo la violenza, ma non arretreremo di un metro in fronte al nemico…”. Hanno dichiarato alla stampa dalle barricate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo i serbi, l’invio da Pristina di guardie di frontiera albanesi è una provocazione, volta a isolare la minoranza locale dalla madrepatria serba. La tensione sale davanti alle barricate, ma rischia di riesplodere anche l’odio tra le due comunita’ del Kosovo.                                                                                                                  Tra decine di feriti e alcuni omicidi di serbi, solo nelle ultime settimane, anche tre albanesi sono rimasti feriti in un assalto da parte di uomini mascherati, in un villaggio. In questi giorni risalgono in superficie tutte le contraddizioni politiche e militari del “ NODO KOSOVO”. I serbi del Kosovo, a nord del fiume Ibar, non cedono. LA cosiddetta “ guerra delle dogane” iniziata da mesi, assume contorni sempre più ampi. È una lotta che va molto oltre la questione dogane. In palio c’è la stessa esistenza della comunità serba kosovara, e non solo quella. E’ la riemersione palese, che la “questione Kosovo” non è affatto chiusa o risolta. E’ la riaffermazione tenace del diritto di un popolo, ad esistere e a rivendicare tutti i diritti civili, politici, sociali, dal 1999, negati, calpestati, violentati da una banda di terroristi e criminali fattasi stato (…o meglio narcostato, come dichiarato da molti funzionari e giornalisti internazionali) , sotto tutela NATO e occidentale. Il fatto che sulla barricata innalzata a Rudare, al fianco della bandiera serba, sia stata disegnata una grande croce ortodossa e che questa è stata consacrata da padri della chiesa ortodossa serba, aiuta a capire quale sia davvero la posta in gioco, la stessa sopravvivenza identitaria di un popolo, al di là delle questioni religiose in sè. Non si tratta di questioni commerciali, come anche dal governo di Belgrado,si cerca disperatamente di ridurre il problema ( per non affondare nella propria ignominia), bensì di una disperata difesa di identità e dignità nazionale e culturale. Un atto di riscatto della propria dignità dopo 12 anni di umiliazioni e sconfitte, vissute nel silenzio e nell’isolamento più totale; un atto per riaffermare di esistere come popolo e come coscienza di sé; un atto per ribadire… non ci hanno ancora vinto; nonostante tradimenti, sconfitte, rapimenti, uccisioni, onte e torti subiti, esistenze di vita civile normali negate, nonostante averli resi cittadini invisibili, quasi immateriali …Nonostante un silenzio assordante, noi come popolo serbo del Kosovo torniamo a rialzarci in piedi, ad sfidare le menzogne, le ingiustizie, i crimini e siamo sulle barricate…cioè, nonostante tutto e tutti…siamo vivi ….e ora dovete affrontare anche le nostre volontà e bisogni. Questo dichiarano le 18 barricate del Kosovo. Ed ecco che tutti gli archetipi delle politiche di forza e sopraffazione, costruite in questi anni dalle diplomazie e politiche internazionali, per fa pensare che in Kosovo tutto è a posto, …        è “ norrmalizzato democraticamente”; ecco che il giochino salta per colpa di questi riottosi, testardi, indocili, ostinati di serbi, che non stanno alle regole imposte dalle capitali occidentali o statunitensi; dalla NATO, dal FMI, dalla BM, dalla UE, dall’OCSE, dalle varie Fondazioni Soros..ecc. ecc. E’ tutto talmente norrmalizzato, che la Nato ha appena disposto l'invio in Kosovo di altri 700 soldati di stanza in Germania… E’ tutto talmente norrrmalizzato che  Il premier Hashim Thaçi ha ribadito ancora una volta che indietro non si torna e il ministro dell'interno Bajram Rexhepi, ha ordinato l'arresto del ministro Goran Bogdanović e del mediatore serbo Borislav Stefanović entrati in Kosovo "clandestinamente" per trattare con la Kfor … E’ tutto talmente norrmalizzato che nel 2011 in Europa, decine di migliaia di uomini, donne, bambini, con alcuna colpa se non quella “etnica”, di appartenere ad un popolo invece che ad un altro…debbano vivere in “enclavi”, aree isolate e protette da militari internazionali, dove non vi è alcun diritto civile ( lasciamo perdere gli altri…), nemmeno quello primario…il diritto a vivere nella propria casa e sulla propria terra.  Di normalizzato ci pare che sia soltanto l’indifferenza e la supinità dei media e dei politici occidentali, sempre pronti denunciare presunte violazioni, violenze, ingiustizie nei luoghi appetiti dalla NATO e dagli interessi rapaci dell’occidente affamato di risorse degli altri…Nessuna “anima buona” di nessuna forza politica in questo occidente, ha invece il coraggio della verità, dell’onestà intellettuale e morale di denunciare una realtà come quella del Kosovo, che anche coraggiose singole personalità dell’establishment occidentale, hanno avuto il coraggio di  evidenziare.                                                                                                                                                      Nessuno che abbia il coraggio in occidente ( tranne rare eccezioni), di dire che la lotta sulle barricate in Kosovo è una lotta per una Risoluzione dell’ONU, fatta e firmata da loro; è una lotta per chiedere di rispettare ( una parola ingombrante in occidente…), un accordo sottoscritto da due parti…imposta dopo 78 giorni di bombardamenti: è la Risoluzione ONU 1244 del 1999 che non è mai decaduta e secondo tale documento, il Kosovo E’  ( forse è più giusto dire …sarebbe),  tuttora una provincia serba.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il popolo serbo del Kosovo è nuovamente in piedi e noi al suo fianco, per quanto modestamente siamo in grado. Ad ognuno secondo la propria coscienza…quando c’è.&lt;br /&gt;Enrico Vigna – Portavoce del Forum Belgrado Italia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3017517686728443649?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3017517686728443649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3017517686728443649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3017517686728443649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3017517686728443649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/11/prevaricazione-fuori-dalla-risoluzione.html' title='Prevaricazione fuori dalla Risoluzione 1244'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-1890673535253611310</id><published>2011-10-15T13:01:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T06:05:19.614-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Per quei quattro sassi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-t92IvanD_iQ/Tpnomx_RkUI/AAAAAAAAAFo/hPsYyDatbdw/s1600/swisscoy.parsys.0003.Image%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-t92IvanD_iQ/Tpnomx_RkUI/AAAAAAAAAFo/hPsYyDatbdw/s400/swisscoy.parsys.0003.Image%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663813759346512194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da un articolo di Marinella Lotti su Albania news :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il protocollo di Firenze del 17 dicembre 1913, alcune regioni non vennero riconosciute all’interno dei confini nazionali: il Kosovo fu assegnato alla Serbia e la regione costiera dell’Epiro (Ciamuria) alla Grecia, per cui metà della popolazione albanese rimase fuori dai confini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.......ho letto TUTTI i commenti: ma non siete andati un po' fuori tema? la povera professoressa potrebbe aversene a male! Lina mette sempre un po' di pepe nelle discussioni ma voi albanesi, mamma mia che permalosi! L'autocritica non è tra le principali virtù del campo albanese purtroppo. La classe dirigente del Kosovo, vi piaccia o no, è in gran parte composta da criminali, come tali schedati, reportati, individuati dai rapporti di intelligence di tutto il mondo, cominciando proprio da quelli che appoggiano quella classe dirigente. Lo so che è sgradevole sentirselo dire da uno straniero come me, però è così. Non si tratta di "corruzione": come italiano, non avrei alcun diritto di impartire lezioni in tal senso, data la nostra classe dirigente. No, il più alto livello della classe politica kosovara è proprio composto da criminali, in parole povere come se in Italia Riina fosse ministro, Provenzano presidente della Camera e così via. Ripeto, è spiacevole ma è così. Questi criminali cui mi riferisco, beninteso, non sono soltanto criminali di guerra ma proprio criminali comuni. I nomi non me li ricordo ma i cognomi si: Thaci, Litmaj, Haradinaj, Ceku e qualcun altro. La Serbia ha avuto tanti criminali di guerra ed ha molti criminali comuni. Non mi risulta però che i criminali di guerra siano attualmente al governo nè che vi siano criminali comuni. Magari ci sarà qualche corrotto come avviene ovunque. Bisognerebbe chiedersi: ma perchè allora Paesi civili come gli USA o la Germania appoggiano una simile impresentabile classe politica? il motivo è lo steso che ha spinto l'America e anche l'Europa ad appoggiare dittatori corrotti, conclamati assassini, addirittura cannibali nei Paesi dell'Africa, Asia e Sud America. Con questa gente è più facile ottenere tutto quello che vuoi. sono avidi, non hanno a cuore il loro popolo, li compri semplicemente con i soldi, e soprattutto li hai in pugno, li puoi ricattare. Il Kosovo non è un Paese indipendente e non importa se siano 75 o 85 i Paesi che lo hanno riconosciuto. Non lo è perchè è stato fatto di esso una colonia. Capisco che, al momento, i kosovari albanesi preferiscano essere una colonia che stare ancora in unione con la Serbia. La mia comprensione per questo fenomeno non è però a tempo illimitato. Posso comprenderla per qualche anno ancora. Poi rischia di trasformarsi in disistima se non in disprezzo perchè fondare la propria identità nazionale sull'odio verso altri popoli e sulla smodata disponibilità a compiacere il potente di turno non fa di un popolo una nazione e di quella nazione uno stato. Anche se a riconoscerlo fossero in 200 Paesi. Per inciso, vi sfugge che a luglio ha proclamato l'indipendenza un nuovo stato, la repubblica del Sud Sudan dopo negoziati difficili e massacri, veri massacri, durati anni. In due giorni l'hanno riconosciuta più 120 Paesi, è entrata a far parte dell'ONU e tra i Paesi che la riconoscono ci sono tutti: gli USA e la Russia, la Serbia e l'Albania, la Cina e la Germania. I sud sudanesi sono più bravi dei kosovari? no di certo. Ma lì si è scelto di arrivare ad una vera indipendenza e non a qualcosa di regalato a qualcuno e imposto ad un altro. Meditiamo !&lt;br /&gt;Mauro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Albana, la tua risposta da un lato conferma il mio rimprovero di scarso senso di autocritica e dall'altro rivela che non hai letto bene il mio commento. Infatti io ho detto chiaramente che noi italiani non possiamo impartire a nessuno lezioni in materia di corruzione della classe politica, dato l'altissimo livello di corruzione della nostra. Il mio intervento è discutibile ed opinabile, come tutto d'altra parte. Il tuo è invece scomposto e offensivo. Posso capire le tue idee, posso capire che le tue informazioni vengono dalla lettura soltanto di libri o quotidiani di parte ma resta il fatto che il sig. Haradinaj venne una volta ferito nel corso di una sparatoria tra clan avversari (quindi non ferito in un attentato o in un'azione di guerra) e questa è storia, mai smentita da chicchessia. Che Thaci sia schedato come elemento criminale è risultato dalle carte dei servizi segreti tedeschi. Che i pochi testimoni nei processi contro questa gente muoiano come mosche è un dato di fatto. Comunque non è a me che queste persone debbono piacere. Non so se tu sei albanese di Albania o albanese del Kosovo. In questo secondo caso, se a voi va bene questa classe dirigente siete liberissimi di tenervela; sarei ancora più felice se ve la teneste a costo zero per l'Unione Europea e per l'Italia cui pago le tasse ma ahimè, non è così. Eviterò di commentare le storielle sui serbi prelevati dalle case e spinti a fare le barricate, scusami ma è talmente ridicola come storia che mi auguro di leggere in futuro argomenti un po' più seri a sostegno delle tue tesi. E' vero però che questa storia, data la spudoratezza della cosiddetta "comunità internazionale" e della NATO, potrebbe essere presa in prestito da loro e giustificare un intervento violento nel nord del Kosovo con la necessità di liberare i serbi dai cetnici cattivi e farli ricongiungere con la madrepatria Kosova dove sicuramente anelano di vivere, sotto la giustizia albanese, con libri di storia che vedono il mondo girare intorno all'Albania e così via. Ti dirò che a questo non avevo ancora pensato. Ti saluto con affetto&lt;br /&gt;Mauro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai Edi, la controversia di Haradinaj con i vicini di casa,ti prego: e per quale motivo avevano una controversia? per stendere i panni? per le tabelle millesimali del condominio? ma su, dai. Vedi è lì che vi perdete. Il popolo albanese (tutto, in genere, Albania, Kosovo, Macedonia) non dovrebbe aver bisogno di questi espedienti per presentarsi a testa alta davanti al mondo. Comunque ti rispondo: Dell'Utri è stato condannato per "concorso esterno in associazione mafiosa", un reato molto discutibile che da noi esiste, in America o in Inghilterra farebbe ridere. E comunque lui non è il presidente o il primo ministro. Ti ripeto quello che ho detto ad Albana: io non parlo di corruzione. Figurati, come italiano dovrei solo vergognarmi e stare zitto. Parliamo invece di indipendenza. Io sono a favore di soluzioni che non umilino una parte per premiare solo l'altra. Alla lunga creano altri problemi. Per questo vi ho citato il Sud Sudan. Alla cerimonia di indipendenza c'era anche il presidente del Sudan, come se a quella del Kosovo ci fosse stato il presidente della Serbia. L'indipendenza del Kosovo è cosa fatta. Ovviamente neppure la Serbia, parole a parte, avrebbe interesse a riprendersi una terra dove la stragrande maggioranza della popolazione non ne vuole sapere di loro. Lo stesso disscorso vale però per i serbi del nord Kosovo. O no? O deve valere sempre e solo per voi il principio di autodeterminazi one? Ripeto: io credo che con veri negoziati e con un comportamento più leale di Europa e USA il Kosovo avrebbe alla fine avuto la sua indipendenza in forme più chiare, stabili e senza necessità di essere occupato dagli stranieri a tempo indeterminato. Insomma, avrà avuto l'indipendenza dalla Serbia ma io non lo vedo proprio come stato veramente indipendente. Ma se voi preferite essere un protettorato degli Stati Uniti, ok, contenti voi... vi auguro solo che non vi capiti, prima o poi, quello che è successo in Italia alla funivia del Cermis. Attento all'amicizia degli americani, Edi. Gli abbiamo visto cambiare idea tante di quelle volte quanto ad amicizie...Se non sbaglio proprio in tema di Kosovo e di Balcani un alo diplomatico americano rispose: "noi non scegliamo i nostri obiettivi in base ad i nostri amici. Scegliamo i nostri amici in base ai nostri obiettivi". Chiaro no?&lt;br /&gt;Mauro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Albana, mi dispiace ma su una cosa sbagli di grosso e te lo dimostro. La presunzione di innocenza è indubbiamente un valore di ogni società evoluta ma ...attenzione! Per i giudizi storici e politici va presa con un po' di buon senso. Se infatti applichiamo il principio di presunzione di innocenza sempre, allora dobbiamo dire che Milosevic era innocente. Infatti è morto senza mai essere stato condannato da un tribunale, neppure di primo grado. Arkan era innocente: è morto ammazzato senza che ancora fosse stato neppure incriminato dal Tribunale dell'Aja. Persino Hitler era innocente. Ti va bene? Non credo, ma se sei fedele al 100% alla presunzione di innocenza per i leaders kosovari che ti ho citato, conosciuti in tutto il mondo, KFOR, EULEX etc. etc. compresi, come criminali, allora devi esserlo anche per Milosevic &amp; Co. Attenzione, non sto difendendo Arkan. Ti sto illustrando il paradosso cui porta il discorso (peraltro assai caro ai mafiosi di tutto il mondo) delle prove, dei processi e di quant'altro. Questo vale per la gente comune. Io non ho bisogno di un processo per capire che Arkan era un criminale e Hitler pure ed anche tu credo che non abbia bisogno di processi per capire, come mi sembra hai già capito, di che pasta è fatta certa dirigenza kosovara.&lt;br /&gt;Mauro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.albanianews.it/item/2026-per-quei-quattro-sassi-prima-parte#comment-5507"&gt;Per quei quattro sassi...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=bV__VBBiKo8"&gt;Appello dell'ambasciatrice serba&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-1890673535253611310?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/1890673535253611310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=1890673535253611310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1890673535253611310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1890673535253611310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/10/per-quei-quattro-sassi.html' title='Per quei quattro sassi'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-t92IvanD_iQ/Tpnomx_RkUI/AAAAAAAAAFo/hPsYyDatbdw/s72-c/swisscoy.parsys.0003.Image%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3784279689466524883</id><published>2011-09-06T05:47:00.001-07:00</published><updated>2011-09-06T06:04:55.001-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Italian people want a future</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-cSslFUj14B4/TmYXh8ojfzI/AAAAAAAAAFg/NgKlDiOZqRw/s1600/IMG_1642.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; 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margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-XT4xPYZdfSQ/TmYW_ONyRmI/AAAAAAAAAE4/1_z7vw8m0g8/s400/IMG_1705.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649228057986352738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-g7oYok9APXo/TmYW4MrgOEI/AAAAAAAAAEw/P9ARDyRbDBw/s1600/IMG_1714.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-g7oYok9APXo/TmYW4MrgOEI/AAAAAAAAAEw/P9ARDyRbDBw/s400/IMG_1714.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649227937315043394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-WVWWR2Zw4JA/TmYWxU1B9NI/AAAAAAAAAEo/iaRlW6BsJQk/s1600/IMG_1780.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-WVWWR2Zw4JA/TmYWxU1B9NI/AAAAAAAAAEo/iaRlW6BsJQk/s400/IMG_1780.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649227819243402450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-I2ECn5xwuis/TmYWqfKMTXI/AAAAAAAAAEg/PMmMNZ-L7mE/s1600/IMG_1803.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-I2ECn5xwuis/TmYWqfKMTXI/AAAAAAAAAEg/PMmMNZ-L7mE/s400/IMG_1803.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649227701757431154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-hNhb9VDTOiQ/TmYWjDc42UI/AAAAAAAAAEY/a10KxobyR6A/s1600/IMG_1804.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-hNhb9VDTOiQ/TmYWjDc42UI/AAAAAAAAAEY/a10KxobyR6A/s400/IMG_1804.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649227574060570946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=zRxaxWX30IA&amp;feature=fvst"&gt;Oh bella ciao !&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=T5zIzf3MKVQ"&gt;100 passi come Peppino Impastato ci ha insegnato&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=YdVaHCCxHMw"&gt;Vieni a ballare in Puglia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=owApENJbkaU"&gt;Legalize the premier&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3784279689466524883?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3784279689466524883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3784279689466524883' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3784279689466524883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3784279689466524883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/09/italian-people-want-future.html' title='Italian people want a future'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cSslFUj14B4/TmYXh8ojfzI/AAAAAAAAAFg/NgKlDiOZqRw/s72-c/IMG_1642.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6154776881084671403</id><published>2011-07-24T13:56:00.000-07:00</published><updated>2011-07-24T14:02:20.043-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Il Kosovo risveglia anche il Regno delle due Sicilie !</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-EHYWOo4k3ww/TiyIGZW2xcI/AAAAAAAAAEQ/EAItqB6imqU/s1600/regno_delle_due_sicilie_e_borbone%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 262px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-EHYWOo4k3ww/TiyIGZW2xcI/AAAAAAAAAEQ/EAItqB6imqU/s400/regno_delle_due_sicilie_e_borbone%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5633026877400991170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Recentemente la Corte Internazionale di Giustizia dell'ONU ha espresso il parere che "l'adozione della dichiarazione di indipendenza del Kosovo del 17 febbraio 2008 non ha violato né il diritto internazionale in generale, né la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza, né il quadro costituzionale". L'indipendenza del Kosovo, dunque, è legale, ma dalla sentenza non si capisce se sia legittima. La Corte dell'Aja, schierandosi a larga a maggioranza (10 a 4), si è attenuta strettamente ad un parere tecnico. La risposta politica arriverà il prossimo settembre dall'Assemblea Generale dell’ONU.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pronuncia era stata sollecitata a seguito di un ricorso promosso direttamente da Belgrado, secondo cui la secessione del Kosovo non sarebbe possibile in quanto la risoluzione ONU 1244, votata all'indomani della fine dell'intervento Nato nel 1999, parlava del Kosovo come di provincia serba temporaneamente sotto amministrazione ONU. La tesi dei 10 su 14 giudici della Corte che hanno approvato la sentenza è invece ad exclusionem: "La dichiarazione di indipendenza è coerente anche con la risoluzione 1244 che non ne contiene la proibizione", si legge nel dispositivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna evidenziare che, a fondamento della sentenza, vi è stato il "principio di autodeterminazione dei popoli" che la stessa ONU aveva proposto all'interno della comunità dei singoli Stati. La Carta delle Nazioni Unite, infatti, all'art. 1, par. 2 del Capitolo I, individua come fine delle Nazioni Unite lo "Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli…".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sentenza della Corte è, tuttavia, un parere non vincolante per tutti gli Stati membri di cui solo 69 Stati, dei circa 200 che attualmente fanno parte dell'Assemblea delle Nazioni Unite, hanno già riconosciuto l’indipendenza del Kosovo. Per far parte delle Nazioni Unite, dunque, il Kosovo dovrà ottenere il riconoscimento da almeno 100 Paesi. Non sarà facile per il Kosovo, ma la strada per ottenere la sua indipendenza è tracciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è aperto così uno spiraglio che è destinato a sostenere radicalmente in futuro anche le nostre rivendicazioni in quanto la nostra situazione ha tutte le caratteristiche giuste perché il principio di autodeterminazione possa trovare applicazione. Anche se sono trascorsi 150 anni dall’occupazione della nostra Patria da parte delle truppe piemontesi, lo Stato «italiano» non ha mai riconosciuto le centinaia di migliaia di vittime da pulizia etnica, le devastazioni economiche e sociali, e la persistente colonizzazione compiute nei confronti del Sud. Motivi che sono di per sé sufficienti ad appellarsi al Tribunale Internazionale di Bruxelles per i crimini di guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente per avviare questa azione a difesa, per lo meno risarcitoria, dei nostri diritti continuamente calpestati, non solo è necessaria la partecipazione della maggioranza del nostro Popolo, ma anche l’appoggio di altri Stati. La strada è però tracciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’azione va soprattutto incentrata sul fatto che gli Stati italiani preunitari erano nazioni che il Piemonte fagocitò con una criminale conquista militare riunendole in un’artificiale, burocratica e dispotica entità chiamata "Regno d'Italia". Furono demonizzati tutti i precedenti governanti, particolarmente i Borboni delle Due Sicilie che invece erano assai meritevoli perché tenevano bassi debito pubblico e tasse, e assicuravano ai loro sudditi cibo a buon mercato. Principale artefice fu quel bigotto di Gladstone che denunciò la monarchia borbonica come "la negazione di Dio eretta a sistema di governo". La vera negazione di Dio fu invece il cinico accordo dei complici di Plombières nel 1858, Cavour e Napoleone III, i quali tramarono una guerra in cui decine di migliaia di persone sarebbero state uccise e fiorenti economie devastate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cosiddetto "plebiscito" nelle Due Sicilie, che avrebbe dovuto giustificare l’invasione agli occhi dell’opinione pubblica europea, fu imposto dagli invasori piemontesi con palese brutalità. Costoro non tennero alcun conto della vera volontà del popolo duosiciliano: il 99 per cento dei votanti risultò a favore dell'annessione al Piemonte. L’esito però fu smentito dalla reazione popolare che per oltre dieci anni contrastò gli invasori con una sanguinosa guerra civile in cui «morirono più persone rispetto a tutte le altre guerre del Risorgimento messe insieme» (I. Montanelli). La conseguenza fu che l’economia, sia per le leggi oppressive che per le devastazioni della controguerriglia, ne soffrì a morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il Granducato di Toscana fu sottomesso e brutalizzato con un altro plebiscito truccato, avendone devastata la sua economia che era abbastanza avanzata e dedita al libero scambio assai prima della Gran Bretagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così avvenne anche per lo Stato Pontificio che fu vigliaccamente annesso nonostante l’opposizione di migliaia di cattolici arruolatisi volontariamente in un esercito senza alcuna speranza di vittoria e che ebbe 476 morti nel reparto zuavo che comprendeva anche inglesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma questa è Storia e, per la nostra posizione come Stato legittimo, non occorre portare molte prove al consesso dell’ONU perché sia valida una nostra autonoma dichiarazione di indipendenza. Infatti, non ci sarebbe una benché minima violazione del diritto internazionale, semmai è da dire che la Nazione Due Sicilie ha ben più pregnanti motivazioni per chiedere il ritorno alla sua indipendenza. L’unico ostacolo (sempre superabile), per il momento, è l’ottusa e atea burocrazia di Bruxelles, capitale di quella Unione Europea che si è formata con gli stessi cinici princìpi con cui è nato quello Stato-Frankenstein che è l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi può contrastare validamente questo ostacolo sono gli U.S.A, i cui dirigenti politici ed economici vedono con «simpatia» lo smembramento della vecchia Europa in regioni autonome, in quanto questo fatto consentirebbe loro di assicurarsene il predominio secondo il classico principio del «divide et impera». Infatti gli U.S.A., attraverso le loro potenti lobby presenti in massa a Bruxelles, sono sempre loro a dirigere i "giochi". Diventa intuitivo, dunque, come sia stato possibile lo smembramento e della Yugoslavia, e della Cecoslovacchia, e, ora, quello della Serbia, con l’indipendenza del Kosovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Unione Europea, intanto, con il progetto "Interreg. IIIB" sta elaborando sin dal 2002 il ritocco dei confini regionali mediante raggruppamenti di regioni in funzione di criteri economici ed etnici con l’obiettivo di promuovere l'integrazione territoriale in seno a grandi gruppi di regioni europee, anche al di là dell'Unione dei Quindici, nonché tra gli Stati membri e i paesi candidati o altri paesi vicini, per “favorire in tal modo uno sviluppo stabile, equilibrato e armonioso dell'Unione”. un'attenzione particolare è rivolta soprattutto alle regioni ultraperiferiche e insulari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Bruxelles stanno già progettando di smembrare l’Italia. Nel progetto di una nostra indipendenza si deve quindi tener conto di questo scenario politico in cui sono presenti interessi enormi. Questo progetto diventa così un gioco titanico, ma questa è la strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta da vedere come agire, come organizzarsi, ma soprattutto non aspettare «domani» permettendo che altri scelgano per noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Pagano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da www.eleaml.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.eleaml.org/sud/stampa2s/ap_2sicilie_n5_2010_delenda_est.html"&gt;Delenda est&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6154776881084671403?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6154776881084671403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6154776881084671403' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6154776881084671403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6154776881084671403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/07/il-kosovo-risveglia-anche-il-regno.html' title='Il Kosovo risveglia anche il Regno delle due Sicilie !'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EHYWOo4k3ww/TiyIGZW2xcI/AAAAAAAAAEQ/EAItqB6imqU/s72-c/regno_delle_due_sicilie_e_borbone%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7833944657848450859</id><published>2011-06-06T04:38:00.000-07:00</published><updated>2011-06-06T04:44:53.953-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Arrestato il generale Mladic</title><content type='html'>E' sempre così.. lo faccio non lo faccio.. non lo faccio lo faccio.. alla fine il post su balkan-crew era meglio farlo qui. Per cui.. in appendice al post di Mladic del 27 Maggio 2011, ecco alcune considerazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-08p0reMNUzY/Tey88lPYtfI/AAAAAAAAAEI/Ga2PoK6Nl-g/s1600/mladic1%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 360px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-08p0reMNUzY/Tey88lPYtfI/AAAAAAAAAEI/Ga2PoK6Nl-g/s400/mladic1%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615070584398984690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'omicidio della figlia di Mladic (brillante studentessa di medicina mi confermerebbero essere antecedente alla strage di SB (13-07-95) circa un anno prima e precisamente il 27/03/1994) dimostrando quindi insensata la illazione del tutto strumentale secondo la quale la stessa si "sarebbe suicidata per la vergogna".&lt;br /&gt;Le voci circolanti secondo le quali Mladic sarebbe malato di Linfoma con chemioterapia in corso non vengono confermate perchè in questo caso sarebbe palese la violazione del diritto con il trasporto all'Aia.&lt;br /&gt;La cattura del generale è un elemento chiave perchè (salvo che nella civilissima Italia ed in altri pochi paesi in casi specifici) è controverso se non inammisstibile il processo in assenza dell'imputato.&lt;br /&gt;La ragione della cattura è fondamentalmente legata al pagamento dei danni di guerra da parte dello stato Serbo già da tempo al saccheggio da parte degli "investitori" esteri. Senza imputato nussun danno... Speriamo quindi che il generale muoia prima del termine del processo.&lt;br /&gt;Il Generale ha fama di persona integerrima e di alto profilo professionale e nelle speculazioni in ogni caso non avrebbe preso parte personalmente alle azioni in questione quanto piuttosto non avrebbe fatto nulla per impedirle. Sembrerebbe anche fuori di ogni sospetto l'arrucchimento dell'ufficiale in tempo di guerra ... nota è la prassi dei "ricchi in una notte".&lt;br /&gt;In realtà si sarebbero sovrapposte le truppe paramilitari di Arkan "Tigri di Arkan" costoro dai probabili legami con la criminalità e le mafie si sarebbero prevalenetemente dati al sacco commettendo stragi ed eccidi - Lo scopo di tutto ciò sostanzialmente sarebbe stato il saccheggio su commissione.&lt;br /&gt;Proprio questa interferenza il generale Mladic avrebbe mal tollerato diffidando ed allontanando le truppe di Arkan a tutela e garanzia.&lt;br /&gt;Diversamente da quanto mostrato nei servizi italiani il generale Mladic viene filmato mentre prepara l'evacuazione sotto scorta e tutela dei civili mussulmani!!!!! Si signori proprio i mussulmani!. Lo stesso con aria stanchissima visita i pulmann stracarichi di profughi musulmani chidendo come stanno e rassicurandoli sulla libertà e spiegando loro che sarebbero arrivati ancora altri pullmann.&lt;br /&gt;Le ragioni della Serbia ed un mancato riconoscimento della colpevolezza del suo comando (nella persona appunto del Generale) getterebbe concretamente delle ombre sulla politica estera USA (che oggi nel KOSOVO ha piazzato una delle più grandi basi) oltre a creare serie difficoltà all'Olanda direttamente responsabile territorialmente nelle aree balcaniche interessate in occasione della strage in questione, sarebbero infatti gli olandesi a ritirarsi misteriosamente lasciando non protetta l'area della strage. Ed ora proprio gli olandesi corrono al processo...&lt;br /&gt;Ma c'è dell'altro: sembrerebbe che proprio i gruppi militari e paramilitari musulmani APPROFITTANDO delle aree protette e pacificate ed operando nelle stesse, dove ovviamente non potevano esserci i soldati serbi, si siano accaniti proprio sui civili serbi. &lt;br /&gt;I Serbi uccisi attorno a Srebrenica sarebbero circa 10.000!!! E nessuno dice nulla????&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7833944657848450859?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7833944657848450859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7833944657848450859' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7833944657848450859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7833944657848450859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/06/arrestato-il-generale-mladic.html' title='Arrestato il generale Mladic'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-08p0reMNUzY/Tey88lPYtfI/AAAAAAAAAEI/Ga2PoK6Nl-g/s72-c/mladic1%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-5371786107259145082</id><published>2011-04-29T00:36:00.000-07:00</published><updated>2011-04-29T00:44:42.035-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><title type='text'>Condannato Gotovina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/--exnMmOu3e4/TbprkeWZTdI/AAAAAAAAAD8/VF4cdiF2ZN4/s1600/dceae__52185495_52183321%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 304px; height: 171px;" src="http://3.bp.blogspot.com/--exnMmOu3e4/TbprkeWZTdI/AAAAAAAAAD8/VF4cdiF2ZN4/s400/dceae__52185495_52183321%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600907360955092434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di Marina Szikora&lt;br /&gt;Qui di seguito il testo della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 21 aprile a Radio Radicale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sentenza del Tpi: dall'Aja a Zagabria a Bruxelles&lt;br /&gt;Il tema della condanna dei generali croati Ante Gotovina e Mladen Markač continua ad essere il tema centrale della realta' politica croata e, secondo gli ultimi sondaggi, dopo la sentenza dell'Aja soltanto il 23% dei cittadini croati si pronuncia a favore dell'adesione della Croazia all'Ue. E il governo croato si dice di essere adesso in una offensiva diplomatica ma al tempo stesso avverte i cittadini che l'Ue non ha alternative. Il vicepresidente del Governo e ministro degli esteri e delle integrazioni europee, Gordan Jandroković lunedi' si e' recato a Bruxelles affermando che fine giugno e' una data raggiungibile per la conclusione dei negoziati di adesione. Jandroković si e' detto convinto che i cittadini croati sanno molto bene cosa vogliono e che sceglieranno il futuro europeo poiche' al referendum si decidera' se vogliamo che la Croazia si basi su valori europei o quelli cosidetti balcanici. La premier Kosor ha spiegato che l'interpretazione dei fatti e' il piu' forte argomento croato e gia' a partire da questa settimana saranno promosse delle iniziative a fin di far cadere nel processo d'appello le qualifiche della sentenza a Gotovina e Markač relative all'impresa criminale congiunta.&lt;br /&gt;Se non fosse il presidente della Repubblica, notano i media croati, Ivo Josipović srebbe in questi giorni sicuramente uno degli esperti piu' chiamati e citati in connessione con le questioni del Tribunale dell'Aja. Va ricordato che lo stesso Josipović aveva rappresentato la Croazia e aveva vinto anche un processo contro la procura dell'Aja a favore della Croazia e dell'allora ministro della difesa Gojko Šušak. Il Presidente croato non nega che ci sono stati crimini durante l'operazione 'Tempesta', che la Croazia e' responsabile di non aver ostacolato questi crimini ancora negli anni novanta e poi perche' non li aveva processati da sola. "Sconfiggere la tesi dell'impresa criminale congiunta e' importante per la Croazia dal punto di vista storico e politico gia' per il solo fatto che se cadesse la tesi dell'impresa criminale in quanto forma di responsabilita', allora la difesa sarebbe qui in una posizione molto migliore rispetto all'attuale momento" afferma Josipović. &lt;br /&gt;Tuttavia la questione delle questioni resta quella di far luce sulla sorte di 1013 prigionieri e persone scomparse del 1991 e 1992 ha sottolineato la premier croata Jadranka Kosor rivolgendosi alle famiglie delle vittime scomparse durante la guerra. Ha ricordato che questo e' stato anche il tema principale dei suoi recenti colloqui con il presidente serbo Tadić e il premier Cvetković e ha aggiunto che "i colloqui devono iniziare e finire con la soluzione relativa al destino dei prigionieri e dei scomparsi". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Josipovic: la sentenza non contribuisce al buon clima, ma la riconciliazione non si ferma&lt;br /&gt;Nella trasmissione mensile della radio statale croata "Il caffe' con il Presidente" il capo dello stato croato, Ivo Josipović ha detto di credere che l'evidente calo del sostegno dei cittadini croati all'ingresso della Croazia nell'Ue, dopo le sentenze di condanna di primo grado ai generali croati, sono "una vicenda temporanea poiche' l'Ue non aveva nessun legame diretto con il verdetto, perche' il Tribunale dell'Aja e' un tribunale delle Nazioni Unite e non dell'Ue". Josipović ha commentato cosi' i sondaggi secondo i quali, dopo le sentenze dell'Aja, soltanto il 23 percento dei cittadini croati si pronuncia a favore dell'adesione della Croazia all'Ue. Josipović ha aggiunto che ogni analisi ragionevole dimostrera' che non e' l'Ue quella che ha inflitto le sentenze e si e' detto convinto che i cittadini croati, nel momento in cui ci sara' il referendum sull'adesione, riconosceranno tutti i pregi che implica l'ingresso nell'Ue. Alla domanda se vi e' la possibilita' che la Croazia adesso decida a rivalutare la collaborazione con il Tpi dell'Aja, Josipović ha sottolineato che una tale decisione avrebbe come conseguenza l'esclusione della Croazia dalla comunita' internazionale e che lui stesso non appoggierebbe una tale azione. Il presidente croato ha rilevato che secondo le sue conoscenze, il governo croato aveva consegnato alla difesa dei generali tutti i documenti richiesti. Ha indicato inoltre che la sentenza conferma il coinvolgimento della Serbia nell'agressione contro la Croazia. La qualifica di un conflitto internazionale che si trova nell'atto di accusa implica che le forze serbe in "krajina" furono controllate dalla Serbia. Josipović ha ripetuto che e' inaccettabile la qualifica della difesa croata in quanto un'impresa criminale congiunta e ha sottolineato che "la Croazia in quanto stato di diritto accettera' gli aspetti giuridici della sentenza, ma quelli politici e storici saranno difficilmente accettati se questa interpretazione significa una criminalizzazione dell'intera guerra per la Patria".&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la domanda se la sentenza in qualche modo e' anche una sentenza al defunto ex presidente croato Franjo Tuđman e al ministro della difesa Gojko Šušak, Josipović ha osservato che si tratta di una constatazione scomoda che colpisce non soltanto queste due persone della storia croata bensi' anche altri, ma ha sottolineato che la sentenza e' sempre individuale. "La sentenza parla soltanto della colpa individuale delle persone nel processo, le persone fuori dal processo non sono state giustiziate" ha detto Josipović. In conessione alla questione se e' stata legale la consegna al Tribunale del verbale della riunione di Briuni, uno degli elementi chiave della sentenza, il presidente croato ha detto che la Croazia ha una legge costituzionale del 1996 che obbliga alla piena collaborazione con il Tribunale. Questo che accade adesso, ha ricordato il Presidente, di indossare la colpa a questo o quell'altro, a questo o quel governo perche' aveva collaborato con il Tribunale dell'Aja, non va bene. Josipović ha commentato anche la valutazione del presidente serbo Boris Tadić secondo il quale le sentenze di questo tipo contribuiranno alla riconciliazione nella regione. A tal proposito, Josipović ha detto di non essere sicuro che questa sentenza contribuisce a cose giuste, ma sicuramente non sono sentenze ne' dell'Ue ne' della Serbia e quindi non dovrebbero influenzare su quello che va bene per entrambi i paesi, Croazia e Serbia. Josipović si e' detto convinto che il processo di riconciliazione continuera'. &lt;br /&gt;Tratto da Passaggio a sud - est&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pasudest.blogspot.com/2011/04/croazia-la-condanna-dei-generali-resta.html"&gt;Pa sud-est&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-5371786107259145082?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/5371786107259145082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=5371786107259145082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/5371786107259145082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/5371786107259145082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/04/condannato-gotovina.html' title='Condannato Gotovina'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--exnMmOu3e4/TbprkeWZTdI/AAAAAAAAAD8/VF4cdiF2ZN4/s72-c/dceae__52185495_52183321%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-2323471499313752614</id><published>2011-04-28T02:27:00.000-07:00</published><updated>2011-04-28T03:13:34.598-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Violenze a Tirana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-b2gAqsI7zOQ/Tbk8ijsJHuI/AAAAAAAAAD0/PAg1c1tGvAA/s1600/74734_manifestazione%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 330px; height: 251px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-b2gAqsI7zOQ/Tbk8ijsJHuI/AAAAAAAAAD0/PAg1c1tGvAA/s400/74734_manifestazione%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600574176005529314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tratto da Osservatorio Balkani :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Albania torna la violenza, come negli anni '90. Spari, lanci di lacrimogeni e cariche con idranti ieri contro una manifestazione dell'opposizione che chiedeva le dimissioni di Berisha ed elezioni anticipate. Tre vittime, tutte civili. Il commento della nostra corrispondente Marjola Rukaj&lt;br /&gt;Una Tirana blindata, la sede del governo recintata con il filo spinato, lacrimogeni, feriti per terra e forze dell'ordine ovunque. Una manifestazione politica, finita con un bilancio disastroso, 3 morti e decine di feriti. Solo qualche giorno fa, sarebbe stato impensabile che a Tirana avesse luogo una manifestazione violenta degna dei famigerati anni '90. Nessuno si sarebbe immaginato che in una delle ormai numerose manifestazioni dell'opposizione contro il governo Berisha ci sarebbero state addirittura delle vittime. &lt;br /&gt;Eppure, nonostante non fossero stati presi molto sul serio, questo è quanto i leader riuniti dell'opposizione stavano annunciando da una settimana. Una manifestazione cittadina che portasse alla destituzione del premier Berisha e dove si "temeva" in modo anche ambiguo della violenza. “Fitore” (vittoria) e “Ik hajdut” (vattene ladro) sono stati gli slogan con cui è stato riempito ieri, 21 gennaio, il centro di Tirana. Gli stessi che nel corso dell'ultima settimana si sono sentiti nell'aula del parlamento albanese mentre deputati del Partito Democratico, premier Berisha incluso, e del Partito Socialista recitavano uno spettacolo ai limiti dell'assurdo e del volgare. I socialisti continuando la loro retorica post-elettorale sui brogli, incoraggiati da un video con prove di corruzione e nepotismo che metteva a nudo varie vicende poco chiare dell'esecutivo Berisha; i deputati di destra stando sulla difensiva con il solito linguaggio ostruzionista che punta solo ed esclusivamente sul personale, su presunti scandali sessuali e altri piccoli episodi da provincia moralista. &lt;br /&gt;Entrambe le parti, a corto di argomenti, e spinte solo dall'interesse al potere. La crisi politica in Albania si protrae dalle elezioni politiche del giugno 2009, vinte dal PD di Berisha, accusato però di brogli dal Partito socialista guidato da Edi Rama. Nelle ultime settimane un video trasmesso in televisione aveva scandalizzato l'Albania: mettendo sotto i riflettori cose note, ma che è sempre duro accettare. Nepotismo e corruzione sono alla base del modo di governare della classe politica albanese. La vicenda ha creato ulteriore fragilità per il PD di Berisha ed ha spinto il Partito socialista a tornare in piazza, per riprendere la situazione in mano ad ogni costo. E il risultato – seppur limitato per ora a una sola giornata - è stato molto simile a quelli ottenuti da Berisha nel corso della crisi del '97 o nel settembre del '98: violenza, cavalcando la disillusione e la rabbia dei cittadini.&lt;br /&gt;La popolarità del premier Berisha si trova attualmente in caduta libera. Il suo governo è fortemente delegittimato dalle dimissioni di Ilir Meta, protagonista del video che ha fatto partire lo scandalo, e leader del LSI, partito che gli ha assicurato i 3 deputati con i quali Berisha sino ad ora è riuscito ad avere l'attuale maggioranza. In un paese democratico, una situazione del genere avrebbe comportato una mozione di sfiducia in parlamento. In Albania invece Berisha si è difeso arrivando a sostenere che il video fosse un falso e fosse trasmesso per infangare la sua immagine e quella del suo partito. Da parte sua Edi Rama e i suoi alleati da una settimana invitavano gli albanesi a manifestare il loro dissenso con ogni mezzo, rispondendo a Berisha con la stessa moneta antidemocratica, mettendosi a capo della rivolta cittadina, e sfruttando nel proprio interesse le frustrazioni e lo scontento degli albanesi. E' dalle elezioni del 28 giugno 2009 che il PS non ha saputo dimostrare d'essere una coerente alternativa a Berisha, attorno a cui raccogliere gli albanesi, bensì ha messo in scena un tira e molla continuo e disorientante, sempre funzionale alle probabilità del momento di raggiungere il potere. &lt;br /&gt;Difficile prevedere ora quello che avverrà in Albania nei prossimi giorni. C'è chi paventa un secondo '97, ma nonostante la sfiducia nel governo attuale, difficilmente si può dire che Rama sia in grado e abbia intenzione di mobilitare gli albanesi a tali livelli. D'altronde questa volta gli albanesi non hanno perso tutti i loro risparmi in un crac finanziario e saranno in pochi quelli che sceglieranno di immolarsi per un'alternativa politica non necessariamente nuova e promettente.&lt;br /&gt;Mentre i rappresentanti internazionali invitano a mantenere la calma e a negoziare, la migliore soluzione paiono essere elezioni anticipate, o la formazione di un governo tecnico che riesca a superare le difficoltà attuali del sistema elettorale. &lt;br /&gt;"Marjola Rukaj" in Osservatorio Balkani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=D7RSjPh1YTY"&gt;Spari sulla folla inerme&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-2323471499313752614?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/2323471499313752614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=2323471499313752614' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2323471499313752614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2323471499313752614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/04/violenze-tirana.html' title='Violenze a Tirana'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-b2gAqsI7zOQ/Tbk8ijsJHuI/AAAAAAAAAD0/PAg1c1tGvAA/s72-c/74734_manifestazione%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-8185652959931903914</id><published>2011-03-24T05:58:00.000-07:00</published><updated>2011-03-24T06:07:09.634-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>24 Marzo 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EqR_xeY54Qk/TYtB5JWM7tI/AAAAAAAAADs/HSmiU1g6Rjg/s1600/24889047749c971f6259e9160099562%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-EqR_xeY54Qk/TYtB5JWM7tI/AAAAAAAAADs/HSmiU1g6Rjg/s400/24889047749c971f6259e9160099562%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587632212700622546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cari tutti,&lt;br /&gt;nel 12.o anniversario dell'aggressione della Nato alla Jugoslavia (e in particolare alla Serbia), che iniziò proprio il 24 marzo del 1999  e che per 78 giorni massacrò un popolo e una nazione... con bombardamenti all'uranio impoverito... con le famigerate bombe a frammentazione dette "cluster bombs"... con  effetti dovuti all'inquinamento ambientale devastanti... con conseguenze sulla popolazione civile che ancora oggi vengono pagate dalle persone di qualunque etnia, ceto sociale o religione... con aumento incontrollato ed esponenziale di malattie del sangue e tumorali... con l'uso scientifico di una propaganda che demonizzò l'intero popolo serbo, propaganda che preparò ad arte il terreno alla guerra... con il frutto di quella "guerra" che oggi si chiama "Kosovo libero e indipendente", un narco-stato n el cuore dell'Europa al cui comando siede un criminale di guerra denunciato (finalmente e bontà loro) anche dai rapporti dei rappresentanti del Consiglio d'Europa...&lt;br /&gt;vi voglio girare una notizia dell'ottobre scorso, così, tanto per non dimenticare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto, anche in concomitanza con un'altra aggressione armata, ancora una volta molto ben digerita, a quanto pare, sia a destra che a sinistra grazie all'idea romantica e molto rassicurante dell'intervento "umanitario". Umanità che, però, non risparmia uranio impoverito, morte e distruzione sulla Libia e fra il suo popolo, tutto. Che le bombe, quando cadono, non distinguono bene chi colpiscono.&lt;br /&gt;Un messaggio, quindi, non a futura memoria ma, purtroppo e sempre più drammaticamente, a memoria del presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Di Meo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suicida il pilota della NATO che uccise la piccola Milica Rakic&lt;br /&gt;Si è tolto la vita un mese fa il diretto responsabile della morte di Milica Rakic, la piccola di tre anni che abitava nei pressi dell'aeroporto di Belgrado e fu colpita da frammenti di bombe "umanitarie" della NATO il 17 aprile 1999 alle ore 21:45. &lt;br /&gt;Il tenente colonnello Harold F. Myers era andato in pre-pensionamento da pochi mesi con una diagnosi di "stress da disordine post-traumatico" in seguito a quei bombardamenti, secondo le dichiarazioni di sua moglie Elisabeth.&lt;br /&gt;La piccola Milica appare oggi trasfigurata, tra le icone dei santi della chiesa ortodossa, negli affreschi realizzati dal diacono Nikola Lubardic - si veda:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cnj.it/24MARZO99/criminale.htm#milicarakic"&gt;Milica Rakic, 3 anni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso indirizzo rimandiamo per l'elenco completo dei bambini morti ammazzati nell'operazione "umanitaria" della NATO, mirata a strappare il Kosovo alla Serbia per accelerare lo sventramento della Jugoslavia secondo criteri "etnici".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cnj.it/24MARZO99/criminale.htm#milicarakic"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.cnj.it/24MARZO99/criminale.htm#milicarakic"&gt;24 marzo - 6 giugno 99&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-8185652959931903914?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/8185652959931903914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=8185652959931903914' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8185652959931903914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8185652959931903914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/03/24-marzo-2011.html' title='24 Marzo 2011'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EqR_xeY54Qk/TYtB5JWM7tI/AAAAAAAAADs/HSmiU1g6Rjg/s72-c/24889047749c971f6259e9160099562%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7417034839517795198</id><published>2011-03-14T01:16:00.000-07:00</published><updated>2011-03-14T01:22:23.374-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Il dossier del Consiglio d' Europa accusa Thaci</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5SvRJvvot5Q/TX3QKZyNyfI/AAAAAAAAADk/Xa7Ptam5JpY/s1600/hashim-thaci%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5SvRJvvot5Q/TX3QKZyNyfI/AAAAAAAAADk/Xa7Ptam5JpY/s400/hashim-thaci%255B1%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583847990148057586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il premier kosovaro Hashim Thaci è il capo di un'organizzazione criminale responsabile di traffico di armi, droga e organi umani che cominciò ad operare nel corso della guerra del Kosovo proseguendo poi negli anni successivi. Questo, almeno, è quanto sostiene il rapporto della commissione d'inchiesta del Consiglio d'Europa sul crimine organizzato redatto dal parlamentare svizzero Dick Marty - già noto per aver portato alla luce le prigioni segrete Cia in Est Europa - che è stato presentato oggi ai diplomatici europei dei 47 paesi membri del Consiglio d'Europa, ma che ieri è stato ampiamente anticipato dagli organi di informazione internazionali. Il rapporto afferma che approfittando del caos immediatamente successivo alla fine del conflitto serbo kosovaro nel giuno del 1999, l'Uck (l'Esercito di liberazione del Kosovo) - e in particolare il "gruppo di Drenica" comandato dallo stesso Thaci - mise in atto un traffico illegale di organi espiantati ai prigionieri, nelle basi della guerriglia antiserba in territorio albanese. La vicenda fu denunciata dall'ex procuratore capo del Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, Carla Del Ponte, nel suo libro "La caccia" pubblicato nel 2008. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le "numerose concrete e convergenti informazioni" raccolte nel rapporto del CdE, nell'estate del 1999, subito dopo la fine del conflitto serbo-kosovaro, cittadini serbi e kosovari albanesi furono tenuti prigionieri dall'Uck, in prigioni segrete nel nord dell'Albania e furono sottoposti a trattamenti inumani e degradanti, prima di scomparire definitivamente. In una clinica in territorio albanese ad alcuni prigionieri furono poi asportati gli organi che vennero poi inviati all'estero per trapianti. Secondo il rapporto l'attività criminale è poi proseguita, in alcune forme fino ad oggi, come dimostrerebbero le indagini della missione civile dell'Unione Europea in Kosovo (Eulex) sulla clinica "Medicus" di Pristina. Il rapporto - che non è "non un'indagine penale", come si precisa nel testo - descrive la sorte che potrebbe essere toccata ad almeno "470 persone scomparse dopo l'arrivo (in Kosovo) delle truppe (della Nato) il 12 giugno 1999, 95 delle quali erano albanesi kosovari e 375 non albanesi, principalmente serbi". Prigionieri di guerra, ma anche kosovari accusati di tradimento e collaborazionismo, trasferiti nei campi base dell'Uck in Albania, quando "il confine tra Kosovo e Albania aveva effettivamente cessato di esistere".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regia di questo disegno criminale va attribuita al "gruppo di Drenica", la fazione Uck facente allora capo all'attuale premier Thaci definito "un boss criminale" dai rapporti dei servizi segreti italiani, tedeschi, inglesi e greci. Nel documento Marty riporta nomi e cognomi dei membri del gruppo che "avrebbero dovuto essere condannati per gravi crimini, ma che (...) hanno consolidato la loro impuntià". Tra questi spicca quello del chirugo Shaip Muja, nel 1999 comandante di una base medica dell'Uck in Albania e oggi "consigliere politico nell'ufficio del pirmo ministro, con resposabilità 'inter alia' in materia di Sanità". Il Kosovo nel frattempo diventato indipendente e che aspira al riconoscimento internazionale, ad un seggio all'Onu e ad avviare il processo di adesione all'Ue, sarebbe dunque rimasto teatro di crimini terribili, anche dopo la guerra per almeno un decennio, con il placet del premier e con il silenzio complice della comunità internazionale. Di particolare importanza nel documento è il ruolo degli "attori internazionali (che) scelsero di non vedere i crimini di guerra compiuti dall'Uck, in cambio del raggiungimento di un certo grado di stabilità a breve termine". Dalla Nato "de facto alleata dell'Uck", alla missione Onu, Unmik non all'altezza di gestire le indagini, alla missione dell'Ue, Eulex, subentrata nel 2008, che secondo il rapporto ha "lasciato vane le aspettative (...) di andare oltre gli 'intoccabili', dei quali un passato più che oscuro è comunemente noto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento non avrà conseguenze penali dirette ma, a soli due giorni dalle prime elezioni legislative del Kosovo indipendente è una autentica bomba per il neo riconfermato premier Hashim Thaci, già impegnato a difendersi dalle accuse sui brogli compiuti dal suo partito per vincere le elezioni. Le autorità serbe, che aspettavano l'esito delle elezioni per riaprire i negoziati con Pristina, hanno già espresso "perplessità sul futuro di Thaci" accogliendo il documento come "una grande vittoria". Belgrado indaga senza successo sul traffico di organi dal 2008. Il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, ha colto la palla al balzo e ha dichiarato di non sapere cosa sarà dell'avvenire di Thaci. Jeremic si trova in visita in Russia, il grande protettore internazionale della Serbia. "Profonda preoccupazione" per i contenuti del rapporto sul Kosovo e' stata espressa dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che ha auspicato che al documento sia data la più ampia diffusione possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ambasciatore italiano in Kosovo, Michael Giffoni, invita a "reagire con calma ed equilibrio" circa l'opportunità di isolare Thaci e sostituirlo alla guida del governo ancora tutto da formare. Il nostro rappresentante diplomatico a Pristina sottolinea come il rapporto "non è certo una cosa buona per l'immagine internazionale del Kosovo, ma non è frutto di un'inchiesta della magistratura e non ha alcuna implicazione istituzionale". Le cautele diplomatiche sono comprensibili, ma è innegabile che per il suo peso politico e l'eco mediatico che sta suscitando, il rapporto rischia di compromettere la fragile stabilità del Kosovo con effetti tutti da comprendere sul resto della regione. E proprio questo è il problema per la Comunità internazionale, che seercita di fatto una sorta di protettorato sul Kosovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dossier è delicatissimo per l'Ue, impegnata a sostenere la stabilizzaizone e la pacificazione dell'ex Jugoslavia. Bruxelles ha già invitato l'autore del rapporto, Dick Marty, a fornire le prove di quanto sostiene alle autorita' competenti. Bruxelles "prende sul serio le accuse relative a crimini di guerra e criminalita' organizzata, e ricorda che questi aspetti fanno parte del dialogo costante che l'Ue ha con i paesi dei Balcani occidentali incluso il Kosovo", ha affermato Maja Kocijancic, portavoce dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue,Catherine Ashton. La portavoce della Ashton ha ricordato che, proprio per queste ragioni, in Kosovo c'e' la missione Ue Eulex che si occupa tra l'altro di fare luce su questi aspetti. Nessun commento sul rapporto però e' arrivata sulle prime dalla portavoce dell'Eulex, Kristina Herodes che si è limitata a dichiarare che al momento il rapporto è oggetto di studio e di analisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanti, il Comitato per gli Affari Legali dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha chiesto lo svolgimento di una serie di inchieste internazionali e nazionali sulle denunce contenute nel rapporto Marty. Il comitato sottolinea le "numerose indicazioni concrete e convergenti" che "sembrano confermare" i fatti denunciati. Il comitato chiede quindi a Eulex, la missione dell'Ue in Kosovo, di continuare il lavoro investigativo su questi crimini ed all'Ue ed agli altri stati presenti a fornire alla missione le risorse ed il sostegno politico di cui hanno bisogno. Il Comitato chiede infine alle autorita' serbe ed albanesi ed all'amministrazione del Kosovo, di cooperare pienamente con tutte le inchieste in materia.&lt;br /&gt;Tratto da Passaggio a sud-est&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                  &lt;br /&gt;&lt;a href="http://pasudest.blogspot.com/2010/12/crimini-in-kosovo-dossier-del-consiglio.html"&gt;Passaggio a sud-est&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7417034839517795198?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7417034839517795198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7417034839517795198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7417034839517795198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7417034839517795198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/03/il-dossier-del-consiglio-d-europa.html' title='Il dossier del Consiglio d&apos; Europa accusa Thaci'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5SvRJvvot5Q/TX3QKZyNyfI/AAAAAAAAADk/Xa7Ptam5JpY/s72-c/hashim-thaci%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-8269085868486827050</id><published>2011-02-16T13:55:00.000-08:00</published><updated>2011-02-16T13:57:24.038-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Chi ha paura di discutere liberamente sulle foibe ?</title><content type='html'>Giovedì 10 Febbraio 2011 &lt;br /&gt;Dal 2004, ovvero da quando è stato istituito, il giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe&lt;br /&gt;è diventato l’occasione per sviluppare un’opera di revisione dal punto di vista storico portata avanti non solo dalla destra, ma anche da intellettuali presuntamente progressisti. Pubblichiamo una riflessione a riguardo di Francesco Giliani, che è stato testimone di un tentativo di questo genere in una scuola superiore della provincia di Modena.&lt;br /&gt;Comprendere un dibattito storiografico, distinguere le fonti storiche, contestualizzare i processi storici. Tanti “obiettivi” declamati fino alla nausea nelle circolari ministeriali e nelle programmazioni dei docenti. Nient’altro che una lista di belle intenzioni, viste da un’assemblea d’Istituto sulle foibe. In queste assemblee assistiamo da anni alla ripetizione ossessiva di un unico punto di vista, quello di “storici” come Marco Pirina (coinvolto nel golpe Borghese del 1970):  le foibe furono pulizia etnica praticata dai partigiani jugoslavi, ispirati dalla criminale ideologia comunista, contro l’inerme popolazione italiana infoibata a causa della sua nazionalità. I video giocano cinicamente sui sentimenti , gli storici di turno presentano la storia in modo “neutro” e non opinabile ed infine gli esuli – di solito membri o vicini alla neo-irredentista Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – si mettono molto spesso a fare storia invocando il proprio status di esule come garanzia di attendibilità ed infallibilità. E’ talmente forte la pressione della Giornata del Ricordo che nelle scuole saltano anche le sempre più ossessive attenzioni al contraddittorio – spesso peraltro interpretato dalle presidenze in modo veramente desolante, come se dovessimo riprodurre una par condicio in stile “Porta a Porta”. Insomma, le istituzioni vogliono che niente rovini la festa. Tutti allineati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come docenti non credo che sia possibile voltarsi dall’altra parte e non prendere posizione. Professare ignoranza o scarsa conoscenza sull’argomento non è più scusabile. Perché non è scusabile stare zitti davanti ad una gigantesca iniezione di nazionalismo tra i giovanissimi per mezzo della scuola pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei dibattiti sulle foibe i fatti scompaiono. O meglio, chi interviene a sostegno della tesi dominante è di fatto legittimato a non portare fonti ed argomenti a supporto della propria tesi. Può semplicemente passare da un’affermazione all’altra. I numeri vengono gonfiati a dismisura. Gli scomparsi sono addizionati agli infoibati. Chi mette in discussione le cifre iperboliche dei foibologi (diecimila o anche più) interessati a creare un contraltare “rosso” ad Auschwitz è accusato di fare il ragioniere coi morti, di negare il “genocidio” (altro termine usato a vanvera) degli italiani, vittime innocenti di una pulizia etnica. Per capire un qualsiasi fenomeno è necessario – ripeterlo suona elementare – accertarne anche le dimensioni: se gli infoibati sono stati nell’ordine delle centinaia e per lo più appartenenti a formazioni armate fasciste o collaborazioniste, infatti, verrebbe a cadere anche la tesi della “pulizia etnica” contro italiani inermi e si dovrebbe ammettere che il sentimento dominante era antifascista e non anti-italiano. Per le foibe, però, tutto deve apparire già accertato col consenso unanime di tutti. Chi lo nega è un blasfemo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il copione non è stato diverso dal canovaccio solito all’ultima assemblea d’Istituto sulle foibe a cui ho assistito come docente il 4 febbraio 2011 a Carpi. Un’assemblea simile a tante altre in tutt’Italia. In meno di due ore di assemblea ho ascoltato buona parte di quelle falsità che storici come Claudia Cernigoi e Sandi Volk hanno smontato con diversi libri basati su ricerche a pettine in tutti gli archivi possibili e immaginabili, al di qua e al di là del confine. Ricerche che, biografie alla mano, mostrano che la grandissima parte delle centinaia di infoibati tra Istria ’43 e Trieste ’45 erano volontari della Milizia di Difesa Territoriale o della X Mas, massacratori vari, delatori e collaborazionisti al servizio dei nazisti che esercitavano un dominio diretto su quell’area con la formazione della Zona d’Operazioni Litorale Adriatico. Altri, alcune migliaia di criminali di guerra fascisti, furono arrestati nel maggio ’45 tra Trieste e Gorizia e vennero internati in Jugoslavia, dove molti di loro morirono di stenti e alcuni dopo condanne a morte pronunciate dal Tribunale di guerra jugoslavo. E’ bene ricordare che nessuno dei criminali di guerra italiani richiesti dalla Jugoslavia venne mai estradato dallo Stato italiano. E’ dunque senza fondamento sostenere che gli infoibati sarebbero stati diecimila o più, cifre fornite da autori come Pirina e Luigi Papo (ex rastrellature di partigiani). Le loro liste, in realtà comprensive di tutti i dispersi, hanno percentuali d’errore anche del 65%, come dimostrato dalla Cernigoi nel caso dei loro elenchi relativi alla provincia di Trieste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel video dell’Istituto Luce proiettato a Carpi errori e rimozioni erano innumerevoli. Ne ricordo tre: [1] la foiba di Basovizza piena di 300 metri cubi di cadaveri di italiani, [2] la soppressione del CLN di Trieste per mano dei partigiani di Tito, spesso citata come esempio della politica fratricida tra i nemici del fascismo, e [3] l’idea che di foibe si sia iniziato a parlare dal maggio-giugno ’45, quando Trieste fu occupata dai partigiani jugoslavi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia sulla foiba di Basovizza è una colossale costruzione mediatica basata sul nulla. La leggenda che vi siano 300 metri cubi di cadaveri è smentita platealmente da un telegramma confidenziale delle massime autorità Alleate del 19 febbraio 1946 nel quale si affermava che “la cessazione delle investigazioni [sui cadaveri nella foiba di Basovizza] è autorizzata. Per minimizzare qualsiasi effetto sull’opinione pubblica italiana e qualsiasi possibilità che gli jugoslavi interpretino la cessazione come un’ammissione che le accuse contro di loro erano infondate, siete autorizzati a rilasciare una dichiarazione pubblica che la cessazione delle investigazioni è dovuta a difficoltà fisiche sopravvenute, e che ciò non implicava che le asserzioni fatte dal CLNAI siano dimostrate essere infondate”. In una precedente relazione del 21 ottobre 1945 ad opera del Comando Generale delle Forze Armate statunitensi nel Mediterraneo si scrisse che nelle foiba di Basovizza erano stati rinvenuti solo alcune decine di cadaveri, appartenenti a soldati tedeschi della prima guerra mondiale, e carcasse di animali. Non ci furono nuove investigazioni ,ma in compenso a Basovizza abbiamo un monumento nazionale. Di questo non si deve sentire parlare: rovinerebbe una storia troppo ben costruita fatta di partigiani comunisti cattivi, e per di più slavi, e di italiani vittime innocenti di un’ideologia criminale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo caso si tace il fatto che a causa della repressione nazista in città si susseguirono tre differenti CLN e l’ultimo, molto diverso dai precedenti, era composto di loschi figuri che consideravano la nuova Jugoslavia come un paese nemico, provenienti anche dalla X Mas, i quali, col paravento dell’antifascismo, cercavano alleanze coi residui del regime fascista in funzione nazionalista ed anti-slava, giungendo persino a preparare attentati ed azioni armate contro i partigiani di Tito. Non è allora normale che questi ultimi abbiano pensato di arrestarli, portarli a Lubiana e processarli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul terzo punto la verità storica è, se possibile, ancora più scabrosa. I primi a parlare di infoibamenti frutto di pulizia etnica anti-italiana perpetrata da partigiani slavi furono i nazisti dopo la loro tremenda ri-occupazione dell’Istria nell’ottobre ’43. Il libello nazista in questione venne divulgato nell’autunno ’43 col titolo “Ecco il conto!”. Qualcuno avverte come sgradevole far risalire l’origine della propria versione dei fatti ad un opuscolo di propaganda nazista? Poco importa ai “foibologi”, inoltre, che l’8 gennaio 1948 un giornale locale di destra quale era Trieste Sera scrisse che “se consideriamo che l’Istria era abitata da circa 500mila persone, delle quali oltre la metà di lingua italiana, i circa 500 uccisi ed infoibati non possono costituire un atto anti italiano ma un atto prettamente antifascista.” Chi commise un vero ed efferato massacro furono le SS assieme ai Repubblichini di Salò quando ripresero il controllo della penisola istriana e massacrarono 13mila persone. Difficilmente, però, ne sentirete parlare in una conferenza sulle foibe. Rovinerebbe il resto del racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta quindi soltanto di mettere a fuoco il contesto storico dell’occupazione italiana della Jugoslavia – e non sarebbe poco, considerato che la RAI si ostina a non mandare in onda Fascist Legacy, filmato della BBC sui crimini italiani in Jugoslavia – durante la quale il generale italiano Robotti si lamentò in un telegramma della scarsa crudeltà dei soldati italiani, scrivendo in modo macabro e criminale “si ammazza troppo poco”.  E’ senz’altro necessario ricordare le 300mila vittime jugoslave dell’occupazione nazi-fascista e l’opera di snazionalizzazione portata avanti nella Venezia Giulia, nell’Istria e nella Dalmazia dal fascismo fin dal 1923 con la riforma Gentile, che chiuse le scuole in cui si insegnava lo sloveno od il croato, e continuata con la confisca dei beni delle cooperative contadine “non italiane” o l’invio al Tribunale Speciale di centinaia di antifascisti slavi di nazionalità italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta anche di mettere a nudo un mito storiografico che vuole rilanciare un senso comune nazionalista ed anticomunista. Un senso comune ben compendiato da affermazioni anti-slave violente ed aggressive, come quelle udite a Carpi da un esule, Antonio Zappador, sull’Istria italiana da 2000 anni – come asserirebbe un libro del 1924 che il suddetto ci ha mostrato senza citare titolo e autore – o sul non aver nulla da spartire con gli slavi, dopo che nell’assemblea precedente aveva minimizzato le tensioni tra italiani e slavi durante il fascismo paragonandole grottescamente al campanilismo tra Modena e Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’istituzione della Giornata del Ricordo stiamo dando medaglie e onorificenze a incalliti criminali di guerra. Gli elenchi dei “medagliati” sono di difficile accesso. Addirittura nel 2007, in provincia di Udine, i parenti di coloro che sono stati insigniti in quanto “martiri dell’italianità” hanno chiesto l’anonimato. Gli storici Volk e Cernigoi sono riusciti ad avere un elenco incompleto per le annate 2006, 2007 e 2008. Risulta che ben il 73% dei “premiati” erano membri di forze armate fasciste o collaborazioniste. Ecco i “modelli” per i giovani. Sono persone come Vincenzo Serrentino, premiato nella Giornata del Ricordo 2007 come “ultimo prefetto italiano di Zara”, dirigente del fascio di combattimento di Zara sin dal 1920, tenente colonnello delle Camicie Nere e, dopo l’occupazione della Jugoslavia da parte dell’Asse, membro del Tribunale speciale per la Dalmazia, criminale di guerra processato dagli jugoslavi, condannato a morte e fucilato nel ’47 a Sebenico. Oppure Graziano Udovisi, recentemente scomparso, ufficiale della collaborazionista Milizia per la Difesa Territoriale condannato nella sentenza n. 165/46 della Corte d’Assise Straordinaria di Trieste per aver arrestato partigiani poi legati col fil di ferro. E si potrebbe continuare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere, perché non è mai menzionata l’origine politica dell’istituzione della Giornata del Ricordo, fortemente voluta dagli ex di Alleanza Nazionale legati alla loro gioventù missina ma accettata supinamente anche a sinistra? Fu Maurizio Gasparri a premere perché la RAI producesse una fiction sulle foibe, “Il cuore nel pozzo”, mediocre opera di propaganda nazionalista ed anticomunista (per un’efficace critica cliccate su YouTube militant a cuore pozzo). Lo stesso Gasparri nel 2004 ipotizzò “forse milioni” di infoibati, ovvero più di tutti gli abitanti dell’Istria di allora…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istituzioni scolastiche repressive o comunque molto diffidenti quando gli studenti si interessano o, peggio ancora, fanno politica al di fuori delle pratiche considerate “accettabili” da chi comanda, celebrano acriticamente la Giornata del Ricordo occultandone l’origine politica e la relazione col dibattito attuale e con ciò “fanno politica” in maniera tutt’altro che limpida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non ci vogliamo arrendere ad una potente ventata di nazionalismo, dovremo iniziare a chiederci e a chiedere chi e cosa viene celebrato pomposamente ogni 10 febbraio. E magari a ricordarci anche che circa 40mila ex soldati italiani allo sbando dopo l’8 settembre 1943 scelsero coraggiosamente e con spirito internazionalista di unirsi alle formazioni partigiane jugoslave, albanesi e greche per distruggere il fascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Giliani (insegnante di storia nelle scuole medie superiori)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-8269085868486827050?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/8269085868486827050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=8269085868486827050' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8269085868486827050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8269085868486827050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/02/chi-ha-paura-di-discutere-liberamente.html' title='Chi ha paura di discutere liberamente sulle foibe ?'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-5524117532386657140</id><published>2011-02-13T11:15:00.000-08:00</published><updated>2011-02-13T12:55:51.191-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Se non ora... quando ? Adesso a Torino !</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-J2uOx_YCu8c/TVgv7bGyelI/AAAAAAAAADc/RpjwBmywdHI/s1600/IMG_0201.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-J2uOx_YCu8c/TVgv7bGyelI/AAAAAAAAADc/RpjwBmywdHI/s400/IMG_0201.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573257236806007378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finalmente posso dare una bella notizia ai miei amici di Cacak che mi hanno sempre detto che in Italia siamo talmente furbi che la dittatura ce la votiamo !!!!&lt;br /&gt;Gli italiani onesti esistono e sono tantissimissimi !!!!!!&lt;br /&gt;Oggi abbiamo riempito le piazze contro l'operato scellerato del nostro presidente del consiglio !&lt;br /&gt;Ed è inutile che i serbi continuino a vedere il Tg1... perchè abbiamo dei problemi seri in Italia, anche se non facciamo altro che criticare gli stranieri.&lt;br /&gt;Look, Balkani, at honest people !&lt;br /&gt;100.000 in Torino and I was there !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=IjmDkj1azVg"&gt;kad ? sada.. u Torinu !&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-5524117532386657140?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/5524117532386657140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=5524117532386657140' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/5524117532386657140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/5524117532386657140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2011/02/se-non-ora-quando-adesso-torino.html' title='Se non ora... quando ? Adesso a Torino !'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-J2uOx_YCu8c/TVgv7bGyelI/AAAAAAAAADc/RpjwBmywdHI/s72-c/IMG_0201.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-5519135962485340180</id><published>2010-12-18T00:02:00.000-08:00</published><updated>2010-12-18T00:03:31.766-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>12 anni di storia Kosovara</title><content type='html'>In ventisette pagine, l'incaricato del Consiglio d'Europa, Dick Marty, restituisce un ritratto impietoso degli ultimi dodici anni di storia kosovara; in maniera impietosa descrive un sistema criminale che, di fatto, si trova alla base del sistema politico kosovaro; impietosamente fa i nomi, uno a uno, degli attori che recitano la farsa politico-criminale di Pristina, partendo dalla base per arrivare su, su fino al vertice, alla testa del serpente: Hashim Thaçi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ruoterebbe intorno all'ex comandante politico dell'Uçk - l'esercito di liberazione del Kosovo - e allo zoccolo duro del suo "Gruppo di Drenica", inizialmente una squadra paramilitare impegnata nella guerra contro le forze serbe che a mano a mano si è trasformato in un sodalizio affaristico-criminale di proporzioni gigantesche. Al Gruppo di Drenica e a Hashim Thaçi, Dick Marty fa risalire i traffici di stupefacenti, armi, prostituzione; il traffico di esseri umani e quello d'organi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A oggi, si legge nel rapporto, mancano all'appello ancora 1869 persone. Di queste, 470 sono scomparse dopo l'arrivo delle truppe Kfor - il 12 giugno 1999 - e si tratta di 95 kosovaro albanesi e 375 non albanesi, prevalentemente serbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto non risparmia gli attori internazionali presenti sul territorio dalla fine della guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta dell'Unmik e della Kfor - dettata dalla comunità internazionale, Stati Uniti in testa - è stata quella di raggiungere una stabilità immediata, a qualsiasi prezzo; ciò significando anche con il sacrificio dei più basilari principi di giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo arrivati alla "verità processuale" troppo in fretta: le vittime sono tutte da una parte - i kosovaro albanesi; i carnefici tutti dall'altra - i serbi. A questa forma d'ingiustizia, Dick Marty ritiene che il Consiglio d'Europa non debba sottostare. Troppe persone sono in attesa di giustizia e verità, appese a un filo di speranza o naufraghe nella disperazione. E non può aver senso che alcuni rappresentanti internazionali presenti in Kosovo possano respingere le richieste di collaborazione perché, in fondo, "il passato è passato, bisogna guardare al futuro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marty non nasconde la sua indignazione nel costatare che tutti i governi occidentali fossero informati delle attività di Thaçi e del gruppo Drenica. Esistono in materia, rapporti della Dea e del Fbi, dei servizi segreti tedeschi, italiani, britannici e greci. Nonostante ciò tutti resteranno impuniti: non solo Thaçi, ma anche Xhavit Haliti, Kadri Veseli, Azem Syla e Fatmjr Limaj.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impuniti. Anche per due tipi di crimini, se possibile, più spregevoli degli altri: al gruppo Drenica, Marty attribuisce le responsabilità maggiori per la gestione dei campi di prigionia in Albania e l'estrazione e traffico di organi vitali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I campi di prigionia individuati sono sei, tutti in Albania: Cahan, Durazzo, Kukes, Bicaj, Rripe (Burrel) e - novità importante, un sito in Fushe-Kruje dove, si ritiene, fossero praticati gli espianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il 12 giugno del 1999 gli uomini dell'Uçk continuarono a usare i campi di prigionia a scopo di vendetta, punizione e profitto. Diversi "affiliati" all'Uçk rivelano a Marty che nei mesi successivi alla fine della guerra hanno personalmente trasportato in Albania decine di prigionieri - per lo più serbi - rapiti in Kosovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre testimoni - separatamente - hanno fatto riferimento alla cosiddetta "Casa gialla" di Rripe. Secondo le ricostruzioni, la casa della famiglia Katuci sarebbe stata occupata dagli uomini dell'Uçk - riconducibili tutti a Thaçi - che per circa un anno dal luglio 1999 alla primavera del 2000 hanno gestito il traffico di prigionieri. La "Casa gialla" costituiva uno snodo importante nel traffico degli organi. Era lì che si facevano le analisi del sangue e dei tessuti per verificare le compatibilità e le condizioni fisiche dei prigionieri. Quando arrivava la richiesta di un organo, un corriere arrivava per prelevare il soggetto e trasferirlo a Fushe-Kruje. Alcuni autisti raccontano lo strazio del viaggio e i lamenti dei prigionieri rinchiusi e legati nel cassone del camion. Pare che molti fossero consapevoli del destino che li attendeva. A Fushe-Kruje, dopo un breve periodo di assestamento e cure sanitarie, i soggetti da espiantare erano portati all'esterno: un colpo di arma da fuoco alla testa e subito in sala operatoria. Secondo alcuni autorevoli chirurghi interpellati da Marty, tutte le procedure sono compatibili con la pratica degli espianti e, senz'altro il prelievo da cadavere è molto più semplice che da un paziente vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La consapevolezza e la conoscenza del sistema sociale albanese (e forse anche delle generose coperture prestate dalla comunità internazionale) fanno dire a Marty che difficilmente Hashim Thaçi sarà chiamato a rispondere delle sue responsabilità e dei suoi crimini. La testa del serpente rimarrà, salda, al suo posto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-5519135962485340180?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/5519135962485340180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=5519135962485340180' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/5519135962485340180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/5519135962485340180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/12/12-anni-di-storia-kosovara.html' title='12 anni di storia Kosovara'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-4514558833000264455</id><published>2010-12-10T13:39:00.000-08:00</published><updated>2010-12-10T13:48:44.851-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>WIKILEAKS: LA SERBIA SOSPETTA LA RUSSIA DI AVER AIUTATO LA MLADIĆ A FUGGIRE</title><content type='html'>La Serbia si interroga sugli aiuti concessi dalla Russia nella sua fuga a Ratko Mladić, ex capo militare dei serbo-bosniaci ricercato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia (TPIY) dell’Aja. È Miki Rakić, consigliere del presidente serbo Boris Tadić, che confida i suoi sospetti ai diplomatici americani nell’agosto del 2009, come riporta un telegramma ottenuto attraverso Wikileaks e pubblicato da Le Monde. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel telegramma si afferma che la Russia non si mostra “aperta” alle domande di supporto della Serbia. “Rakić ci ha detto di aver posto una serie di questioni a proposito dei contatti specifici tra personaggi vicini a Mladić e diplomatici russi, su alcuni viaggi e telefonate verso la Russia effettuate da queste persone, riguardanti a giugno il direttore della FSB (l’ex KGB ndr) Aleksandre Bortnikov, a luglio il consigliere nazionale russo per la sicurezza Nikolai Patrouchev, e più recentemente il capo dell’amministrazione presidenziale, Vladislav Surkov”, come si legge in una cablatura del 3 settempre 2009. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Belgrado assicura di fare ogni sforzo possibile per ritrovare Mladić. A questi sforzi hanno partecipato gli americani: nel luglio 2009, il segretario di Stato Hillary Clinton s’è intrattenuta con il suo omologo olandese, Maxime Verhagen, il cui Paese si oppone a qualsiasi passo della Serbia verso l’Unione Europea, senza prima aver arrestato Mladić. La signora Clinton ha promesso di fornire al suo governo le informazioni circa una missione di recente valutazione del Fedral Bureau of Investigation (FBI) a Belgrado. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente Borsi Tadić s’è felicitato di questo intervento di specialisti a caccia di fuggitivi, riporta una cablatura del 22 ottobre 2009, dopo essersi incontrato con l’ambasciatore non permanente per le questioni sui crimini di guerra, Stephen Rapp. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“CONTIAMO SULL’AIUTO DEGLI STATI UNITI” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell’intervista, il presidente Tadić ha esplicitato che “coloro che probabilmente nascondono Mladić avevano legami con la criminalità organizzata ed hanno accumulato ricchezze attraverso i profitti della guerra negli anni ‘90”, riporta l’ambasciata, cosa che indica la volontà del signor Tadić per rafforzare la cooperazione nel campo dell’intelligence con gli Stati Uniti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tadić si è detto anche frustrato per il ruolo del Partito Democratico Serbo (DDS), del suo vecchio primo ministro Vojislav Koštunica, circa la dissimulazione di informazioni su Mladić. ‘Credo che abbiano violato le nostre leggi’, ha detto, ‘e quando Mladić sarà arrestato lo dimostreremo’. Riassumendo la sua posizione, Tadić ha detto: ‘Noi contiamo sull’aiuto degli Stati Uniti’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“LA RUSSIA NON E’ SEMPRE UN PARTNER AFFIDABILE” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settembre del 2009, alla vigilia della visita del presidente russo, Dmitri Medvedev, a Belgrado, l’ambasciata redige un’analisi dettagliata delle relazioni tra la Serbia e la Russia, lontana dallo stereotipo della sottomissione della prima alla seconda. Si sottolineano, in particolare, le divisioni in seno alle autorità serbe su questo tema e le difficoltà di Belgrado nel “trovare il tono giusto” nel confronto faccia a faccia con Mosca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boris Tadić ed il suo entourage “vedono un uso continuo del velo russo nel Consiglio di Sicurezza (dell’ONU) ed il sostegno retorico sul Kosovo. (…) E allo stesso tempo, questo gruppo più pragmatico circa le decisioni (da prendere) vedono che la Russia non è sempre un partner affidabile”. Tanto più che i vantaggi dell’integrazione nell’UE sarebbero ben al di sopra di questo collegamento con Mosca, secondo partner commerciale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2000, nota l’ambasciata, le società russe hanno investito circa un miliardo di dollari in Serbia…a metà 2009, quando la società petrolifera NIS è stata acquistata da GAZPROM. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piotr Smolar &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.lemonde.fr/international/article/2010/12/09/wikileaks-la-serbie-soupconne-la-russie-d-avoir-aide-mladic-a-fuir_1451503_3210.html"&gt;Le Monde&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-4514558833000264455?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/4514558833000264455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=4514558833000264455' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4514558833000264455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4514558833000264455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/12/wikileaks-la-serbia-sospetta-la-russia.html' title='WIKILEAKS: LA SERBIA SOSPETTA LA RUSSIA DI AVER AIUTATO LA MLADIĆ A FUGGIRE'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6978591952287505240</id><published>2010-12-10T13:25:00.000-08:00</published><updated>2010-12-10T13:50:01.975-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>WIKILEAKS: TENSIONI SULL’INDENTITA’ IN BOSNIA-ERZEGOVINA</title><content type='html'>In attesa di un’integrazione ancora lontana nell’Unione Europea, la Bosnia-Erzegovina assiste ad un inquietante aumento delle rivendicazioni dei mussulmani sulla questione dell’identità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In un’atmosfera di pessimismo, creata ed alimentata dal mancato progresso politico ed economico del Paese, l’istanza sulla necessità un buon bosniaco guadagna importanza come strumento politico”, riassume l’ambasciata americana, all’interno di un telegramma del 27 gennaio 2009. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa accezione, “buon” bosniaco – credente ed osservante – non soccombe al “cattivo” bosniaco, laico e progressista. Questa è la considerazione fatta all’interno di diversi telegrammi da parte dell’ambasciata americana a Sarajevo, ottenuti da Wikileaks e studiato da Le Monde. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti, che si sono spesi parecchio per instaurare una stabilità nei Balcani occidentali, considerano con inquietudine l’ipotesi di una divisione etnico-religiosa del Paese, diviso in due entità dopo gli accordi di pace di Dayton del 1995: la Federazione croato-mussulmana e la Repubblica Serba di Bosnia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa tensione sull’identità si manifesta, per esempio, attraverso “la spinta islamica per introdurre l’educazione religiosa in tutte le scuole materne” . O, meglio ancora, attraverso il tentativo di interdizione nel 2007 di Deda Mraz – l’omologo di Babbo Natale che qui distribuisce doni ai bambini di qualsiasi origine – del direttore delle scuole materne di Sarajevo, riporta l’ambasciata il 27 gennaio 2009. Questo aumento dell’intolleranza viene principalmente attribuito al capo della comunità islamica di Bosnia, il mufta Mustafa Cerić, e trasmesso dal quotidiano Dnevni Avaz. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo quotidiano ha la tiratura più importante del Paese. Appartiene all’imprenditore Fahrudin Radončić, che ha lanciato il suo partito politico nel settembre 2009, chiamandolo Alleanza per un futuro migliore della Bosnia-Erzegovina (una delle sorprese dello scrutinio legislativo al debutto nell’ottobre del 2010). “Radončić cerca molto probabilmente uno status politico per assicurarsi una protezione contro le inchieste sui suoi affari illegali”, spiega l’ambasciata a Sarajevo il 9 febbraio 2009. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imprenditore ha un alleato chiave: il mufta. “Nonostante il fatto che Radončić non sia totalmente devoto, lui e il mufta Cerić hanno intrattenuto una relazione chiusa dopo più di un anno, sicuramente vincolata alla donazione fatta da Radončić di 714.000 dollari per la costruzione dei locali e della residenza del mufta a Sarajevo” nota l’ambasciata. La combinazione di spinte populiste e discorsi sull’identità inquietano l’ambasciata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mufta “ha cercato di promuovere l’identità politica dei bosniaci radicandola nella vittimizzazione” dice un telegramma, avente come argomento la guerra del 1992-1995. Uscendo abbondantemente dal dominio spirituale, il religioso ha assunto, all’inizio del 2009, posizioni molto precise su diverse questioni delicate, provocando una polemica sul suo ruolo all’interno del dibattito pubblico. Egli ha sottolineato che i mussulmani bosniaci furono massacrati in massa negli anni ’90 perché erano “deboli”, in contrasto con la nuova generazione, pronta a difendersi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN’INFIMA MINORANZA MOLTO RADICALIZZATA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’interno di un telegramma del 21 aprile, l’ambasciatore scrive: “Cerić sembra giocare su un piano molto pericoloso, che potrebbe essere percepito dai serbi, dai croati e dagli altri come supporto per la dominazione islamica all’interno di un determinato territorio. Cerić prosegue sul cammino non costruttivo che consiste nell’indirizzarsi ai segmenti più ottusi della popolazione bosniaca”. Il mufta “distrugge infine la propria credibilità tra i mussulmani moderati (che secondo noi sono la vasta maggioranza dei bosniaci) e la comunità internazionale”, riassume l’ambasciata il 24 febbraio 2009. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i mussulmani bosniaci, esiste un’infima minoranza molto radicalizzata, seguita dai diplomatici americani. Si interessano principalmente a l’organizzazione Gioventù Islamica Attiva (Aktivna Islamska Omladina), colpita da una scissione e che non è più registrata ufficialmente come associazione. “Tuttavia alcuni dei suoi vecchi membri continua a diffondere una dottrina estremista, sottolinea l’ambasciata il 17 dicembre 2009. Questi vecchi membri mantengono contatti con gli estremisti in Europa occidentale e negli Stati Uniti”. &lt;br /&gt;Piotr Smolar &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.lemonde.fr/documents-wikileaks/article/2010/12/09/wikileaks-crispation-identitaire-en-bosnie-herzegovine_1451457_1446239.html"&gt;Le monde&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6978591952287505240?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6978591952287505240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6978591952287505240' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6978591952287505240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6978591952287505240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/12/wikileaks-tensioni-sullindentita-in.html' title='WIKILEAKS: TENSIONI SULL’INDENTITA’ IN BOSNIA-ERZEGOVINA'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-202243913198759332</id><published>2010-12-10T01:32:00.000-08:00</published><updated>2010-12-10T02:45:08.445-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>WIKILEAKS: IL KOSOVO, FRAGILE “SUCCESS STORY” AMERICANA</title><content type='html'>Il Kosovo vive la sua prima crisi di crescita politica. Dopo un’autonomia tormentata, segnata dalle dimissioni del presidente Fatmir Sejdiu e la rottura della coalizione al potere, si sono organizzate le elezioni legislative anticipate per il 12 dicembre. Questo periodo di “galleggiamento”, in un Paese dove le prerogative dello Stato restano sotto la supervisione internazionale, ritarda l’apertura di una discussione diretta con la Serbia. Ma il bilancio che la diplomazia americana fa, dodici anni dopo la guerra, resta comunque molto positivo, in base ai telegrammi ottenuti tramite Wikileaks, che il Le Monde ha consultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 febbraio 2010 il Kosovo festeggia il secondo anniversario della sua indipendenza. In quel giorno, l’ambasciata americana a Priština restituisce la “lunghezza” a questo Stato in fieri. I tabulati ricordano spesso un esercizio di autocompiacimento, tanto gli americani hanno sostenuto l’emancipazione kosovara dalla Serbia. &lt;br /&gt;L’indipendenza del Kosovo è una “success story”, riassume l’ambasciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ragioni di questa felicità non mancano:  nuove “istituzioni legittime” sono emerse, come la Corte Costituzionale e la Forza di Sicurezza del Kosovo; sono state poste delle “basi solide” per le riforme economiche, anche se il fatto che il governo rimanga il “motore essenziale” dell’attività non è “un modello percorribile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE RESPONSABILITA’ DEGLI EUROPEI&lt;br /&gt;Infine, dei grandi progressi sono stati realizzati circa l’integrazione delle comunità serbe al sud del Paese. Al nord, tuttavia, dove vivono 40000 serbi intorno la città di Mitrovica, la situazione è molto più allarmante, in ragione delle reti criminali e delle ambiguità di Belgrado. “La situazione attuale è insostenibile e peggiora, scrive il 29 gennaio l’ambasciatore Christopher Dell al Segretario di Stato aggiunto, Phil Gordon. L’incapacità di agire rapidamente significherà la perdita del Kosovo del Nord e la riapertura del vaso di Pandora del conflitto etnico che ha definito gli anni ‘90”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ambasciatore Dell utilizza parole taglienti: “Per dieci anni, abbiamo detto ai kosovari di fidarsi di noi – lasciate a noi gestire la situazione e noi vi proteggeremo – ed oggi il governo del Kosovo indipendente ci domanda con insistenza fino a che punto noi saremo all’altezza di tale promessa”. Gli americani sottolineano la responsabilità degli europei, che hanno assunto dalle Nazioni Unite la gestione degli affari, attraverso la missione EULEX, forte di centinaia di magistrati, poliziotti e doganieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“LA CORRUZIONE PUO’ RITARDARE IL SUO SVILUPPO”&lt;br /&gt;Problema: l’Unione Europea è paralizzata dalle sue divisioni interne, senza parlare degli effetti della crisi economica e la stanchezza della gente nei confronti del processo di allargamento. Inoltre, cinque Stati membri continuano a non riconoscere il Kosovo. Questa insoddisfazione degli europei la si legge sulla corruzione. EULEX deve accrescere la sua attività e operare gli arresti, promessi da lungo tempo, dei funzionari di alto rango corrotti, o corriamo il rischio che le nostre riforme per uno Stato di diritto crollino, lasciando l’impressione nel pubblico che il governo sia poco più di una cleptocrazia”, scrive l’ambasciatore. Da allora, diverse importanti operazioni sono state condotte da EULEX.&lt;br /&gt;HASHIM THACI, UN “ATTORE POLITICO FURBO”&lt;br /&gt;Tuttavia, critiche non aperte per la gestione delle privatizzazioni contro il primo ministro Hashim Thaci, candidato alla successione di se stesso. Un mese prima della dichiarazione di indipendenza del 2008, l’ambasciata scriveva: “Anche se Thaci potrebbe essere un interlocutore a volte imprevedibile e non affidabile, ho mantenuto forti relazioni con lui e con il suo staff. Thaci ha promesso di consultarsi da vicino con il governo americano ed i rappresentanti dell’Unione Europea su tutti i maggiori fronti politici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Thaci può essere “un attore politico furbo, anche se ha periodi di testardaggine ed è spesso restio ai consigli quando percepisce una minaccia ai suoi interessi politici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piotr Smolar &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da "Le monde" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lemonde.fr/documents-wikileaks/article/2010/12/09/wikileaks-le-kosovo-fragile-success-story-americaine_1451501_1446239.html"&gt;Le monde&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mslarsenphotos.blogspot.com/2010/12/kosovo-vs-kosova-part-2-and-wikileaks.html"&gt;Ms. Larsen&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-202243913198759332?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/202243913198759332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=202243913198759332' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/202243913198759332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/202243913198759332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/12/wikileaks-il-kosovo-fragile-success.html' title='WIKILEAKS: IL KOSOVO, FRAGILE “SUCCESS STORY” AMERICANA'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7551023952243907957</id><published>2010-10-30T10:58:00.000-07:00</published><updated>2010-10-30T11:02:22.650-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Il Kosovo è americano</title><content type='html'>"Il Kosovo è Serbo", è uno degli slogan chiave di ogni dichiarazione politica di Belgrado e dei meeting della diaspora Serbia in tutto il mondo. I monasteri ortodossi in tutto il paese sembrano dimostrare questo punto di vista. "Il Kosovo è territorio albanese", è la risposta della maggioranza di 1,9 milioni di persone che vivono in questo territorio. La loro prova sembra essere basata sulla quantità della semplice maggioranza etnica, che - per inciso - non necessariamente ha a che fare con uno Stato. "Il Kosovo è europeo", è la dichiarazione delle autorità di Bruxelles, che sottolineano il fatto che il Kosovo fa parte dell'"Eurozona" ed è sotto sorveglianza dell'UE. Storicamente serba, etnicamente albanese, economicamente della periferia europea. Sì e no. Tuttavia, geopoliticamente, il Kosovo è statunitense. &lt;br /&gt;Il 22 luglio 2010, 10 su 14 giudici della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) dell'Aja hanno approvato la dichiarazione d'indipendenza kosovara come compatibile con le norme del diritto internazionale. L'indipendenza è stata dichiarata il 17 febbraio 2008 da un "Assemblea del Kosovo" nel parlamento di Pristina. La dichiarazione dell'ICJ s'è limitata alla proclamazione dell'indipendenza e non fa riferimento alla legittimità della secessione. Questa è una contraddizione minore. Una contraddizione più grave sta nel fatto che l'assemblea kosovara in parlamento, al momento era (ed è ancora oggi) formalmente non in rappresentanza del Kosovo, in ambito internazionale. La risoluzione ONU 1244 del 1999, che indicava un "Rappresentante speciale del Segretario generale" come rappresentante ufficiale della provincia, che viene definita parte integrante della Jugoslavia e della Serbia, rispettivamente. Per dirla precisamente: Il parlamento kosovaro non era legittimato a rappresentare il Kosovo sulla scena internazionale. Secondo il diritto internazionale, nessun corpo legale aveva chiesto l'indipendenza. Nel comunicato stampa della Corte internazionale di giustizia, si può leggere della legittimità dell'"Assemblea del Kosovo", che ha dichiarato l'indipendenza: "Su questo punto, la Corte giunge alla conclusione che gli autori della dichiarazione di indipendenza... non hanno agito come una delle istituzioni provvisorie di autogoverno nel quadro costituzionale, ma piuttosto come persone che hanno agito nella loro veste di rappresentanti del popolo del Kosovo, al di fuori del quadro dell'amministrazione ad interim (..) Gli autori della dichiarazione d'indipendenza non erano vincolati dal quadro delle competenze stabilite per governare (...)". Pertanto, la Corte Internazionale di Giustizia, "rileva che la dichiarazione d'indipendenza non ha violato il quadro costituzionale". In altre parole: poiché l'organismo che ha dichiarato la propria indipendenza non si compone di rappresentanti legali del Kosovo, le norme del diritto internazionale non erano state violate. Questa è una grave contraddizione. &lt;br /&gt;La Corte internazionale di giustizia con il suo verdetto, di fatto segue la posizione degli Stati Uniti e della maggior parte degli stati UE. L'alleanza occidentale aveva già provato, prima della dichiarazione di indipendenza, di attuare una cosiddetto "indipendenza sotto sorveglianza" delle Nazioni Unite. Il piano Ahtisaari è stato liquidato dalla Russia (e dal Sud Africa). Così Washington, Parigi, Londra e Berlino, hanno realizzato questo piano, senza mandato delle Nazioni Unite. &lt;br /&gt;De jure, la risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, è ancora valida. Il Kosovo è quindi parte della Serbia e l'amministrazione delle Nazioni Unite ha ufficialmente uno status neutrale. &lt;br /&gt;Il ricorso all'ICJ pone la questione dell'indipendenza dello stato a livello internazionale. Ed è stata la Serbia che ne ha fatto richiesta. Quindi Belgrado non può semplicemente ignorare il verdetto della Corte Internazionale di Giustizia. Ripetere lo slogan "Kosovo è Serbia" non aiuterà a superare la sua posizione difensiva. Per non parlare del rifiuto serbo di prendere in considerazione la realtà kosovara. Il 90% della popolazione non è disposta ad accettare le insegne nazionali serbe. Questo fatto non può essere ignorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione di Alessandro Lattanzio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hannes Hofbauer Strategic Culture Foundation, 24.8.2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sitoaurora.altervista.org/Eurasia/Balkanija70.htm"&gt;Il Kosovo è americano&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7551023952243907957?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7551023952243907957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7551023952243907957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7551023952243907957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7551023952243907957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/10/il-kosovo-e-americano.html' title='Il Kosovo è americano'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-8447308708123477783</id><published>2010-10-14T01:03:00.001-07:00</published><updated>2010-10-14T01:03:55.679-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Hooligans serbi? Sgombriamo il campo dagli equivoci</title><content type='html'>Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus&lt;br /&gt;www.cnj.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hooligans serbi? Sgombriamo il campo dagli equivoci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli incidenti provocati da elementi che ostentano simbologie e slogan "ultranazionalisti serbi", sia a Belgrado lo scorso 10 ottobre (manifestazione contro il "gay pride" svoltosi in contemporanea) sia a Genova ieri sera 12 ottobre (in occasione della partita Italia-Serbia, che perciò non si è potuta svolgere) contribuiscono ad accentuare l'immagine già negativa che è stata appiccicata addosso alla Serbia e ai serbi negli ultimi 20 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addirittura il presidente del Senato Renato Schifani ha dichiarato: "Quello che è accaduto ieri allo stadio di Genova (...) mostra il volto peggiore di un'Europa ancora troppe volte attraversata dalla violenza di chi rifiuta la civiltà, la dignità, il rispetto della persona". (1) Non ci vuole una particolare fantasia per associare tale "volto peggiore" alla Serbia e ai serbi, attribuendo così a tutto un popolo (etnia? razza?) il rifiuto della superiore "civiltà" di Schifani. Su questa linea si pone esplicitamente la associazione revanscista degli esuli istro-dalmati, che titola di "follia serba" e collega la violenza da stadio a "quell'odio di matrice balcanica" di cui sarebbero stati vittime le "comunità degli italiani" durante la Resistenza antifascista. (2)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, tanti in Italia in queste ore si stanno sbizzarrendo a collegare, in buona o cattiva fede ma comunque impropriamente, le violenze degli "hooligans" con le presunte crudeltà dei partigiani jugoslavi, riassunte con la parolina in codice "foibe". Prima dunque di entrare nel merito della questione "hooligans serbi", è necessario sgombrare il campo dal primo e più penoso equivoco: tra i due argomenti - quello delle "foibe" e quello degli "hooligans" - non esiste alcun collegamento possibile se non quello dettato dal ben noto sillogismo razzista italiano, per cui slavi = barbari = infoibatori. (3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si pone tuttavia certamente la questione di quale significato dare, in termini sociali e politici, a questo fenomeno degli "hooligans serbi". Chi osserva le cose in superficie nota che gli "hooligans" agitano la questione del Kosovo - con striscioni, slogan, e richiami al 1389, anno della battaglia di Campo dei Merli. La questione è tuttavia sollevata in termini meramente "etnici" ("il Kosovo è serbo e non è albanese"), in maniera del tutto incongruente e contraddittoria dal punto di vista storico-politico. Infatti chi abbia voglia di informarsi e conoscere un po' di storia di quella regione scoprirà che un Kosovo completamente albanizzato - come è tornato ad essere oggi - fu il progetto, realizzato nel corso della II Guerra Mondiale, proprio del Fascismo e del Nazismo. (4) Dunque da un punto di vista storico-politico rigoroso, porre la questione del Kosovo in Serbia non è cosa priva di contraddizioni per chi si professa nazifascista e/o cetnico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, chiedere rigore ideologico-storico-politico a degli "hooligans" può essere una pretesa eccessiva. Ma alla destra che è attualmente al potere in Serbia tale richiesta dovrebbe essere formulata, oppure no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è in effetti il problema che sussiste sicuramente. Con il golpe anti-jugoslavo, di cui proprio in questi giorni ricorreva il decimo anniversario, in Serbia è salita al potere una classe dirigente non solamente ultraliberista ed alleata del FMI, della NATO e della UE: a prendere il potere sono stati anche i diretti eredi di quella tradizione cetnica oscillante tra fedeltà alla integrità nazionale e fedeltà ai propri mentori e padroni stranieri. L'atteggiamento dei cetnici di allora non è diverso da quello dei cetnici di oggi (intendiamo quelli veri, dall'ex Ministro Vuk Draskovic in poi, e non gli "hooligans"): oggi come allora i collaborazionisti dell'occupante straniero hanno accettato lo squartamento della Jugoslavia e la secessione del Montenegro e del Kosovo (5) proprio mentre si gongolano tra simbologie reazionarie e nostalgiche, revisionismo storico anti-partigiano, e sciovinismo anti-islamico. (6) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente, negli stadi e nelle piazze l'estremismo teppista trova anche alimento nei settori sociali sconfitti, delusi ed impoveriti dagli eventi balcanici degli ultimi 20 anni - inclusi ovviamente i profughi dallo stesso Kosovo. Ma non ci sembra questa la componente determinante, quanto piuttosto quella costituita dai numerosissimi provocatori infiltrati dai "servizi di sicurezza" che esistono in tutte le tifoserie, calcistiche o meno, e svolgono un ruolo ben preciso e prevedibile. (7) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale potrebbe essere la strategia provocatoria in questo caso? Ci sono almeno due funzioni "utili" che questi "hooligans" stanno svolgendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, gli incidenti non sono affatto "destabilizzanti" per il governo serbo. Viceversa, con essi la stessa questione del Kosovo viene relegata a questione "di ordine pubblico" e definitivamente sepolta - assieme ai serbi-kosovari, che sono oggi o profughi oppure prigionieri nei "bantustan" della provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica destabilizzazione possibile che gli incidenti di Genova possono arrecare è quella dei rapporti tra Berlusconi e Tadic, il cui incontro previsto in questi giorni, in occasione di un summit bilaterale, era già stato rimandato. Ma se di questo si tratta, cioè di una strategia internazionale (degli USA) per allontanare la Serbia dai paesi "amici" continuando ad isolarla, allora bisognerebbe pure avere il coraggio di parlarne apertamente, in Serbia ma soprattutto in Italia, dove invece non sappiamo far altro che professare disprezzo verso i nostri vicini jugoslavi - di tutte le nazionalità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per CNJ- onlus, il Consiglio Direttivo&lt;br /&gt;13 ottobre 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-8447308708123477783?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/8447308708123477783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=8447308708123477783' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8447308708123477783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8447308708123477783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/10/hooligans-serbi-sgombriamo-il-campo.html' title='Hooligans serbi? Sgombriamo il campo dagli equivoci'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-1833337450498589615</id><published>2010-07-25T13:20:00.000-07:00</published><updated>2010-07-25T13:39:00.726-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Kosovo me fat ? Frammenti di uno stato nascente...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/TEyfHee7TxI/AAAAAAAAAC8/gSRK2zDC26E/s1600/7864_kosovo-cartina%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 370px; height: 354px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/TEyfHee7TxI/AAAAAAAAAC8/gSRK2zDC26E/s400/7864_kosovo-cartina%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497944195903213330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo reportage è stato girato principalmente nelle enclavi kosovare e racconta della drammatica situazione del popolo serbo.&lt;br /&gt;E' suddiviso in 6 parti&lt;br /&gt;Ecco la &lt;a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;videoid=39423480&amp;searchid=3274402d-43a1-4c7e-8d7a-0e9391125e44"&gt;prima&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;videoid=39175192"&gt;La seconda&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;videoid=39182649"&gt;Terza&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;videoid=39188219"&gt;Quarta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;videoid=39209313"&gt;Quinta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;videoid=39235589"&gt;Sesta&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-1833337450498589615?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/1833337450498589615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=1833337450498589615' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1833337450498589615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1833337450498589615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/07/kosovo-me-fat-frammenti-di-uno-stato.html' title='Kosovo me fat ? Frammenti di uno stato nascente...'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/TEyfHee7TxI/AAAAAAAAAC8/gSRK2zDC26E/s72-c/7864_kosovo-cartina%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-2029462040250118757</id><published>2010-06-23T02:25:00.000-07:00</published><updated>2010-06-23T02:31:54.823-07:00</updated><title type='text'>Una storia personale dei campi di Kouchner</title><content type='html'>Nel gennaio 2009, il giornalista della BBC Nick Thorpe visitò con la sua squadra gli ex campi Rom/Askali dell'UNHCR a Mitrovica nord (Kosovo), per riportare sui bambini che là soffrivano di avvelenamento da piombo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità gli aveva già detto che questo era il peggiore avvelenamento da piombo mai verificatosi in Europa e forse nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver visitato diverse famiglie e filmato i bambini che guardavano la telecamera coi loro occhi bruni senza speranza, si voltò verso di me chiedendomi con disgusto: "Chi è responsabile di questa tragedia? Voglio saperlo!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/TCHUX-c8tvI/AAAAAAAAAC0/XbMdjSTOb2Q/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 282px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/TCHUX-c8tvI/AAAAAAAAAC0/XbMdjSTOb2Q/s400/untitled.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485899329480472306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anche se l'Armata di Liberazione del Kosovo (ALK) e gli estremisti di etnia albanese iniziarono questa tragedia senza senso durante l'estate 1999, poterono farlo semplicemente perché le truppe NATO francesi permisero che questa pulizia etnica avesse luogo. Non successe in una sola notte. Ci vollero tre mesi perché tutte le famiglie rom e Askali (circa 8.000 persone; la più grande comunità zingara in Kosovo) abbandonassero le loro case.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mese dopo l'inizio, sentii della diaspora dei Rom di Mitrovica che cercavano rifugio nel campo UNHCR dove lavoravo come consulente ONU per i loro problemi "zingari". Presi una macchina in prestito e guidai verso la scena. Fu uno strappo al cuore vedere genitori terrorizzati che portavano bambini in pianto,  trascinare valigie e tutto ciò che potevano portarsi dietro: una pentola, un materasso, una radio. Quando arrivai, molti Zingari stavano supplicando i soldati francesi armati di tutto punto di salvarli. Li raggiunsi, chiedendo ai soldati francesi di intervenire. Un ufficiale francese mi disse rudemente che le truppe NATO non erano una forza di polizia. Poi venni trattenuto e portato al quartiere generale dell'esercito francese in un albergo del centro città. Mi sequestrarono le foto e mi dissero che non avevo il permesso di ritornare nel settore francese del Kosovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una settimana dopo ritornai, usando un permesso stampa con un nome differente. Trovai circa 800 Zingari di Mitrovica rifugiati in una scuola serba sul lato opposto del fiume Ibar. Non avevano cibo, né sapone. I bagni erano straripati. Ancora nessuna agenzia di aiuto li aveva scoperti; o, secondo qualcuno, li ignoravano. Tramite Oxfam di Pristina portammo acqua da bere e prodotti igienici, e poi riferii della loro situazione all'UNMIK. Qualche giorno dopo l'UNHCR portò agli Zingari dei pacchi alimentari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A metà settembre i Serbi rivolevano l'edificio per l'anno scolastico. Così le truppe francesi e la polizia ONU spostarono gli Zingari in tende su di un'area tossica abbandonata vicino al villaggio di Zitkovac.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavolta protestai direttamente col Rappresentante Speciale del Segretario Generale (RSSG), dr. Bernard Kouchner. David Reily, capo dell'UNHCR, venne con me. Depositi di scorie tossiche circondavano il campo zingaro. Potevi odorare gli elementi tossici. Quando soffiava il vento, la polvere di piombo copriva tutto e rendeva difficile respirare. Il dr. Kouchner, un famoso attivista umanitario francese, mi assicurò che gli Zingari sarebbero rimasto su quel sito solo per 45 giorni. Poi sarebbero stati riportati alle loro case e protetti dalle truppe francesi o portati come rifugiati in un altro paese. Disse di essere un dottore. Comprendeva il pericolo di minaccia alle vite nel vivere su o accanto a depositi di scorie tossiche. Disse: "Come dottore, e come amministratore capo del Kosovo, sarei miserabile se questa minaccia alla salute dei bambini e di donne incinte continuasse per un solo giorno ancora." Dichiarò anche che la situazione era un crimine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A novembre tornai negli Stati Uniti per scrivere delle mie esperienze in Kosovo. Quando tornai la primavera successiva per visitare gli insediamenti delle minoranze in Kosovo e riportare delle loro condizioni alla Società per i Popoli Minacciati (GFBV), visitai questi Zingari di Mitrovica. Non erano tornati alle loro case o in un paese terzo. Ora erano alloggiati in baracche temporanee, tutte su terreno contaminato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero anche scioccato di scoprire che il mio amico David Reily, 50 anni, era morto a gennaio nel suo appartamento a Pristina per un attacco di cuore. Il suo sostituto, un Neozelandese di nome Mac Namara, si rifiutò di ricevermi e di discutere la difficile situazione di questi 800 Rom/Askali nei campi UNHCR contaminati dal piombo. Tuttavia, fui incoraggiato perché il dr. Kouchner aveva ordinato alla propria squadra medica ONU di prendere campioni sanguigni dai bambini zingari che vivevano sui depositi tossici, per vedere se le loro vite fossero in pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritornai negli USA prima che i risultati fossero resi noti. Ma quando ritornai in Kosovo la primavera seguente (2001) e trovai che gli Zingari vivevano ancora in questi tre campi, amministrati dall'Agenzia svizzera di Soccorso ACT e dal loro partner di sviluppo: Norwegian Church Aid, immaginai che la squadra medica di Kouchner avesse trovato il sito sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se io e Kouchner nel 2000 ci scambiammo della corrispondenza sulla situazione degli altri Rom e Askali, della loro mancanza di libertà di movimento in altre parti del Kosovo e sulla mancanza di aiuti umanitari, non vidi più Kouchner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, vivendo a tempo pieno in Kosovo, mi tenevo in contatto regolare con gli Zingari dei campi posti su terreni tossici. Quando nel 2002 ACT e NCA smisero di consegnare cibo e prodotti igienici, iniziai a fornire agli Zingari quel poco aiuto che riuscivo a trovare. Assunsi anche due sorelle romanì (Tina e Dija) per insegnare migliori misure igieniche alle donne del campo e ai bambini, anche se era difficile mantenere puliti i bambini dalla polvere che si alzava dai cumuli di scorie, visto che passavano all'aperto la maggior parte del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non compresi che c'era qualcosa di tragicamente sbagliato nel campo, finché le due sorelle romanì non mi dissero che le donne del campo lamentavano un alto numero di aborti e che molti dei bambini stavano sempre male (vomitavano e cadevano in coma). Poi alcuni dei bambini morirono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morte che mi chiarì le idee su cosa stava succedendo nei campi fu quella di Jenita Mehmeti, di quattro anni. Frequentava l'asilo del campo, quando la sua maestra si accorse che Jenita stava perdendo la memoria e aveva difficoltà a camminare. Fu portate nell'ospedale locale a Mitrovica e da lì trasferita d'urgenza in ambulanza in un ospedale meglio equipaggiato a Kraguevac (Serbia). Jenita rimase lì per tre mesi prima di morire. La causa della morte fu diagnosticata in "herpes", un'infezione non fatale a meno di malfunzionamenti del sistema immunitario. Come per l'Aids, l'avvelenamento da piombo distrugge il sistema immunitario specialmente nei bambini di età inferiore ai sei anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo la morte di Jenita nel 2004,  una squadra medica ONU guidata dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) fece l'esame del sangue a molti bambini in tutti tre i campi, per vedere se avevano avvelenamento da piombo, dato che i loro sintomi lo indicavano. I risultati scioccarono tutti. I livelli di piombo in molti bambini erano più alti di quanto le apparecchiature mediche potessero misurare. A novembre un rapporto OMS indicò che alcuni dei livelli di piombo nei bambini di quei campi erano i più alti mai registrati nella letteratura medica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.sivola.net/dblog/"&gt;Mahalla&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-2029462040250118757?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/2029462040250118757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=2029462040250118757' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2029462040250118757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2029462040250118757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/06/una-storia-personale-dei-campi-di.html' title='Una storia personale dei campi di Kouchner'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/TCHUX-c8tvI/AAAAAAAAAC0/XbMdjSTOb2Q/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3176779348233421781</id><published>2010-05-22T08:04:00.000-07:00</published><updated>2010-05-22T08:07:39.727-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Il permesso a punti</title><content type='html'>E siamo arrivati al Permesso di Soggiorno a punti. Un concetto quanto mai aberrante che solo l’ignoranza di un certo partito politico poteva concepire. L’ennesima precarietà nella precarietà. Oggi non si lavora più a tempo indeterminato, non si ha più una patente che viene ritirata se si fanno infrazioni grosse, non si ha più il permesso di restare nel nostro paese a lavorare per il tempo che esso stesso riporta ma c’è una condizione in più: accumulare punti! Eh si, perchè non basta trovarsi in una tale condizione di bisogno e povertà da lasciare su gommoni il proprio paese e rischiare la pelle per raggiungerne un altro e cercare di lavorare, bisogna poi frequentare corsi civici e di lingue, promuovere gli ideali della nostra Costituzione, contribuire pagando le tasse e vedersi poi negata la mensa a i propri bambini nelle scuole e via dicendo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare che il nostro sistema penale e le nostre leggi non valgano una cicca. La cosa che non mi convince è che si debba avere bisogno di mettere dei punti per ‘graduare’ il livello di integrazione di una persona nel nostro paese. Perchè non capisco come non si possa semplicemente prevedere di espellere i ‘fuori legge’ e dare dignità, riconoscimento, e vera accettazione a quelle persone che punti o non punti fanno veramente parte della nostra società e vi contribuiscono, curano i nostri anziani, stendono il bitume delle nostre strade, saldano, costruiscono, guidano, zappano e pagano le tasse cercando solo un tringolino di mondo nel quale vivere pacificamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi pensate che i cittadini italiani non sappiano chi sono ‘quelli’? E chi invece quelli che sostano ai lati delle strade spacciando e dandosi alla delinquenza? Tutta questa storia è una buffonata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete che succederà a mio parere? Che sarà un’altro modo per togliere a queste persone altri soldi facendo pagare loro corsi, marche da bollo, pratiche etc. etc. e pretendendo che siano dei supercittadini: più cittadini di quanto lo siamo noi. Un altra serie di pratiche amministrative per rimpinguare le casse dello stato come i soldi che devono pagare gli immigrati che entrano con i decreti flussi. Bella integrazione quella che parte dalla disparità, e poi si afferma che non è un principio contrario all’art. 3 della nostra Costituzione che si vuole gli stranieri studino tanto bene e promuovano. La Lega per prima non lo conosce, non è in grado di capirne la ragion d’essere di libertà che vi sta a monte. Li facciamo entrare pagando, lavorare pagando, studiare pagando, pagando tutto quello che non paghiamo noi e poi questa non la chiamiamo ‘schiavitù’? Che schifosa società decadente stiamo diventando, al peggio non c’è limite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3176779348233421781?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3176779348233421781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3176779348233421781' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3176779348233421781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3176779348233421781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/05/il-permesso-punti.html' title='Il permesso a punti'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-8208390067109000869</id><published>2010-05-16T11:41:00.000-07:00</published><updated>2010-05-16T11:44:13.529-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Lo scandalo Kosovo</title><content type='html'>di Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano - 11/05/2010 L'Espresso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla poco del Kosovo. Poco e male. Questo figlio legittimo della "Guerra umanitaria" di Clinton, Blair e D'Alema è davvero troppo imbarazzante. Un ricordo scomodo per costoro e per gli intellettuali di complemento che dettero la loro benedizione ai bombardieri ed alle bombe a grappolo.&lt;br /&gt;Ogni tanto, tuttavia, qualche notizia arriva dal quel finto-Stato - una colonia americana nei Balcani che ha appaltato il governo direttamente alle organizzazioni criminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo che potete leggere di seguito, uscito su L'Espresso del 4 maggio, ci parla dei traffici di organi e droga che rimandano direttamente al governo di Pristina, ma anche dell’assassinio di numerosi oppositori.&lt;br /&gt;I clan dell'attuale e dell'ex premier coinvolti in omicidi. Il traffico di organi e di droga. L'Onu sapeva e ha insabbiato. Lo dimostrano alcuni documenti ora ritrovati &lt;br /&gt;Pristina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2 giugno per la prima volta il Kosovo invierà un suo rappresentante alla conferenza Ue-Balcani di Sarajevo, e le cancellerie occidentali sono pronte ad accoglierlo in vista dell'obiettivo finale: l'ingresso di Pristina nell'Unione europea. Quello che gli ambasciatori faranno finta di non sapere è che dopo i bombardamenti del 1999 le Nazioni Unite hanno affidato l'intero Stato alla mafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le prove sono in una stanza al primo piano della procura di Pristina tra decine di faldoni con un elastico legato attorno e la scritta "closed". Sono le indagini archiviate dai magistrati Onu l'8 dicembre 2008, ventiquattro ore prima di lasciare il Kosovo nelle mani degli europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel marzo del 2009 un funzionario dell'Eulex, la missione europea che amministra il Paese, entra nella stanza e si mette a curiosare tra i fascicoli. Nelle sue mani finisce il caso hpq 215/2002, o meglio uno stralcio di quel processo che vede come unico imputato Ramush Haradinaj, l'ex premier del Kosovo e attuale leader del partito AAK. È accusato di aver assalito insieme alle sue milizie la casa di un clan rivale a colpi di Kalashnikov.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Le prove contenute nel fascicolo sono schiaccianti», rivela il funzionario, «ci sono foto, testimonianze, bossoli e persino le tracce del sangue degli aggressori». Il 26 settembre del 2002 quel faldone è stato spedito dai giudici Onu di Pec alla Procura di Decani e lì dimenticato per sette anni. «Le Nazioni Unite », aggiunge il funzionario, «hanno insabbiato i processi contro i politici e passato solo 35 faldoni ai giudici europei». Le prove del lavoro di copertura dei crimini da parte dell'Onu sono pubblicate nel libro "Lupi nella nebbia". Ci sono i rapporti di intelligence nei quali si spiega che Haradinaj è il principale trafficante di eroina del Paese, il suo ruolo nell'omicidio di testimoni scomodi o di poliziotti che indagavano sui suoi affari, e soprattutto le prove che le Nazioni Uniti erano perfettamente a conoscenza di aver affidato il Kosovo nella mani di una delle più feroci costole della mafia albanese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le indagini insabbiate non riguardano solo Haradinaj. Un'inchiesta coinvolge Lufti Dervishi, fedelissimo del premier Hashim Thaqi. Nel 2005 gli inquirenti Onu hanno la possibilità di interrompere un traffico di organi da centinaia di milioni di dollari: documenti riservati provano che i finanzieri dell'Onu avevano scoperto eccesive forniture di sangue ad alcune cliniche private che operavano a Pristina, in particolare alla Medicus dove Dervishi lavorava come primario. I rapporti sottolineano «l'alto numero di richieste di sangue indirizzato al Centro per le trasfusioni », la necessità di realizzare dei controlli. L'ombra del traffico di organi stava su quei documenti che chiedevano alle Nazioni Unite di proseguire le indagini. «Invece ci siamo arrivati per puro caso», spiega il procuratore europeo Francesco Mandoi: «Un cittadino turco a cui era stato asportato un rene è svenuto all'aeroporto di Pristina e ci ha rilasciato una confessione ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le manette scattano oltre che per Dervishi, anche per altre due persone e la clinica viene chiusa. Si innesca un terremoto politico e giudiziario. «Dalle nostre indagini il traffico è accertato in almeno cinque casi», aggiunge Mandoi. «Ne stiamo verificando altri 25. In Kosovo arrivano centinaia di disgraziati da paesi come Turchia o Kazakhstan, pronti a farsi espiantare i propri organi per poche migliaia di euro. A pagare sono ricchi uomini e donne occidentali. Avviene tutto a Pristina, con la complicità dei politici locali. Dervishi è uomo di Thaqi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Kosovo non c'è uomo in posizione chiave che non risponda ai clan. Un legame quasi familistico, eredità dell'Uck, l'esercito di liberazione. Durante la guerra questi uomini svolgevano attività criminali per finanziare la resistenza, adesso operano per conto degli ex capi, consolidano il potere, finanziano le campagne elettorali, comprano o uccidono avversari. Anche il sindaco di Skenderaj Sami Lustaku è un uomo di Thaqi. Secondo un rapporto Osce è «membro dell'organizzazione terroristica AKSK e coinvolto in numerose attività criminali». Il 14 novembre del 2005, alla presenza di tre poliziotti, il sindaco-soldato minaccia di morte un giudice che sta eseguendo lo sfratto di due locali. Il rapporto è un atto d'accusa durissimo verso le Nazioni Unite. Svela che Lustaku viene avvertito dagli investigatori di essere intercettato, denuncia che un commissario Onu blocca una perquisizione nella casa di Lushtaku per il rischio di «destabilizzare il Kosovo» e per paura di trovare le prove del coinvolgimento di Lushtaku in altri crimini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento sottolinea come questo «metterebbe ufficiali di alto livello dell'Onu in una brutta posizione ». «La questione che solleva più preoccupazioni», si legge, «è il fatto che l'interferenza con il lavoro dei giudici da parte di funzionari delle Nazioni Unite non è un caso isolato, piuttosto sembra essere una pratica utilizzata da lungo tempo». E cita altri due casi in cui ordini di perquisizione non sono mai stati eseguiti e in cui indagini per crimini anche più gravi rispetto a quelli imputati a Lushtaku sono state «seriamente impedite dai vertici dell'Onu ». Il documento OSCE punta l'indice contro l'ex numero due delle Nazioni Unite Steven Schook, attuale consigliere politico di Haradinaj. Secondo il rapporto, nel 2006 Schook decide che tutte le indagini che possono «destabilizzare» il Kosovo devono avere la sua autorizzazione. Non è finita. Gli investigatori europei in questi giorni stanno ascoltando le confessioni di Nazim Bllaca, un agente dei servizi segreti del premier Thaqi che si è autoaccusato dell'omicidio di 17 oppositori politici. Non dovrebbe essere complicato intuire per conto di chi ha operato il killer Bllaca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà più difficile trovare qualche ambasciatore interessato ad ascoltare la storia dei dieci anni di amministrazione Onu. Gli anni in cui trafficanti, assassini e mafiosi si sono presi il Kosovo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-8208390067109000869?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/8208390067109000869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=8208390067109000869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8208390067109000869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8208390067109000869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/05/lo-scandalo-kosovo.html' title='Lo scandalo Kosovo'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6460789411337671240</id><published>2010-04-11T01:06:00.000-07:00</published><updated>2010-04-11T01:07:40.634-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Viaggio di solidarietà nel "Kosovo liberato" - Novembre 2009</title><content type='html'>Dopo molto tempo, avendo finalmente riavuto l'assegnazione della scorta militare il 23 ed il 24 novembre, sono potuto tornare nel Kosovo Meohija per continuare i Progetti di solidarietà, che la nostra Associazione "SOS Yugoslavia - SOS Kosovo Metohija" ha nella provincia serba da molti anni, provincia autoproclamatasi indipendente dallo scorso anno, sotto la protezione della NATO.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nello specifico il viaggio doveva proseguire e rafforzare il Progetto con l'Associazione "Sclerosi Multipla del Kosovo", il Progetto "Decani Enclavi Metohija" ed un incontro all'enclave di Gorazdevac per riprendere una possibilità di solidarietà del Progetto "Gorazdevac"; oltre ad una visita ad una famiglia del Progetto "Figli dei rapiti".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non tutto è andato come si era programmato e ne illustro i motivi, che sono strettamente legati alla situazione sul campo, di una realtà tra l'assurdo e l'incredibile, ma nella sostanza terribile per la minoranza serba che là vive e resiste, giorno per giorno, ma non si sa ancora per quanto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il viaggio era organizzato insieme all'Associazione Sclerosi Multipla del Kosmet, la delegazione era formata da Ilija Spiric, Presidente della stessa e nostro referente, da Jasmina, Presidente dell'Associazione per la Sumadia, da Rajka nostra referente dei Progetti in Serbia, oltre ad altri membri dell'Associazione di SM e KG, a cui si è aggiunto Alessandro di Roma.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quanto successo è significativo della situazione e della vita dei serbi nel "nuovo Kosovo democratico".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La possibilità della scorta (che, per informazione, è decisa e stabilita dalle Forze Internazionali KFOR/EULEX), ci era stata data per i giorni 23 e 24 novembre, con orari e percorsi fissi e prestabiliti, come sempre forniti in anticipo e per iscritto. La novità delle ultime settimane è che le scorte sono ora affidate alla KPS (Kosovo Police Service, Forze Polizia del Kosovo), cioè a poliziotti albanesi kosovari, TUTTI ex guerriglieri dell'UCK, cioè come se ad un rapinatore fosse affidata la sicurezza di una banca e della gente all'interno. Questa nuova situazione è legata ai motivi di sganciamento dei vari paesi dell'UE dalla "missione Kosovo", a causa dei pesanti ed ormai decennali costi ed all'evidenza del suo sostanziale fallimento, seppur non ammissibile ufficialmente. Per poter perseguire questo, viene detto e sbandierato che ormai la situazione è normalizzata, gli "standard" democratici raggiunti e la coesistenza etnica, sia pure con qualche problema (!) è raggiunta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questo modo soprattutto Francia, Germania, Inghilterra, Italia, stanno man mano smobilitando e lasciando il campo totale agli uomini dell'ex UCK, come braccio armato e politico degli USA, che al contrario non ha nessuna intenzione di smobilitare, non per niente Camp Bondsteel, la base USA più grande dai tempi del Vietnam è stata concepita per 99 anni!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La mattina del 23/11 arriviamo a Mitrovica nord, dove inizia la protezione delle scorte e formiamo con gli amici di lì, la delegazione per il viaggio; neanche scesi dal furgone ci viene comunicato dalla scorta del KPS che abbiamo 5 minuti per fare benzina e ripartire, altrimenti loro se ne vanno.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questo è un inizio che si replicherà per tutta la giornata; salta così l'incontro con i soci dell'ASM-KM e la consegna del sostegno economico per il Progetto Sclerosi Multipla Kosovo, che avevo con me, che decidiamo di rimandare al giorno dopo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da quel momento comincia per la nostra delegazione un itinerario non certo turistico per le strade del Kosovo Metohija, per fare 60 Km ci abbiamo messo 6 ore! Con continue discussioni, fermate lungo le strade, inversioni di marcia, richiami, cambi delle scorte, tensioni, velate minacce e sbeffeggiamenti (…"lasciamoli qui e chi se ne frega…", " decidiamo noi se ci sono o no problemi…", " …cosa avete da ridere, volete che vi facciamo ridere veramente..", e così via i toni). Il tutto con intorno un ambiente ostile e pericoloso se si fosse verificata una qualche situazione particolare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alle 17 arriviamo al Patriarcato di Pec, controllato dai militari italiani con check point ed autoblindo. Alle 18 arriviamo al Monastero di Decani (anch'esso protetto da militari italiani: check point, barriere protettive, autoblindo, ecc.), dove avremmo dovuto discutere del Progetto "Decani Enclavi Metohija" con il nostro referente Padre Petar. In realtà, appena arrivati ci danno 7 minuti e poi intendono andarsene. Vojkan dell'Associazione di Mitrovica cerca una mediazione ma i poliziotti non accettano discussioni; mi si chiede di far intervenire i Padri ortodossi o qualche ufficiale italiano. Corro a cercare i Padri con cui da anni abbiamo forti e fraterni legami nell'impegno per le genti abbandonate del Kosmet, i militari italiani con cortesia mi dicono che non possono far nulla… in 7 minuti, e soprattutto non hanno possibilità di darci una loro scorta e ancor più di notte, nel nuovo Kosovo per i non albanesi, non è consigliabile aggirarsi. Grazie alla mediazione dei Padri ed un lavoro prezioso "diplomatico" di Vojkan con i poliziotti albanesi, otteniamo 50 minuti e poi se andranno. Questo ci fa saltare tutti i programmi, infatti avremmo dovuto restare con la scorta fino al 24 sera, invece dobbiamo tagliare gli impegni che erano in programma e dopo avere frettolosamente consegnato il sostegno economico per la famiglia Milatovic all'interno del Progetto Figli dei rapiti (una madre con una figlia di 12 anni, due anziani genitori, il padre rapito ed assassinato nel 1999), che vivono in una stalla, senza acqua e possibilità di uscire, isolati in una zona abitata solo da albanesi, dobbiamo ripartire.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Avremmo dovuto andare a visitarli il giorno dopo e documentare la loro situazione, ma sarà Padre Petar, che li visita periodicamente e che è nostro referente del Progetto, a consegnarlo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alle 19 ripartiamo dopo una sosta all'interno del Monastero, un oasi di pace, spiritualità e profondità di emozioni, unici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rinunciamo con amarezza e rabbia al programma del 24/11, siamo nelle loro mani e… non sono mani amiche o fraterne... Arrivati alle 20 a cinque Km da Mitrovica nord, la scorta si ferma nella parte albanese e ci dice che loro hanno finito il servizio e che dobbiamo proseguire da soli; alle nostre rimostranze ridono e ci dicono di stare tranquilli che tutto andrà bene e se ne vanno. Quei 5 Km nel buio di Mitrovica sud, non sono stati del tutto rilassanti e sereni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il 24/11 nella stanza di un caseggiato dismesso, dove ha sede l'ASM-KM, senza acqua nè riscaldamento, c'è stata la consegna dei 5.000 euro ed il dono di una stampante; poi una visita al Monastero di Sokolica (anche questo bellissimo), che ha una storia particolare. Infatti è situato in una zona di montagna sopra Mitrovica, abitata interamente da albanesi, ma è uno dei pochissimi luoghi ortodossi non attaccato o distrutto dal terrorismo UCK. Il motivo è che da centinaia di anni le donne albanesi della zona e non solo, si recano lì a chiedere la grazia per la fertilità ad una statua di una Madonna che si trova nel Monastero; l'unica statua che c'è in un luogo di culto ortodosso di tutti i Balcani, in quanto la religione ortodossa non contempla la presenza di statue nei luoghi di preghiera.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mi rendo conto in queste poche righe ed attraverso una sintetica cronaca di quarantott’ore, quanto sia difficile far comprendere la realtà di fatto di questo stato fantoccio, creatura ad uso di esclusivi interessi geostrategici degli USA.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma soprattutto è difficile dare l'idea di quale è la realtà della vita quotidiana della minoranza serbo kosovara, rimasta a cercare di sopravvivere, resistere e difendere la propria terra, le proprie case, la propria vita, i propri luoghi sacri, non solo espressione religiosa, ma anche storica, culturale ed identitaria di un popolo intero, non solo credente. Ed in ultima istanza il proprio diritto ad "esistere" in quanto popolo, in un Europa ed un occidente che blaterano, sproloquiano, filosofeggiano e vanno per il mondo a fare guerre "umanitarie", guerre "intelligenti", guerre "terapeutiche"; che "esportano" democrazie, progresso, presunte civiltà superiori; dalla Jugoslavia all'Iraq, dalla Somalia al Sudan, dalla Palestina all'Afghanistan.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma che soprattutto lasciano un infinita scia di sangue dei popoli, di morte, violenze, dolore, devastazioni umane e sociali; e seminano odio, rancori, sentimenti di ira reconditi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Come nel caso di questo "Kosovo liberato" dove, con la presenza, la supervisione, il controllo, in questi 10 anni, di decine di migliaia di militari di 32 paesi, in una sempre più decadente, prona e corrotta Europa, una minoranza di un popolo, quello serbo kosovaro, vive una quotidianità di apartheid, senza i più elementari diritti umani sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite ( di cui il popolo serbo, come popolo costituente della Jugoslavia, fu paese fondatore…tanto per ricordare agli smemorati).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oggi nel 2009, qualsiasi persona onesta, indipendente, non asservita a qualche interesse politico, economico o personale, deve sapere che vi è un popolo, quello serbo kosovaro (…le altre minoranze sono tutte già scappate), che, in uno stato creato, finanziato, sostenuto dalle potenze occidentali, sta vivendo da dieci anni un agonia quotidiana. Umiliato, offeso, vessato, violentato in tutti i suoi aspetti: umani, politici, economici, sociali, culturali, religiosi e morali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma questo, se non si vede, è sempre più difficile spiegarlo qui.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Eppure è ancora lì: piegato ma non ancora vinto, senza ormai più voce… e forse senza futuro, ma dignitoso e con animo e sguardi ancora fieri.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E noi, come SOS Kosovo Metohija, con i nostri modesti e piccoli Progetti di solidarietà, tenacemente e caparbiamente, gli siamo ancora al fianco da molti anni ormai; nutrendo così, grazie ad essi, le nostre coscienze e le nostre dignità di uomini e donne, che hanno scelto di non essere assoggettati alle politiche imperialiste e di profitti, costruite sull’oppressione e sullo sfruttamento dei popoli.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con un' angoscia sempre più dolorosa e intensa, che ulula fortemente nell’anima e nella coscienza, ogni volta che si viene via e si lascia dietro di sé questo scenario reale di tristezza e desolazione, si ha la consapevolezza di un debito e di un profondo rispetto che si ha e si deve avere per questi… "dannati del Kosovo", rimossi, dimenticati, silenziati ma che resistono nonostante tutto e tutti, e ci danno una lezione di dignità, coraggio, di radici e di identità forgiate nella propria storia di popolo… ed anche di speranza e lotta per un futuro diverso e migliore… lungi da venire ma necessario per i popoli e gli uomini onesti ed operosi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“…ora viviamo come in gabbia, prigionieri, ma gli stranieri dicono che siamo liberi…” &lt;br /&gt;(Jovan R., 10 anni, bambino dell’enclave di Orahovac, Kosovo Metohija)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2 Dicembre&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Mentre terminavo questa relazione del viaggio, mi veniva comunicata dall’Ambasciatrice della Serbia in Italia, Signora Sanda Ivic Raskovic, la notizia ufficiosa ma che sarà ufficiale a giorni, del ritiro nei prossimi mesi del contingente italiano della KFOR dal Kosovo per spostarlo sul fronte dell’Afghanistan, lasciando qualche decina di militari con compiti speciali. Dato che gli ultimi Monasteri ortodossi della provincia sono presidiati dai militari italiani e, come ho avuto più volte modo di riportare in questi anni, con un rigore e rispetto del compito affidatogli altamente riconosciuti da tutti, questa notizia, che è una conseguenza della richiesta USA di aumentare lo sforzo bellico e militare in Afghanistan, se confermata rappresenterebbe per le ultime enclavi serbe (comprensive dei Monasteri rimasti, tra cui Decani e Pec, di cui scrivevo sopra ) una prospettiva&lt;br /&gt;tragica e drammatica: restare alla mercè della leadership albanese kosovara, che è la stessa ad aver guidato e diretto la pulizia etnica del Kosmet dal 1999 ad oggi. &lt;br /&gt;Con le campagne di rapimenti ed assassinii (1300 rapiti e scomparsi, ed oltre 3000 assassinati…dall’UCK), con i 148 monasteri e luoghi sacri distrutti e attaccati, le decine di migliaia di case serbe, rom e delle altre minoranze incendiate e distrutte, questa leadership è stata pianificatrice e responsabile della situazione in cui versano le minoranze non albanesi (comprese molte migliaia di famiglie albanesi kosovare, profughe in Serbia perché considerate lealiste e jugoslaviste), confinate nelle enclavi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Penso che la descrizione fatta nella relazione sopra sia la fotografia di quale potrà essere il destino inesorabile a cui andrà incontro quella parte di popolo serbo kosovaro che, nelle condizioni quasi subumane di apartheid e oppressione, ancora resiste a sud del fiume Ibar.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Chi conosce la situazione sul campo direttamente, a qualsiasi livello, non può che prevedere ed immaginare un nuovo esodo, pena il rischio della vita, nel caso di restare soli; nelle telefonate di questi giorni, in cui mi è stato richiesto di fare un lavoro di pressione ai livelli più alti, politici istituzionali e culturali del nostro paese, anche le personalità contattate hanno confermato il timore concreto che questa prospettiva possa riaprire scenari di nuove violenze, se non proprio materiale (sarebbe stupido da parte loro) ma di sicuro psicologiche, fatte di minacce velate e pressioni dirette ed anonime, per terrorizzare ulteriormente i civili e indurli a scegliere la via dell’esodo finale. In una situazione di questo tipo, la stessa esistenza di questi patrimoni culturali dell’umanità che sono i Monasteri ortodossi, si troverebbe esposta a rischi di distruzione; tanto per dare un idea della situazione, il sindaco della cittadina di Decani (dove oltre al Monastero non vive neanche più un solo serbo) ed il capo della Polizia del KPS sono due ex comandanti guerriglieri secessionisti, che ripetutamente in pubbliche occasioni hanno ribadito l’impegno a cancellare la presenza dei luoghi sacri ortodossi come compimento della cosiddetta “liberazione” finale del Kosovo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dopo la “pulizia etnica” della gente, l’obiettivo sarà quello dell’epurazione della memoria storica. Cancellare le simbologie concernenti il passato. Via ciò che testimonia, soprattutto quello che è più profondo: chiese, monasteri, luoghi sacri, il resto è stato già distrutto, compresi i cimiteri non albanesi ed i monumenti jugoslavi. Fare piazza pulita per violentarne l’identità come popolo e togliere ogni pretesto di ritorno per i serbi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Penso che tornino di estrema attualità le parole del sindaco di Venezia e professore universitario M. Cacciari, dette a marzo 2003:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“ Ma se i militari italiani si ritirano dai presidi, il rischio è elevatissimo:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;M.C.: Sarebbe come se facessero saltare in aria San Marco a Venezia. E' una follia, bisogna tenere lì i militari, bisogna assolutamente impedire che un'eventualità del genere accada…&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;…Allora io dico: se nell'ambito delle operazioni che l'Italia deve fare, non tutela un patrimonio di questo genere che non ha confronti al mondo, si fa corresponsabile della distruzione. Siamo da fucilare. Non ho altre parole: siamo da fucilare. Saremmo noi i liberatori, quelli che sono andati a portare la pace, che hanno scelto la civiltà contro la barbarie? Sono cose dell'altro mondo…&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;…Finché non siamo assolutamente certi che nessuno può mettere in pericolo queste chiese, non bisogna assolutamente sguarnire i presidi militari. Questo patrimonio artistico è unico, non esistono altri esempi. E' come San Marco, ripeto: chiese uguali in Europa non ce ne sono, non perché San Marco sia la più bella, ma perché quel linguaggio artistico non esiste altrove. Purtroppo nessuno ne parla…”.  Da: "La Nuova di Venezia e Mestre", “La Tribuna di Treviso”, 4 marzo, 2003&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il problema è comunque intricato: negli accordi di ritiro dell’esercito e della polizia serbi, interni alla Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, sia l’UNMIK che la KFOR ( anche se in realtà come tutti sanno, era la NATO a guidare l’operazione “Kosovo liberato”) avevano sottoscritto l’impegno alla preservazione dei siti storici e religiosi della provincia e a non lasciare questi punti finché non fossero state ristabilite le condizioni per una vita normale e sicura per tutti i cittadini del Kosovo, senza discriminazioni di nazionalità, etnia o di religione. Questa solfa viene ripetuta da oltre 10 anni, ma purtroppo finora è rimasta solo una promessa o, al peggio, una filastrocca. A giudicare dalle sofferenze e violenze a cui è stata esposta la minoranza serba, anche in presenza della Kfor e dell'Umnik, meglio non pensare a cosa succederebbe se andassero via, prima che sia stata raggiunta una soluzione che configuri un Kosovo multietnico e democratico realmente, che era l’obiettivo, RICORDIAMOLO, della cosiddetta guerra “umanitaria” o meglio dell’aggressione del 1999! Ma così era il Kosovo prima del giugno ’99!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Com’è oggi, dopo 10 anni di occupazione NATO, il “nuovo Kosovo” libero e democratico?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A cosa e a chi è servita questa guerra “umanitaria” ?!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Coscienti che, per chi conosce la realtà del Kosovo Metohija e del popolo serbo, la difesa di quei luoghi sacri è una battaglia che va la di là dell’aspetto religioso: è una battaglia di giustizia e di diritti sanciti ovunque, tranne che in questo protettorato creatura della NATO.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Significa difendere il diritto storico, in questo caso del popolo serbo kosovaro, di vivere, esistere, abitare dove, da centinaia di anni è stato, come dato e fatto storico. Significa denunciare il carattere arrogante, violento, prevaricante di questa entità fantoccio, creata ed edificata, tramite bombardieri che per 78 giorni, da diecimila metri, hanno sganciato decine di migliaia di bombe (comprese quelle all’uranio “impoverito”), devastando e distruggendo un paese per sottometterlo e strappargli, ad uso criminale, questo pezzo di terra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Significa ancora una volta, per l’ennesima volta, stare dalla parte dei popoli e della gente comune, prevaricata e sopraffatta dai potenti della terra, costi quel che costi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Significa stare dalla parte della verità e della giustizia, che giorno dopo giorno, come semi indistruttibili, faticosamente, stoicamente, emergono dall’oscurità e dalle catacombe in cui sono relegate dai “disinformatori strategici” e dai “servi stupidi”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Significa stare dalle parte di chi non ha più voce o televisioni, ma ha la ragione della dignità della propria storia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La nostra piccola Associazione in tutti questi anni ha fatto la sua modesta parte, si è schierata ed ha operato una Solidarietà che definimmo “concreta e consapevole”, senza timori e spesso in amara solitudine, insieme a poche altre realtà.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ed è con profonda dignità e serietà legate agli eventi, che ribadiamo la nostra scelta di campo ed il nostro impegno, caparbiamente, a testa alta dalla parte dei…"dannati del Kosovo Metohija".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;30 Novembre 2009&lt;br /&gt;Enrico Vigna, Presidente di SOS Kosovo Metohija - SOS Yugoslavia&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tratto da resistenze.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6460789411337671240?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6460789411337671240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6460789411337671240' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6460789411337671240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6460789411337671240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/04/viaggio-di-solidarieta-nel-kosovo.html' title='Viaggio di solidarietà nel &quot;Kosovo liberato&quot; - Novembre 2009'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7558400181228374720</id><published>2010-03-27T06:17:00.000-07:00</published><updated>2010-03-27T06:19:29.999-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>24 Marzo 2010. Noi continuiamo a non dimenticare</title><content type='html'>.O.S. Yugoslavia - S.O.S. KOSOVO METOHIJA &lt;br /&gt;Associazione di Solidarietà - Onlus &lt;br /&gt;Via Reggio 14 - 10153 Torino - 339 – 5982381 sosyugoslavia@libero.it &lt;br /&gt;C/c n. IT56K0306909217100000160153 SANPAOLO IMI&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cari Amici e Amiche &lt;br /&gt;Cari compagni e compagne&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Come avete potuto leggere anche negli ultimi appelli del Sindacato Samostalni della Zastava di Kragujevac, la situazione sociale in Serbia è in peggioramento continuo. Chiunque in questi anni è stato più volte nel paese, ogni volta che ritorna trova un ulteriore deterioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Coloro che con i “cambiamenti” dell’ottobre 2000 avevano sperato in un miglioramento della situazione, si trovano ora in una condizione di “disperazione sociale“: decine di migliaia di licenziamenti, disoccupazione, abbattimento di quelle misure minime di difesa sociale che esistevano fino all’ottobre scorso e che riguardavano i prezzi, la sanità, i servizi, la scuola, la casa, i sussidi per pensionati e fasce deboli. Oggi, queste misure sono state abolite come conseguenza delle privatizzazioni selvagge che sono in pieno corso nel paese e che riguardano TUTTI i settori.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per dare un’idea di come può essere lo stato d’animo e le prospettive dei lavoratori serbi e jugoslavi, penso basti questa affermazione del Governatore della Banca Centrale di Jugoslavia M. Dinkic, membro del pool di economisti detto “G17 “ che si occupava del “risanamento“ dell’economia jugoslava per conto del governo, del FMI e della Banca Mondiale. In una intervista all’Agenzia Tanjug, alla domanda su cosa pensasse delle decine di migliaia di licenziamenti, della miseria crescente e del relativo malcontento montante, il signor Dinkic aveva sinteticamente risposto: “…Dobbiamo e saremo inesorabili…”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Di fronte a tutto questo, che è conseguenza di un embargo decennale e dei bombardamenti che hanno messo in ginocchio il popolo serbo e lo hanno portato indietro di quasi 100 anni (come dichiarato da analisti internazionali dell’ONU a settembre), noi pensiamo che come lavoratori, come uomini e donne coscienti, sostenitori della pace e della solidarietà tra i popoli, abbiamo un debito civile e morale verso questi lavoratori ed i loro figli. Verso quelle vedove e orfani di guerra, vittime innocenti di quei bombardamenti e di giochi politici internazionali effettuati sulle loro vite, di cui noi tutti, volenti o nolenti, siamo responsabili e coinvolti, causa le scelte dei nostri governi (e le 1381 azioni effettuate da nostri aerei su quelle terre, portando non certo cibo o medicine…).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ci viene richiesta SOLIDARIETA’, non elemosina, perché la solidarietà è anche richiesta di giustizia. Perché la solidarietà spesso è l’unica arma che possiede chi lavora, perché la solidarietà fa parte del patrimonio del movimento operaio e della storia dei popoli. Perché con la solidarietà aiutiamo a non far morire il sentimento della speranza per questi lavoratori e forse anche per noi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Perché solidarietà significa anche dignità, e chiunque sia stato in Serbia e nell’ex Jugoslavia, tra quelle genti, tra quei lavoratori, sa che dignità e fierezza si trovano e si respirano in ogni angolo di quel martoriato paese. E spesso ciascuno di noi andando là, stando tra quelle genti, ha non solo imparato ma si è arricchito, nell’anima e nella coscienza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Solidarizzare, sostenere chi è vittima di una guerra non voluta o scelta, è anche questo lotta per la pace, contro la guerra, intesa come atto e politica di imposizione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Anche così si è contro logiche liberiste e di impoverimento dei popoli. Contro derive politiche, etiche e culturali, di società come la nostra, dove non solo è impossibile e difficile di questi tempi impedire di andare in guerra come paese, ma anche mantenere e far vivere culture e sentimenti di solidarietà, di giustizia, di emancipazione e progresso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Anche così si resiste e si dice NO allo stato di cose presente! Non siamo molti, ma ci siamo, tutto è difficile ma ci proviamo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nel mondo sindacale, in ambiti politici, nell’associazionismo internazionale, isole di resistenti e solidarizzanti, continuano a cercare di rompere muri di indifferenza e sordità. Come Associazione “SOS Yugoslavia SOS Kosovo Metohija” e insieme agli appartenenti della nostra Associazione, insieme alle altre 8 (poche) realtà solidali, che in questi anni hanno cercato di fare una piccola ma dignitosa parte, ma anche a nome di tutti coloro che nel nostro paese stanno facendo ogni sforzo perché questo messaggio giuntoci da Kragujevac, NON restino “lettere morte“: chiediamo di non essere sordi, di non far morire almeno la speranza in tempi migliori e più giusti, perché senza anche quella, le nostre responsabilità verso i nostri figli e le nuove generazioni, sarebbero ingigantite e incancellabili.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“…non so se c’è un tempo della fine, ma so che c’è sempre la SPERANZA. &lt;br /&gt;La SPERANZA come coscienza e la coscienza come lotta per la vita…&lt;br /&gt;SENZA FINE…”.     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Vigna, presidente di SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7558400181228374720?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7558400181228374720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7558400181228374720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7558400181228374720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7558400181228374720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/03/24-marzo-2010-noi-continuiamo-non.html' title='24 Marzo 2010. Noi continuiamo a non dimenticare'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-2752392758261755659</id><published>2010-03-19T02:01:00.000-07:00</published><updated>2010-03-19T02:10:40.069-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>ajajajajaja di samopravo</title><content type='html'>Dopo l’assoluzione del nostro caro amico Ramush, che e’ stato avvistato nei ristoranti di Pristina a festeggiare con i suoi avvocatozzi, anche su questo blog si e’ giustamente riaccesa la polemica dal titolo “Tribunale dell’Aja: questo fazioso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il tribunale dell’Aja riceva pressioni che non dovrebbe ricevere credo sia un fatto abbastanza pacifico. Che sia stato voluto ed che sia supportato dagli americani, credo non sia un mistero. PIccola prova: l’idea di fare un’indagine seria sui bombardamenti della NATO del ‘99 gli e’ stata fatta rapidamente passata di mente. Male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Serbia la percezione del tribunale e’ a dir poco pessima. L’assoluzione dell’occhialuto Ramush e’ vista come l’ennesima riprova che il tribunale e’ strafazioso, e che condanna solo serbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso weekend ho deciso di vederci chiaro e di scoprire se e’ vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ho messo un bel paio di orette domenica, ma anche grazie al corso di Excel che ho fatto di rencente, sono riuscito a mettere insieme un bel listone di 150 avanzi di galera, divisi per nazionalita’ e capi di imputazione, che sono stati indagati dal Tribunale dal 1993 ad oggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il listone in se’ e per se’ ve lo risparmio (se interessa, spedisco via email con piacere). Vi propongo piuttosto uno sfizioso grafico a torta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S6M-SlAR8xI/AAAAAAAAACU/szTE2-ITDww/s1600-h/indagatiicty2%5B1%5D.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 307px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S6M-SlAR8xI/AAAAAAAAACU/szTE2-ITDww/s400/indagatiicty2%5B1%5D.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450268462940287762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;100 su 150 sono Serbi, un bel due terzi secco. Vediamo anche quanti di questi sono stati finora condannati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S6M-s-BpJVI/AAAAAAAAACc/dSwxEIYFKVM/s1600-h/condannatiicty%5B1%5D.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 270px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S6M-s-BpJVI/AAAAAAAAACc/dSwxEIYFKVM/s400/condannatiicty%5B1%5D.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450268916333487442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;37 su 56 sono serbi, di nuovo 2/3 esatti. [Nota a margine in 15 anni (1993-2008) il "nostro" tribunale e' riuscito a inchiappettare solo 56 persone?? Se volessi fare il populista direi anche: con piu' di un miliardo di dollari spesi... a conti fatti ogni condannato e' costato 20 milioni di dollari! ]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo ai criminali di guerra o presunti tali. Lasciamo perdere quelli che nelle more del giudizio sono morti (tra cui, per citarne due, Arkan e Milosevic), si sono suicidati (in cella o fuori), o sono stati fatti secchi mentre li arrestavano, e vediamo gli imputati che sono ancora sotto processo o in attesa di processo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S6M_JH7WYgI/AAAAAAAAACk/ZbSrERC7gf0/s1600-h/processoicty2%5B1%5D.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 305px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S6M_JH7WYgI/AAAAAAAAACk/ZbSrERC7gf0/s400/processoicty2%5B1%5D.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450269400027783682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Aoh, manco a farlo apposta, di nuovo la solita proporzione: due terzi, (o quattro sesti, o 66%, se preferite). 22 imputati su 33: serbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, dimenticavo di dire che sono serbi anche tutti e quattro gli ultimi latitanti (Karadzic, Mladic, e altri due).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carta canta. Il tribunale ha indagato, processato e condannato piu’ imputati serbi che imputati di tutte le altre nazionalita’ messe insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sti giudici faziosi ce l’hanno proprio coi serbi. Ma e’ veramente l’unica conclusione che si puo’ trarre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne propongo almeno un’altra, tanto per tenere in cervello in allenamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notare prima di tutto che l”80% circa dei serbi indagati e processati dal tribunale non sono serbi di Serbia, ma serbi di Bosnia. Cosi’ come la maggior parte dei croati sono croati di Bosnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza voler negare che tutti hanno sofferto molto durante la guerra, credo si possa dire che la Bosnia e’ stato il teatro delle oscenita’ piu’ pazzesche. Credo si possa anche dire che l’esercito serbo e serbo di Bosnia (Mladic, per intenderci) erano di gran lunga i meglio armati (la JNA, l’esercito yugoslavo, era un esercito fortissimo). Un esercito talmente forte da tenere sotto assedio Sarajevo 4 anni, assediare numerose altre enclaves musulmane, tenere in scacco le Nazioni Unite, azioni che gli altri potevano solo sognarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avessero avuto le armi l’avrebbero fatto anche gli altri? Boh, probabilmente si’, non lo sappiamo. E comunque un processo penale giudica le azioni, non le intenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben guardare, cosa pensare diventa una specie di atto di fede. Berlusconi docet: c’ha tanti processi perche’ ce l’hanno tutti con lui, o c’ha tanti processi perche’ ha fatto tante porcate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vota per lui sceglie la prima, chi non lo vota sceglie la seconda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io alla fine - sara’ perche’ ho studiato legge - se devo scegliere tra quello che mi dice un imputato e quello che mi dice un giudice, ho sempre la tendenza a fidarmi di piu’ del giudice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Copiato e incollato da www.samopravo.net/2008/04/09/ajajajajaja/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-2752392758261755659?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/2752392758261755659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=2752392758261755659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2752392758261755659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2752392758261755659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/03/ajajajajaja-di-samopravo.html' title='ajajajajaja di samopravo'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S6M-SlAR8xI/AAAAAAAAACU/szTE2-ITDww/s72-c/indagatiicty2%5B1%5D.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-1097516730764051984</id><published>2010-02-16T03:45:00.000-08:00</published><updated>2010-02-16T03:48:47.611-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fun'/><title type='text'>Appello disperato : cercasi insegnati su Balkan-crew</title><content type='html'>Gentili signori,&lt;br /&gt;vi contatto perchè siete l'unica speranza di risolvere un caso che definirei "umano".&lt;br /&gt;Sono una ragazza deliziosa di 22 anni e non so per quale destino, la vita mi ha portato a legarmi sentimentalmente con un ragazzo albanese, e non solo, le persone che frequento sono tutte albanesi.&lt;br /&gt;Ovviamente potete immaginare la tristezza nel sentire qualcuno parlare e non capirli, e dover aspettare una traduzione, se mai arrivi, e ancora di più doverla chiedere...veramente una situazione stressante. Non solo, anche non poter capire quello che dice il mio ragazzo, non poter parlare con i miei futuri suoceri, e non capire i miei futuri bambini che vorrei parlassero pure l'albanese...signori, come vi dicevo, un caso umano.&lt;br /&gt;Nessuno delle persone che conosco è stato in grado di insegnarmi qualcosa, per quanto io mi sforzi, loro non riescono...&lt;br /&gt;E cosi', nella disperazione più totale, ho trovato un sito meraviglioso, dove ho trovato ben 8 lezioni di albanese, fantastico! Tutto sembrava comprensibile, per la prima volta...&lt;br /&gt;E non dimenticherò mai la scritta della quinta lezione:&lt;br /&gt;"non voglio farvi paura, anzi! voglio sfidarvi ad imparare, perchè più le cose sono difficili più il cervello resta vivo... dalla prossima lezione cominciamo! pronti??!!"&lt;br /&gt;Come può svanire un tale entusiasmo in un insegnate...&lt;br /&gt;Guardate, come me ci sono tantissime persone, la mia non è pigrizia, o cercare le cose facili, solo che quelle lezioni erano fatte davvero bene e non capisco perchè interrompere un lavoro...io ci stavo prendendo gusto.&lt;br /&gt;Sono forse un grande sacrificio due lezioncine al mese?!&lt;br /&gt;Signori, io ci ho provato, almeno, e spero nella risposta positiva di uno di voi, perchè la speranza non è mai ultima a morire.&lt;br /&gt;Vi ringrazio dell'attenzione, &lt;br /&gt;Cordiali saluti&lt;br /&gt;Stefania F.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-1097516730764051984?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/1097516730764051984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=1097516730764051984' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1097516730764051984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1097516730764051984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/02/appello-disperato-cercasi-insegnati-su.html' title='Appello disperato : cercasi insegnati su Balkan-crew'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-660272128459099200</id><published>2010-02-14T08:18:00.001-08:00</published><updated>2010-02-14T08:33:47.171-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fun'/><title type='text'>Spazio per i criminali Kosovari</title><content type='html'>Ogni tanto arriva qualcuno di un po' strano e così ho deciso di dargli un piccolo spazio per salvare balkan-crew.&lt;br /&gt;Qui potete scrivere di tutto e di più.&lt;br /&gt;Più minacciate e parlate male e più lasciate traccia di quello che siete.&lt;br /&gt;L'ultimo commento che ci ha fatto scompisciare dalle risate è stato questo :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;io nn capisco ma tu sei komunista serbo maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa&lt;br /&gt;nn so pensi che chi legge nn ha studiato la storia o cosa sinceramente mi stupisco che qualcuno creda alle tue frottole &lt;br /&gt;1)i terroristi siete voi milosevic ha fatto la guerra contro bambini e donne avete stuprato ucciso dei bambini in casa loro &lt;br /&gt;2)in albanese si usa dire dardania no kosovo cosa che te lo puo confermare qualsiasi cartina antica prova ad andare su wikki e capirai o apri un libro di storia romana nn so fai te&lt;br /&gt;3)quando noi albanesi eravami in guerra col impero ottomano ricorda skenderbe fu il re della serbia a tradire l alleanza che cera albanesi serbi ungharesi &lt;br /&gt;4)quando noi albanesei eravamo cristiani e nella penisola illirica voi slavi d'europa stavate ancora nelle grotte della siberia e cristo nn sapevate nemmeno chi fosse &lt;br /&gt;ma la cosa bella e che hai chiamato terroristi l'uck con qualle coraggio nn si sa ma va bene minimo mino te l'ho detto sei comunista serbo e perche no anche un po anarkiko su tanto ormai nn ti manka niente&lt;br /&gt;illiria in albanese vuol dire liberi e noi nn acceteremo mai che nessuna nostra terra sia occupata &lt;br /&gt;o che la nostra gente viva in skiavitu liberi siamo nati per volere di dio e liberi moriremo&lt;br /&gt;ricordatelo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mai nessuno che si firma !!!!&lt;br /&gt;Criminali e ipocriti allo stesso tempo !&lt;br /&gt;Prego.. sono aperte le danze .............&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.adrenola.ilcannocchiale.it/comments/1994544"&gt;Kosovo sì, Ossezia no&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=xWlTsw3OJEg"&gt;Il Kosovo secondo alcuni...&lt;/a&gt; e sarebbe anche bello se non fosse rovinato da certe persone !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-660272128459099200?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/660272128459099200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=660272128459099200' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/660272128459099200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/660272128459099200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/02/spazio-per-i-criminali-kosovari.html' title='Spazio per i criminali Kosovari'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7904345297321935226</id><published>2010-02-08T13:28:00.000-08:00</published><updated>2010-02-08T13:29:48.800-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guest'/><title type='text'>L'idea di Tatiana</title><content type='html'>Mi capita sempre più spesso di sentirmi strana… inadeguata e fuori posto… mi sembra di essere entrata in un film (tipo La rosa purpurea del Cairo) però si tratta di un film dell’orrore dove ogni “attore” fa la propria parte… ed i ruoli sono imposti da personaggi contorti per i quali i Diritti dell’Uomo… sono dettagli da non prendere neppure in considerazione… registi dalle menti malate… omuncoli facinorosi ed esaltati dall’ambizione del Potere politico ed economico… unico vero e purtroppo reale riconoscimento globale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sete di potere ed autocelebrazione non si è estinta con la fine della 2^ Guerra Mondiale, ma è ancora presente… oggi porta il nome di altri “registi” che sostengono e foraggiano guerre e guerriglie in ogni parte del nostro pianeta… ma dei morti di oggi non si parla, quasi che i superstiti… ricordino e soffrano di meno! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono cinica, né voglio apparire tale, ma mi sembra quasi che sia una gara a chi… ricorda di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La giornata della memoria per la Shoah… il genocidio degli Armeni… la strage dei Rom… il giorno del ricordo per le vittime delle foibe… l’epurazione… l’eccidio ecc. ecc.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedo una parcellizzazione della sofferenza, quasi che… i propri morti siano più “importanti” … il proprio dolore sia più lancinante… la ferita ancora aperta nel proprio cuore sanguini più di quelle degli altri… invece no!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA MORTE E’ IDENTICA… IL DOLORE E’ LO STESSO… LA MUTILAZIONE CAUSATA DALLA PERDITA DEI PROPRI AFFETTI SANGUINA NEL CUORE DI TUTTI NELLO STESSO IDENTICO MODO!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei che ogni persona avesse pari opportunità di vita con dignità e sostegno economico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei che ogni forma di vita fosse difesa e rispettata per le proprie specifiche peculiarità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei che ogni Nazione, nei vari Continenti, rispettasse la Terra e chi su di essa ci vive! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pace e Libertà si possono raggiungere anche senza armi né conflitti, rispettando i diritti del prossimo!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di dire la mia… ecco, anche questa è LIBERTA’!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che non ci venga mai più tolta… affettuosamente tua, Tatiana. &lt;br /&gt;Tatiana Bokan&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7904345297321935226?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7904345297321935226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7904345297321935226' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7904345297321935226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7904345297321935226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/02/lidea-di-tatiana.html' title='L&apos;idea di Tatiana'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-8858649612566070719</id><published>2010-02-07T05:39:00.000-08:00</published><updated>2010-02-12T14:34:48.836-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Le menzogne sulle foibe</title><content type='html'>Oggi vi propongo un post controcorrente certa di irritare una certa "politica" italiana che negli ultimi anni sta facendo il bello e il cattivo tempo in Italia a danno della Costituzione e di tutti i cittadini.&lt;br /&gt;Le foibe sono state prese a motivo di assurde campagne elettorali contro la sinistra e io non condivido questo pensiero per i seguenti motivi :&lt;br /&gt;- Ho un parente partigiano, italiano, morto per rappresaglia in Italia dalla furia fascista.&lt;br /&gt;- Abbiamo, nella nostra crew, Giuliano, un signore nato in Istria, che dice da tempo che è stato il governo italiano ad abbandonare quei territori, portando tutte le fabbriche a Napoli e disinteressandosi nella maniera piu' totale dei cittadini italiani. Questo è supportato anche da molte testimonianze di italiani che dicevano di essere stati trattati molto male al rientro in Italia.&lt;br /&gt;- Giacomo Scotti ha fatto il percorso contrario. Ovvero, da italiano, è scappato in Yugoslavia quando un fascista gli ha ammazzato suo fratello davanti ai suoi occhi e sotto Tito si è trovato benissimo.&lt;br /&gt;Tra vivere in Italia sotto il fascismo e vivere in Yugoslavia nel socialismo di Tito avrei preferito 100 volte diventare titina.&lt;br /&gt;L'ultimo discorso che ho fatto in un negozio con un fascista :&lt;br /&gt;- Voi comunisti avete ammazzato 200.000 persone in Russia&lt;br /&gt;- E voi 6 milioni di ebrei&lt;br /&gt;- Adesso mi vorrà dire che 200.000 sono meno di 6 milioni ?&lt;br /&gt;Svetna balkania moja.. pomocite pomocite !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foibe sono l’ennesimo pretesto per operare una riscrittura della storia volta a cancellare le responsabilità fasciste e italiane nel genocidio della popolazione nei Balcani: centinaia di migliaia di jugoslavi perirono per mano italiana nei campi di concentramento, presenti per altro sullo stesso territorio italiano. Molti degli scampati da questi campi si unirono poi alla Resistenza contribuendo alla liberazione del nostro paese dal nazifascismo&lt;br /&gt;Ma con la scusa delle Foibe i fascisti si vogliono accreditare con le campagne xenofobe e razziste dei nostri giorni, con atti di violenza quotidiana.&lt;br /&gt;Sia ben chiaro che noi non daremo, né ora né in futuro, alcuna legittimazione AI FASCISTI e e non offriremo spazio alcuno ad operazioni di natura fascista che si ripercuotono sui lavoratori, sui migranti, sulle giovani generazioni.&lt;br /&gt;Comitato ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA VALDERA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come a Srebrenica alcuni morti erano all'ufficio di collocamento, cosi' abbiamo degli infoibati immaginari :&lt;br /&gt;In merito ai comunicati stampa [emessi nel 2009 dall'ANPI di Viterbo] vanno segnalati i due inerenti alla questione foibe, principale veicolo per gli attacchi mistificatori del revisionismo strumentale contro la Resistenza. Il primo riguarda l’intestazione al volontario viterbese in Jugoslavia Carlo Celestini di un cippo in piazza Martiri foibe istriane di Viterbo, che lo vuole, appunto, “sacrificato nelle foibe” nel 1945. Dalla documentazione conservata all’Archivio di Stato di Viterbo non emerge affatto che questi sia stato infoibato e non si riesce a capire su quali basi l’Amministrazione comunale di Viterbo abbia svolto le pratiche per l’intestazione. L’altro caso riguarda invece Vincenzo Gigante, un poliziotto pugliese di stanza a Fiume cui l’estate scorsa l’Associazione nazionale Polizia di Stato (Anps) di Capranica ha solennemente intestato la propria sezione, in quanto infoibato dai comunisti di Tito nel 1945. Anche qui, non si capisce su quali basi, mentre sono proprio gli enfatici reportage dei giornali sulla cerimonia d’intestazione a suscitare seri dubbi. In ambedue i casi non c’è stata risposta da parte dei diretti responsabili. Su Celestini, gli esponenti della maggioranza al Comune di Viterbo tacciono; su Gigante, l’Anps non ha emanato alcuna nota a seguito del nostro comunicato, né i giornali che hanno riportato la cerimonia sono tornati successivamente sull’argomento. Tuttavia, per ambedue gli interventi, ci sono arrivate alcune lettere, prive, va da sé, di documentazione sulle questioni sollevate ma in compenso ricche di insulti e accuse d’ogni tipo, che non hanno fatto altro che suffragare ulteriormente l’infondatezza di operazioni che di storico non hanno nulla. Che conclusioni trarne?&lt;br /&gt;Tratto da: "1945-2010: 65° della Liberazione. Una nuova stagione per l’Anpi. Appello per il tesseramento al Comitato provinciale di Viterbo"&lt;br /&gt;di Silvio Antonini, Segretario e Portabandiera, ANPI Viterbo&lt;br /&gt;Tratto da Cnj&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è il 10 febbraio, il "Giorno del ricordo" istituito dal nostro Paese per commemorare la tragedia delle foibe e il dramma degli italiani espulsi dall'Istria e dalla Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale. Oltreconfine, in Slovenia, si continua a guardare con un certo fastidio a questa ricorrenza. Nel 2001 ci furono accese polemiche tra Roma , Lubiana e Zagabria in seguito alle dichiarazioni del presidente Napolitano che fecero infuriare sloveni e croati. L’allora presidente sloveno Janez Drnovšek inviò una lettera personale al suo omologo italiano, ma l'allora presidente croato Stjepan Mesic reagì provocando una dura polemica con il Colle. &lt;br /&gt;L'anno scorso , invece, Napolitano puntò il dito anche sulla tragica pagina del fascismo del “confine orientale” e sulle sofferenze che quel regime inflisse agli sloveni, anche se non face nemmeno un accenno ai croati che condivisero la stessa sorte degli sloveni durante il fascismo. Quest'anno la ricorrenza è passata in maniera molto più calma.&lt;br /&gt;Da passaggioasudest.ilcannocchiale.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cnj.it/PARTIGIANI/monumenti/monumento1978.htm"&gt;I partigiani jugoslavi&lt;/a&gt; che hanno contribuito alla liberazione dell'Italia&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cnj.it/CULTURA/krvavabajka.htm#pitamiz"&gt;Sterminio nazista in Serbia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In un solo giorno 7300 morti nella città martire. È l'autunno del 1941. Pochi mesi dopo la dissoluzione del regno di Jugoslavia, la penisola balcanica è insorta contro l'occupante nazifascista. Alla rivolta partigiana i tedeschi rispondono facendo strage della popolazione civile.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=memoria&amp;video=8141"&gt;Foibe, conflitto sulla storia&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-8858649612566070719?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/8858649612566070719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=8858649612566070719' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8858649612566070719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8858649612566070719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/02/le-menzogne-sulle-foibe.html' title='Le menzogne sulle foibe'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-4221393632397482952</id><published>2010-02-05T04:28:00.000-08:00</published><updated>2010-02-05T04:41:00.528-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Zastava je nasa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S2wRuWEOA9I/AAAAAAAAACM/lFFI2Y90fHg/s1600-h/zastava%5B1%5D%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S2wRuWEOA9I/AAAAAAAAACM/lFFI2Y90fHg/s400/zastava%5B1%5D%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434738338224276434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Basta dare un’occhiata a questa foto per capire cosa provano i lavoratori della ZASTAVA i quali non possono piu entrarci per divieto del padrone attuale. La Fiat e' entrata in possesso della fabbrica rasa al suolo nel ’99, e successivamente, dopo la pulizia delle macerie, ricostruita dai lavoratori stessi con tanti sacrifici. E tutto questo fu, nel ’99 il motivo perche iniziò questo rapporto di amicizia e solidarieta con associazioni, persone singole, famiglie italiane, RSU e qualche sindacato cittadino che per noi rappresentano chi si oppone ad ogni tipo di aggressione e si impegna per costruire un mondo migliore basato sulla pace, lavoro e diritti uguali per tutti. In 10 anni oltre le adozioni a distanza dei figli dei lavoratori della ZASTAVA, le varie Associazioni hanno portato avanti parecchi progetti nel sociale, sempre tramite il sindacato ZASTAVA come punto di riferimento. Siamo convinti che le nostre lotte devono essere comuni perche' se noi, che siamo un sindacato con possibilità ridotte (per i motivi ben noti), riusciamo ad essere piu forti per ottenere salari piu alti (e non attuali 250 euro), le multinazionali non troverebbero come unico interesse la delocalizzazione nei paesi piu poveri con conseguente disoccupazione nei paesi piu ricchi. Vi invitiamo di rafforzare la vostra solidarietà nel periodo drammatico in cui ci troviamo, augurandoci che con la lotta comune un giorno potremo costruire equilibri salariali per tutti i lavoratori al di là delle frontiere e un futuro migliore per i nostri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rajka Veljovic&lt;br /&gt;Ufficio relazioni internazionali e adozioni a distanza&lt;br /&gt;Radoslav Delic, il segretario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, care amiche&lt;br /&gt;vi scrivo a nome del Sindacato Samostalni della Zastava e dei tanti lavoratori i cui figli sono stati aiutati da voi dal 1999, quando i nostri reparti furono rasi al suolo dalla NATO e quando partirono i progetti di solidarieta.&lt;br /&gt;Aderirono parecchie associazioni, sindacati, adottanti singoli, tra i quali molti da Torino.&lt;br /&gt;Noi del Sindacato siamo stati punto di riferimento e garanti del progetto delle adozioni a distanza, le consegne degli aiuti sono state sempre state organizzate in modo diretto (dai rappresentanti italiani alle famiglie) in pubblico e con la massima trasparenza.&lt;br /&gt;Siamo convinti che grazie alle modalita’ di gestione del progetto, siamo riusciti a mantenerlo in piedi .&lt;br /&gt;Sono passati dieci anni, l’economia del nostro Paese non si e’ ripresa dopo i bombardamenti della NATO (ricordiamo anche l’embargo precedente), e i vostri rappresentanti che sono venuti a trovarci periodicamente lo hanno potuto verificare di persona.&lt;br /&gt;Siamo ben coscienti che sono passati 10 anni, che nel mondo ci sono altri disastri, e che anche nel vostro Paese c’e’ la crisi (anche se non e’ neppure paragonabile con la situazione economica e politica del nostro Paese).&lt;br /&gt;A parecchi ragazzi del vostro Progetto mancano uno o due anni per finire gli studi.&lt;br /&gt;In nome della solidarieta’ tra lavoratori vi chiediamo di non lasciarli soli ora, e di voler continuare gli affidi a distanza. &lt;br /&gt;Questo e’ il periodo peggiore che attraversiamo dopo i bombardamenti; l’arrivo della Fiat a Kragujevac, ha voluto dire un aumento vertiginoso della disoccupazione, salari sempre piu’ bassi e nessuna speranza nel futuro per i lavoratori licenziati e per le loro famiglie.&lt;br /&gt;In particolare dopo l’accordo tra il governo della Serbia e la Fiat, queste sono le conseguenze sulle REALI condizioni di vita e sul futuro dei lavoratori della Zastava.&lt;br /&gt;Vi ringraziamo tanto per la solidarieta’ finora dimostrata e vi inviamo i nostri piu’ fraterni saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rajka Veljovic&lt;br /&gt;Ufficio relazioni estere e adozioni a distanza&lt;br /&gt;presso Sindacato Samostalni Zastava&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kragujevac 1 febbraio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“…Non verremo alla meta ad uno ad uno,&lt;br /&gt;ma a due a due, se ci conosceremo a due a due…&lt;br /&gt;Noi ci conosceremo tutti ed i figli un giorno rideranno&lt;br /&gt;Della leggenda nera, dove uomini e donne&lt;br /&gt;Lacrimavano in solitudine…”              (B. Brecht)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-4221393632397482952?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/4221393632397482952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=4221393632397482952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4221393632397482952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4221393632397482952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/02/zastava-je-nasa.html' title='Zastava je nasa'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S2wRuWEOA9I/AAAAAAAAACM/lFFI2Y90fHg/s72-c/zastava%5B1%5D%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6828552376178409948</id><published>2010-01-30T13:39:00.000-08:00</published><updated>2010-01-30T13:46:40.315-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S2Sop2xkMAI/AAAAAAAAACE/16dXN-msDII/s1600-h/DSCN6690.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 299px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S2Sop2xkMAI/AAAAAAAAACE/16dXN-msDII/s400/DSCN6690.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432652487547170818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si è svolto a Torino, come in altre città italiane, il si-in in difesa della Costituzione.&lt;br /&gt;E' stato un pomeriggio bellissimo e m'è venuta la pelle d'oca a sentire le proposte di legge per imbavagliare internet.. e c'era rimasto solo piu' questo !!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno aderito :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Movimento 5 Stelle Piemonte&lt;br /&gt;Di Pietro - Italia dei Valori - Piemonte&lt;br /&gt;FIOM-CGIL Torino&lt;br /&gt;COOGEN - Torino&lt;br /&gt;Giustizia e Libertà&lt;br /&gt;L'Unione Civica dei Riformatori di Vercelli e Biella&lt;br /&gt;Le Agende Rosse&lt;br /&gt;MCE Movimento Cooperazione Educativa&lt;br /&gt;NO-TAV&lt;br /&gt;ANPI - ASTI&lt;br /&gt;Associazione Giuristi Democratici&lt;br /&gt;Coordinamento Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Torino&lt;br /&gt;Associazione Rosso Ideale&lt;br /&gt;CARP - Comitato Ambientalista Rifiuti Piemonte&lt;br /&gt;CGD - Coordinamento Genitori Democratici&lt;br /&gt;Coordinamento Provinciale di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA&lt;br /&gt;CIDI - Centro di Iniziativa Democratica Insegnanti&lt;br /&gt;Studenti Indipendenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi confermati (ed altri in arrivo...)&lt;br /&gt;- Prof. Angelo d’Orsi: docente di Storia del pensiero politico all’Università di Torino&lt;br /&gt;- Avv. Roberto Lamacchia: presidente Associazione Giuristi Democratici&lt;br /&gt;- Prof. Piero Garbero: docente Politica Economica all’Università di Torino, rappresentante del Movimento d’Azione Giustizia e Libertà &lt;br /&gt;- Dott. Bruno Tinti: giornalista e scrittore, ex presidente della Commissione Interministeriale per la riforma del diritto penale tributario &lt;br /&gt;- Roberto Valerio: RSU Agile-ex Eutelia&lt;br /&gt;- Giovanni Pignalosa: operaio sopravvissuto, ex dipendente Thyssenkrupp e R.S.U. FIOM&lt;br /&gt;- Claudio Messora: fondatore di ByoBlu - musicista, blogger&lt;br /&gt;- Pierluigi Richetto - NO TAV&lt;br /&gt;- Claudio Cavallari: Pro Natura&lt;br /&gt;- Studenti Indipendenti (Portavoce)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6828552376178409948?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6828552376178409948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6828552376178409948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6828552376178409948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6828552376178409948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/01/si-e-svolto-torino-come-in-altre-citta.html' title=''/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/S2Sop2xkMAI/AAAAAAAAACE/16dXN-msDII/s72-c/DSCN6690.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6989191715198467811</id><published>2010-01-27T12:55:00.000-08:00</published><updated>2010-01-27T12:57:04.245-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>APPEAL TO PRESIDENT BORIS TADIĆ AND THE SERBIAN PARLIAMENT: DO NOT GAMBLE WITH YOUR COUNTRY’S FUTURE! NO TO THE SREBRENICA RESOL</title><content type='html'>Dear Mr. President and honorable deputies, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As concerned American and European Union intellectuals, we call on you to seriously reconsider the plan to adopt a parliamentary resolution that would treat the Srebrenica massacre of July 1995 as a paradigmatic event of the war in Bosnia-Herzegovina and in doing so to use language that could be interpreted as Serbia’s acceptance of responsibility for “genocide.” &lt;br /&gt;The execution of Moslem prisoners in July of 1995, after Bosnian Serb forces took over Srebrenica, was a war crime, but it is by no means a paradigmatic event. The informed public in Western countries knows that, at that time, Serbian forces executed in three days approximately as many Moslems as Moslem forces, raiding surrounding Serbian villages out of Srebrenica, had murdered during the preceding three years. There is nothing to set one crime apart from the other, except that its commission was more condensed in time. In a vicious civil war, in which all sides commit crimes, all innocent victims are entitled to compassion but the victims of one ethnic group should have no special moral claim to unique recognition. Putting the suffering of one group on a pedestal necessarily derogates from the right of the other group – in this case Serbian non-combatants in the devastated villages surrounding the enclave of Srebrenica – to an equal measure of sympathy. &lt;br /&gt;More importantly, the issue is still not settled what really happened in Srebrenica in July of 1995, why, and who was behind it. The accepted version of events, shaped mainly by war propaganda and hyperbolic media reports, is becoming increasingly obsolete because it is being vigorously questioned and reassessed by critical thinkers in the Western world. Much reliable information on these events is still unavailable and needs to be researched, but without it responsible conclusions on the nature and scope of the Srebrenica massacre cannot be drawn. Both the event’s alleged scope and its legal description as “genocide” are intensely in dispute. It would therefore be very unwise for Serbia and its parliament to formally commit themselves to a version of events that is thin on evidence but long on moral and political implications that are extremely detrimental to Serbia and its people. &lt;br /&gt;We are also troubled by the prospect of Serbia and its parliament might accept the thesis that the massacre in Srebrenica, regrettable as it may be, amounts to “genocide.” That would unpardonably diminish genuine genocide as a phenomenon of the 20th century, of which the Holocaust of the Jewish people and the mass extermination campaigns against Armenians, Kurds, and the Roma are some outstanding examples. &lt;br /&gt;We are concerned that the politicisation of human suffering and the frivolous usage of the grave legal category of genocide greatly cheapens these important concepts and constitutes an undeserved insult to innocent victims of political violence everywhere in the world. &lt;br /&gt;Not only would Serbia, by an act of its own parliament, put itself in the same league with Nazi Germany if such a resolution were passed. It would also sanctify at Serbia's extreme disadvantage a propaganda narrative whose key components are factually unsupported. It would implicitly endorse the view that the Republic of Srpska was built on genocide and thus endanger its further existence and play into the hands of those pressuring for the centralisation of Bosnia. Finally, it would expose Serbian taxpayers to the possibility of a multi billion euro suit for damages which they are ill equipped at the present moment to pay [and have no obligation to do so, for that matter]. &lt;br /&gt;For all these reasons, we appeal to you to refrain from passing the projected Srebrenica resolution. If you feel it your duty to perform an act of public compassion toward the victims of the Bosnian war, we recommend as the only proper method that you pass a single resolution, written in ethnically neutral language, encompassing all of the victims and honoring them equally. &lt;br /&gt;Signed: &lt;br /&gt;Addendum. Professor Edward Herman suggests the inclusion of the following points for the consideration of the Serbian authorities in formulating their resolution: “(1) When is the EU going to insist on an apology to Serbs from Croatia and the United States and UN for Operations Flash and Storm, which involved the greatest ethnic cleansing operations in the Balkan wars, and ones where, in contrast with others, the victims have never been able to return?; (2) when will the EU and NATO apologize to the Kosovo Serbs for the greatest "proportionate" ethnic cleansing of the Yugoslav wars carried out under NATO auspices after June 10, 1999? (and to the Roma for their ethnic victimization in the same period?); (3) when will the EU and United States apologize for introducing Al Qaeda into Bosnia and Europe to fight (and behead) Serbs, as described in detail in "Unholy Terror: Bosnia, Al Qaida, and the Rise of Global Jihad," by John R. Schindler, Professor at the U.S. National War College and former National Security Council specialist in Bosnia?” &lt;br /&gt;Recipients are invited to sign on to this addendum also if they wish to do so. &lt;br /&gt;Centro europeo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6989191715198467811?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6989191715198467811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6989191715198467811' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6989191715198467811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6989191715198467811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/01/appeal-to-president-boris-tadic-and.html' title='APPEAL TO PRESIDENT BORIS TADIĆ AND THE SERBIAN PARLIAMENT: DO NOT GAMBLE WITH YOUR COUNTRY’S FUTURE! NO TO THE SREBRENICA RESOL'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3304673585954098074</id><published>2010-01-12T01:39:00.001-08:00</published><updated>2010-01-12T02:36:32.706-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Luoghi della memoria : Trieste, Risiera di San Sabba</title><content type='html'>Ripercorrere l’orrore non implica necessariamente un viaggio nei Lager nazisti o al memoriale Yad Vashem di Gerusalemme. Anche in Italia i nazi-fascisti hanno lasciato ampie tracce della loro politica di annientamento di oppositori ed ebrei: a Bolzano, a Fossoli, a Carpi e a Trieste, la città della promulgazione delle Leggi Razziali nel 1938. &lt;br /&gt;Nella città giuliana si trova l’unico esempio di campo di sterminio costruito in Italia, dotato anche di forno crematorio. La struttura, derivata da uno stabilimento per la pilatura del riso, è relativamente poco conosciuta se paragonata ai (tristemente) più celebri campi tedeschi e polacchi.Questo Luogo della Memoria fu dichiarato Monumento Nazionale nel 1965.&lt;br /&gt;Dopo l’8 settembre, i nazisti utilizzarono il grande complesso di edifici, dapprima come campo di prigionia provvisorio e poi come campo di detenzione. Ma la sua storia è strettamente legata a quella di Odilo Globocnik, nato a Trieste, che negli ultimi anni della guerra fu nominato comandante delle SS e della Polizia nella Zona d'operazione dell’Adriatisches Küstenland (province di Udine, Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Lubiana), e fu il responsabile dell'istituzione del campo di concentramento triestino. A lui si deve il successo operativo della Aktion Reinhard, ovvero la liquidazione degli ebrei in Polonia nei campi di sterminio di Belzec e Treblinka. &lt;br /&gt;Nella Risiera di San Sabba trovarono la morte migliaia di oppositori politici; di partigiani italiani, sloveni, croati e serbi; di ebrei. Secondo calcoli basati su testimonianze precise il numero dei corpi cremati nel forno ammonterebbe a circa cinquemila. Circa 25.000 furono i partigiani, gli ostaggi, i detenuti politici, gli ebrei che transitarono per le celle della Risiera e di lì inviati a morire ad Auschwitz e in altri lager dell’Europa orientale. Il forno crematorio venne messo in funzione il 4 aprile 1944 da un “esperto tedesco” distintosi a Treblinka. &lt;br /&gt;Gente di nazionalità, credo politico e religioso diversi furono accomunati in un destino crudele, bruciati nel forno crematorio o deportati per un viaggio quasi sempre senza ritorno.&lt;br /&gt;Dopo essere stata semidistrutta dai nazisti in fuga nella notte nell’ aprile 1945, fu poi occupata dalle truppe alleate e adibita a campo profughi,  infine lasciata in stato di abbandono. &lt;br /&gt;Fu ristrutturata solo nel 1975 su progetto dell’arch. Boico e divenne Museo Civico.&lt;br /&gt;Visitare la Risiera oggi significa fare un viaggio a ritroso negli orrori della storia. Un viaggio nella memoria in quella che si può definire una “basilica laica” a cielo aperto: riflettendo su fino a quanto è stato capace di spingersi l’uomo. &lt;br /&gt;Il "monumento" deve essere soprattutto dentro di noi, nelle nostre menti e nei nostri cuori.&lt;br /&gt;Bruno Maran&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Museo dell’Internamento  &lt;br /&gt;                                                               &lt;br /&gt;Trieste, Risiera di San Sabba&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fotografo Bruno Maran&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 15 gennaio al 6 febbraio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorno della Memoria - 27 gennaio&lt;br /&gt; evento speciale con proiezione video  &lt;br /&gt;ore 11.30&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;da giovedì a domenica  ore 9.00 – 12.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viale dell’Internato Ignoto 24 - Padova&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info  049 8033041&lt;br /&gt;www.artcontroluce.it  -   www.museodellinternamento.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3304673585954098074?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3304673585954098074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3304673585954098074' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3304673585954098074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3304673585954098074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/01/luoghi-della-memoria-trieste-risiera-di.html' title='Luoghi della memoria : Trieste, Risiera di San Sabba'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3538159909609814559</id><published>2010-01-03T12:15:00.000-08:00</published><updated>2010-01-03T12:17:45.804-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guest'/><title type='text'>Slavko Labovic</title><content type='html'>Post di Francesca M.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/Sl2OiznhU4I/AAAAAAAAAsI/IrIGgLJJy8c/s1600-h/slavko+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/Sl2OiznhU4I/AAAAAAAAAsI/IrIGgLJJy8c/s400/slavko+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358595860263424898" border="0"&gt;&lt;/a&gt;  &lt;font face="trebuchet ms"&gt;Questo post l'avevo promesso a Lina, quando eravamo diventate amiche.&lt;br /&gt;Le avevo promesso che avrei fatto un post su questo attore serbo che vive però in Danimarca. Lina è fan di una sua foto fatta in piscina, io però non l'ho messa in questo post... ma se guardate il video di tutti gli uomini della balkan-crew....vedrete che Lina l'ha intrufolata li......LIINAAA!!!!&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt;&lt;br /&gt;Slavko Labovic è nato nel 1963 a Kolasin nel Montenegro da genitori serbi. Quando aveva 4 anni con sua mamma e i fratelli ha lasciato Kolasin per raggiungere il padre che viveva a Ballerup in Danimarca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1996 ha debuttato nel film "Pusher", una trilogia di film "gangster" che viene considerata come la risposta a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pulp_Fiction"&gt;Pulp Fiction&lt;/a&gt; dalla Danimarca. Questo non solo l'ha reso noto in tutta Danimarca, ma ha anche reso popolare un tipo di ruolo&lt;/font&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt; neil film: quello del serbo cattivo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZGIr83OjFX4/Sqvy_gxwjnI/AAAAAAAAAHo/QOC3uu74E8c/s1600-h/3579158027_dd513fb240%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 226px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZGIr83OjFX4/Sqvy_gxwjnI/AAAAAAAAAHo/QOC3uu74E8c/s400/3579158027_dd513fb240%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380661352768507506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel 2001 ha avuto una parte nel mio film preferito (lo so, vi rompo sempre le scatole con&lt;/font&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt; questo film!) "Apsolutnih 100", dove di nuovo è un teppsita, ma veramente cattivo e maleducato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/SqQjgQqmriI/AAAAAAAAA04/ykHsKtB_uiQ/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 104px; height: 73px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/SqQjgQqmriI/AAAAAAAAA04/ykHsKtB_uiQ/s400/images.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378462892123663906" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt;Slavko ha tre figli e vive ancora a Ballerup vicino ai suoi genitori. Nel tempo libero agisce come presidente della chiesa serbo ortodossa danese e d è pure presidente dell'associazione dei serbi in Danimarca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana"&gt;Si occupa molto della diaspora serba in Danimarca, infatti dopo la proclamazione d'indipendenza del Kosovo nel febbraio del 2008,  lui ha organizzato una dimostrazione  di protesta  davanti  all'Ambasciata americana di Copenhagen. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt;&lt;/font&gt; &lt;a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/Sl2OjcvDE1I/AAAAAAAAAsY/UvIsExHmYMo/s1600-h/Slavko+3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 206px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/Sl2OjcvDE1I/AAAAAAAAAsY/UvIsExHmYMo/s400/Slavko+3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358595871300850514" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt; Nel 2001&lt;/font&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt;, in un intervista su Glas Javnosti, Slavko dimostrò il suo sostegno per Radovan Karadzic e decise di lanciare una campagna per proteggerlo, dicendo: "Radovan non ha paura di nessuno, perchè sa che ci sono veri patrioti che sono pronti a proteggerlo fino alla morte"&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://arhiva.glas-javnosti.rs/arhiva/2001/09/10/srpski/R01090905.shtml"&gt;qui&lt;/a&gt; l'articolo in serbo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB: Karadzic è originario di Petnjica, un villaggio nel nord del Montenegro che è nella zona dove si trova Kolasin il villaggio di Slavko. &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=tnEtrLLteik"&gt;Qui&lt;/a&gt; un filmato di Slavko che gira per il Montenegro (in danese) dove spiega un po' la sua motivazione per ciò....adesso cercherò qualcuno che parla danese per farmelo tradurre.....&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="trebuchet ms"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/Sl2OjPkv7UI/AAAAAAAAAsQ/gmKzpsiEHqo/s1600-h/slavko+2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/Sl2OjPkv7UI/AAAAAAAAAsQ/gmKzpsiEHqo/s400/slavko+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358595867767991618" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=CW2rlEgzxlQ"&gt;Tutti&lt;/a&gt; gli uomini della balkan-crew !&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=tnEtrLLteik"&gt;Vojvoda Mileta Pavićević&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=AK2jQr1YUF0"&gt;Pusher III&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sajkaca.blogspot.com/"&gt;Sajkaca&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3538159909609814559?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3538159909609814559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3538159909609814559' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3538159909609814559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3538159909609814559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2010/01/slavko-labovic.html' title='Slavko Labovic'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_SWzHrnTcqcU/Sl2OiznhU4I/AAAAAAAAAsI/IrIGgLJJy8c/s72-c/slavko+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-4698036155188261461</id><published>2009-12-23T11:10:00.000-08:00</published><updated>2009-12-23T11:12:06.427-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>APPELLO PER LA PROTEZIONE  DELLE MINORANZE  SERBE E DEI MONASTERI ORTODOSSI NEL  KOSOVO</title><content type='html'>L’annunciata drastica riduzione del contingente Kfor (compresa la prevista diminuzione del contingente italiano da duemila unità a cinquecento), attuata in risposta alle richieste Usa di un maggiore impegno nella guerra in Afghanistan, rischia di alimentare ulteriormente il dramma che da oltre un decennio vivono le popolazioni di Kosovo e Metohija, che in questo modo si vedrebbero abbandonate al proprio destino.&lt;br /&gt;Preoccupati della sorte dei villaggi serbi che da più di dieci anni vivono sotto protezione, isolati, ghettizzati, minacciati dalle frange estremiste e violente del terrorismo ex Uck oggi al potere… preoccupati per la sorte dei monasteri ortodossi, patrimonio culturale dell’umanità intera, la cui distruzione è stata tentata e realizzata con la perdita definitiva di circa 150 monasteri della regione… con la reale possibilità che un popolo intero, che da secoli abita il Kosovo e Metohija scompaia definitivamente dalla propria terra, ci appelliamo:&lt;br /&gt;a personalità della politica, della cultura, dell’arte e a tutte quelle associazioni del pacifismo militante, che da anni si sono impegnate per ristabilire la verità storica di quanto accaduto nella ex Jugoslavia e in Kosovo e Metohija, in totale contrasto con quanti hanno di fatto cooperato al distacco definitivo del Kosovo dalla Serbia e della comunità serba dal Kosovo, affinché:&lt;br /&gt;- di fronte alla situazione venutasi a creare in questi anni nel Kosovo e Metohija, di fatto controllato e governato da clan malavitosi retti da ex criminali di guerra che hanno impedito lo sviluppo di ogni possibilità di dialogo fra le parti in causa, l’Italia faccia un passo indietro e si pronunci contro la proclamazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, in questi giorni in discussione presso la Corte di Giustizia internazionale; &lt;br /&gt;- si denunci con forza che in questo momento storico, senza che si siano realizzate le condizioni minime e sufficienti a preparare il terreno per un ritiro totale delle truppe, la drastica diminuzione del contingente italiano in Kosovo e Metohija, posto a garanzia della minoranza serba e dei monasteri Ortodossi, abbandonerà a se stesse tutte le realtà “resistenti” nella regione, fatte di villaggi abitati da serbi e poche altre etnie (compresi quegli albanesi non collusi con mafia e terrorismo), da monasteri e cimiteri ortodossi, patrimonio culturale e artistico dell’umanità;&lt;br /&gt;- si lavori affinché tutte le parti in gioco nel Kosovo, comprese le confessioni religiose, tornino a recitare il proprio fondamentale ruolo nel rispetto dei diritti di tutti;&lt;br /&gt;- si arrivi alla istituzione di una commissione internazionale che verifichi la situazione delle proprietà abbandonate dalla popolazione serba in fuga, per poi procedere alla restituzione del patrimonio ai profughi, perché questi possano rientrarne in possesso, smascherando chi se ne è illegalmente impossessato.&lt;br /&gt;Tutto questo perché si possa restituire il territorio del Kosovo e Metohija a tutti coloro che, da sempre, in quel territorio hanno convissuto.&lt;br /&gt;A nostro avviso, il ruolo dell’Italia potrà tornare determinante, come lo fu per la sciagurata scelta dell’intervento armato. E, per una volta, potremo essere d’accordo. &lt;br /&gt;Alessandro Di Meo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-4698036155188261461?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/4698036155188261461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=4698036155188261461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4698036155188261461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4698036155188261461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/12/appello-per-la-protezione-delle.html' title='APPELLO PER LA PROTEZIONE  DELLE MINORANZE  SERBE E DEI MONASTERI ORTODOSSI NEL  KOSOVO'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3248570997127261844</id><published>2009-12-16T11:49:00.000-08:00</published><updated>2009-12-16T12:41:36.386-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><title type='text'>La Fiat a Grakujevac</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SylF5rNi_GI/AAAAAAAAAB8/QGVBSDbtLyI/s1600-h/12+16+2009+Fiat_Pagina_1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SylF5rNi_GI/AAAAAAAAAB8/QGVBSDbtLyI/s400/12+16+2009+Fiat_Pagina_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415936884044135522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SylFvU6pzqI/AAAAAAAAAB0/hI8ZCTGBTRs/s1600-h/12+16+2009+Fiat_Pagina_2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SylFvU6pzqI/AAAAAAAAAB0/hI8ZCTGBTRs/s400/12+16+2009+Fiat_Pagina_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415936706260618914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SylFkPyQgOI/AAAAAAAAABs/0IZNwrYW-2A/s1600-h/12+16+2009+Fiat_Pagina_3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SylFkPyQgOI/AAAAAAAAABs/0IZNwrYW-2A/s400/12+16+2009+Fiat_Pagina_3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415936515904667874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3248570997127261844?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3248570997127261844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3248570997127261844' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3248570997127261844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3248570997127261844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/12/la-fiat-grakujevac.html' title='La Fiat a Grakujevac'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SylF5rNi_GI/AAAAAAAAAB8/QGVBSDbtLyI/s72-c/12+16+2009+Fiat_Pagina_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7811214398255496716</id><published>2009-12-10T00:04:00.000-08:00</published><updated>2009-12-10T00:07:19.271-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Viaggio di solidarietà nel " Kosovo liberato” -  Novembre 2009</title><content type='html'>Dopo molto tempo, avendo finalmente riavuto l'assegnazione della scorta militare il 23 ed il 24 novembre, sono potuto tornare nel Kosovo Meohija per continuare i Progetti di solidarietà, che la nostra Associazione "SOS Yugoslavia - SOS Kosovo Metohija" ha nella provincia serba da molti anni, provincia autoproclamatasi indipendente dallo scorso anno, sotto la protezione della NATO.&lt;br /&gt;Nello specifico il viaggio doveva proseguire e rafforzare il Progetto con l'Associazione "Sclerosi Multipla del Kosovo", il Progetto "Decani Enclavi Metohija" ed un incontro all'enclave di Gorazdevac per riprendere una possibilità di solidarietà del Progetto "Gorazdevac"; oltre ad una visita ad una famiglia del Progetto "Figli dei rapiti".&lt;br /&gt;Non tutto è andato come si era programmato e ne illustro i motivi, che sono strettamente legati alla situazione sul campo, di una realtà tra l'assurdo e l'incredibile, ma nella sostanza terribile per la minoranza serba che là vive e resiste, giorno per giorno, ma non si sa ancora per quanto.&lt;br /&gt;Il viaggio era organizzato insieme all'Associazione Sclerosi Multipla del Kosmet, la delegazione era formata da Ilija Spiric, Presidente della stessa e nostro referente, da Jasmina, Presidente dell'Associazione per la Sumadia, da Rajka nostra referente dei Progetti in Serbia, oltre ad altri membri dell'Associazione di SM e KG, a cui si è aggiunto Alessandro di Roma.&lt;br /&gt;Quanto successo è significativo della situazione e della vita dei serbi nel "nuovo Kosovo democratico".&lt;br /&gt;La possibilità della scorta ( che, per informazione, è decisa e stabilita dalle Forze Internazionali  KFOR/EULEX), ci era stata data per i giorni 23 e 24 novembre, con orari e percorsi fissi e prestabiliti, come sempre forniti in anticipo e per iscritto. La novità delle ultime settimane è che le scorte sono ora affidate alla KPS ( Kosovo Police Service, Forze Polizia del Kosovo), cioè a poliziotti albanesi kosovari, TUTTI ex guerriglieri dell'UCK, cioè come se ad un rapinatore fosse affidata la sicurezza di una banca e della gente all'interno. Questa nuova situazione è legata ai motivi di sganciamento dei vari paesi dell'UE dalla "missione Kosovo", a causa dei pesanti ed ormai decennali costi ed all'evidenza del suo sostanziale fallimento, seppur non ammissibile ufficialmente. Per poter perseguire questo, viene detto e sbandierato che ormai la situazione è normalizzata, gli "standard" democratici raggiunti e la coesistenza etnica, sia pure con qualche problema (!) è raggiunta.&lt;br /&gt;In questo modo soprattutto Francia, Germania, Inghilterra, Italia, stanno man mano smobilitando e lasciando il campo totale agli uomini dell'ex UCK, come braccio armato e politico degli USA, che al contrario non ha nessuna intenzione di smobilitare, non per niente Camp Bondsteel, la base USA più grande dai tempi del Vietnam è stata concepita per 99 anni!&lt;br /&gt;La mattina del 23/11 arriviamo a Mitrovica nord, dove inizia la protezione delle scorte e formiamo con gli amici di lì, la delegazione per il viaggio; neanche scesi dal furgone ci viene comunicato dalla scorta del KPS che abbiamo 5 minuti per fare benzina e ripartire, altrimenti loro se ne vanno.&lt;br /&gt;Questo è un inizio che si replicherà per tutta la giornata; salta così l'incontro con i soci dell'ASM-KM e la consegna del sostegno economico per il Progetto Sclerosi Multipla Kosovo, che avevo con me, che decidiamo di rimandare al giorno dopo.&lt;br /&gt;Da quel momento comincia per la nostra delegazione un itinerario non certo turistico per le strade del Kosovo Metohija, per fare 60 Km ci abbiamo messo 6 ore! Con continue discussioni, fermate lungo le strade, inversioni di marcia, richiami, cambi delle scorte, tensioni, velate minacce  e sbeffeggiamenti (…"lasciamoli qui e chi se ne frega…", " decidiamo noi se ci sono o no problemi…", " …cosa avete da ridere, volete che vi facciamo ridere veramente..", e così via i toni). Il tutto con intorno un ambiente ostile e pericoloso se si fosse verificata una  qualche situazione particolare.&lt;br /&gt;Alle 17 arriviamo al Patriarcato di Pec, controllato dai militari italiani con check point ed autoblindo. Alle 18 arriviamo al Monastero di Decani ( anch'esso protetto da militari italiani: check point, barriere protettive, autoblindo, ecc.), dove avremmo dovuto discutere del Progetto " Decani Enclavi Metohija" con il nostro referente Padre Petar, in realtà appena arrivati ci danno 7 minuti e poi intendono andarsene, Vojkan dell'Associazione di Mitrovica cerca una mediazione ma i poliziotti non accettano discussioni; mi si chiede di far intervenire i Padri ortodossi o qualche ufficiale italiano. Corro a cercare i Padri con cui da anni abbiamo forti e fraterni legami nell'impegno per le genti abbandonate del Kosmet, i militari italiani con cortesia mi dicono che non possono far nulla…in 7 minuti, e soprattutto non hanno possibilità di darci una loro scorta e ancor più di notte, nel nuovo Kosovo per i non albanesi, non è consigliabile aggirarsi. Grazie alla mediazione dei Padri ed un lavoro prezioso "diplomatico" di Vojkan con i poliziotti albanesi, otteniamo 50 minuti e poi se andranno. Questo ci fa saltare tutti i programmi, infatti avremmo dovuto restare con la scorta fino al 24 sera, invece dobbiamo tagliare gli impegni che erano in programma e dopo avere frettolosamente consegnato il sostegno economico per la famiglia Milatovic all'interno del Progetto Figli dei rapiti ( una madre con una figlia di 12 anni, due anziani genitori, il padre rapito ed assassinato nel 1999), che vivono in una stalla, senza acqua e possibilità di uscire, isolati in una zona abitata solo da albanesi, dobbiamo ripartire.&lt;br /&gt;Avremmo dovuto andare a visitarli il giorno dopo e documentare la loro situazione, ma sarà Padre Petar, che li visita periodicamente e che è nostro referente del Progetto, a consegnarlo.&lt;br /&gt;Alle 19 ripartiamo dopo una sosta all'interno del Monastero, un oasi di pace, spiritualità e profondità di emozioni, unici.&lt;br /&gt;Rinunciamo con amarezza e rabbia al programma del 24/11, siamo nelle loro mani e…non sono mani amiche o fraterne…Arrivati alle 20 a cinque Km da Mitrovica nord, la scorta si ferma nella parte albanese e ci dice che loro hanno finito il servizio e che dobbiamo proseguire da soli, alle nostre rimostranze ridono e ci dicono di stare tranquilli che tutto andrà bene e se ne vanno. Quei 5 Km nel buio di Mitrovica sud, non sono stati del tutto rilassanti e sereni.&lt;br /&gt;Il 24/11 nella stanza di un caseggiato dismesso, dove ha sede l'ASM-KM, senza acqua nè riscaldamento, c'è stata la consegna dei 5.000 euro ed il dono di una stampante; poi una visita al Monastero di Sokolica ( anche questo bellissimo), che ha una storia particolare. Infatti è situato in una zona di montagna sopra Mitrovica, abitata interamente da albanesi, ma è uno dei pochissimi luoghi ortodossi non attaccato o distrutto dal terrorismo UCK. Il motivo è che da centinaia di anni le donne albanesi della zona e non solo, si recano lì a chiedere la grazia per la fertilità ad una statua di una Madonna che si trova nel Monastero; l'unica statua che c'è in un luogo di culto ortodosso di tutti i Balcani, in quanto la religione ortodossa non contempla la presenza di statue nei luoghi di preghiera.&lt;br /&gt;Mi rendo conto  in queste poche righe ed attraverso una sintetica cronaca di quarantott’ore, quanto sia difficile far comprendere la realtà di fatto di questo stato fantoccio, creatura ad uso di esclusivi interessi geostrategici degli USA.&lt;br /&gt;Ma soprattutto è difficile dare l'idea di quale è la realtà della vita quotidiana della minoranza serbo kosovara, rimasta a cercare di sopravvivere, resistere e difendere la propria terra, le proprie case, la propria vita, i propri luoghi sacri, non solo espressione religiosa, ma anche storica, culturale ed identitaria di un popolo intero, non solo credente. Ed in ultima istanza il proprio diritto ad "esistere" in quanto popolo, in un Europa ed un occidente che blaterano, sproloquiano, filosofeggiano e vanno per il mondo a fare guerre "umanitarie", guerre "intelligenti", guerre "terapeutiche"; che "esportano" democrazie, progresso, presunte civiltà superiori; dalla Jugoslavia all'Iraq, dalla Somalia al Sudan, dalla Palestina all'Afghanistan.&lt;br /&gt;Ma che soprattutto lasciano un infinita scia di sangue dei popoli, di morte, violenze, dolore, devastazioni umane e sociali; e seminano odio, rancori, sentimenti di ira reconditi.&lt;br /&gt;Come nel caso di questo "Kosovo liberato" dove, con la presenza, la supervisione, il controllo, in questi 10 anni, di decine di migliaia di militari di 32 paesi, in una sempre più decadente, prona e corrotta Europa, una minoranza di un popolo, quello serbo kosovaro, vive una quotidianità di apartheid, senza i più elementari diritti umani sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite ( di cui il popolo serbo, come popolo costituente della Jugoslavia, fu paese fondatore…tanto per ricordare agli smemorati).&lt;br /&gt;Oggi nel 2009, qualsiasi persona onesta, indipendente, non asservita a qualche interesse politico, economico o personale, deve sapere che vi è un popolo, quello serbo kosovaro  (…le altre sono tutte già scappate), che, in uno stato creato, finanziato, sostenuto dalle potenze occidentali, sta vivendo da dieci anni un agonia quotidiana. Umiliato, offeso, vessato, violentato in tutti i suoi aspetti: umani, politici, economici, sociali, culturali, religiosi e morali.&lt;br /&gt;Ma questo, se non si vede, è sempre più difficile spiegarlo qui.&lt;br /&gt;Eppure è ancora lì: piegato ma non ancora vinto, senza ormai più voce…e forse senza futuro, ma dignitoso e con animo e sguardi ancora fieri.&lt;br /&gt;E noi, come SOS Kosovo Metohija, con i nostri modesti e piccoli Progetti di solidarietà, tenacemente e caparbiamente, gli siamo ancora al fianco da molti anni ormai; nutrendo così, grazie ad essi, le nostre coscienze e le nostre dignità di uomini e donne, che hanno scelto di non essere assoggettati alle politiche imperialiste e di profitti, costruite sull’oppressione e sullo sfruttamento dei popoli.&lt;br /&gt;Con un angoscia sempre più dolorosa e intensa, che ulula fortemente nell’anima e nella coscienza, ogni volta che si viene via e si lascia dietro di sé questo scenario reale di tristezza e desolazione, si ha la consapevolezza di un debito e di un profondo rispetto che si ha e si deve avere per questi…” dannati del Kosovo”, rimossi, dimenticati, silenziati ma che resistono nonostante tutto e tutti, e ci danno una lezione di dignità, coraggio, di radici e di identità forgiate nella propria storia di popolo…ed anche di speranza e lotta per un futuro diverso e migliore…lungi da venire ma necessario per i popoli e gli uomini onesti ed operosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“…ora viviamo come in gabbia, prigionieri, ma gli stranieri dicono che siamo liberi…”  ( Jovan R., 10 anni, bambino dell’enclave di Orahovac, Kosovo Metohija)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 Dicembre ,&lt;br /&gt;mentre terminavo questa relazione del viaggio, mi veniva comunicata dall’Ambasciatrice della Serbia in Italia, Signora Sanda Ivic Raskovic, la notizia ufficiosa ma che sarà ufficiale a giorni, del ritiro nei prossimi mesi del contingente italiano della KFOR dal Kosovo per spostarlo sul fronte dell’Afghanistan, lasciando qualche decina di militari con compiti speciali. Dato che gli ultimi Monasteri ortodossi della provincia sono presidiati dai militari italiani, e, come ho avuto più volte modo di riportare in questi anni, con un rigore e rispetto del compito affidatogli altamente riconosciuti da tutti, questa notizia, che è una conseguenza della richiesta USA di aumentare lo sforzo bellico e militare in Afghanistan, se si attuerà questa scelta, per le ultime enclavi serbe ( comprensive dei Monasteri rimasti, tra cui Decani e Pec, di cui scrivevo sopra ) si preannuncia una prospettiva tragica e drammatica, quella cioè di restare alla mercè della leadership albanese kosovara, che è la stessa che ha guidato e diretto la pulizia etnica del Kosmet, dal 1999 ad oggi. &lt;br /&gt;Con le campagne di rapimenti ed assassinii ( 1300 rapiti e scomparsi,  ed oltre 3000 assassinati…dall’UCK), con i 148 monasteri e luoghi sacri distrutti e attaccati, le decine di migliaia di case serbe, rom e delle altre minoranze incendiate e distrutte, questa leadership  è stata  pianificatrice e responsabile della situazione in cui versano le minoranze non albanesi ( compresi molte migliaia di famiglie albanesi kosovare, profughe in Serbia perché considerate lealiste e jugoslaviste), confinate nelle enclavi.&lt;br /&gt;Penso che la descrizione fatta nella relazione sopra è la fotografia di quale potrà essere il destino inesorabile a cui andrà incontro quella parte di popolo serbo kosovaro che, nelle condizioni quasi subumane di apartheid e oppressione, ancora resiste a sud del fiume Ibar. &lt;br /&gt;Chi conosce la situazione sul campo direttamente, a qualsiasi livello, non può che prevedere ed immaginare un nuovo esodo, pena il rischio della vita, nel caso di restare soli; nelle telefonate di questi giorni, in cui mi è stato richiesto di fare un lavoro di pressione ai livelli più alti, politici istituzionali e culturali del nostro paese, anche le personalità contattate hanno confermato il timore concreto che questa prospettiva potrà riaprire scenari di nuove violenze, se non proprio materiale ( sarebbe stupido da parte loro) ma di sicuro psicologiche, fatte di minacce velate e pressioni dirette ed anonime, per terrorizzare ulteriormente i civili e indurli a scegliere la via dell’esodo finale. In una situazione di questo tipo, la stessa esistenza di questi patrimoni culturali dell’umanità che sono i Monasteri ortodossi, si troverebbe esposta a rischi di distruzione; tanto per dare un idea della situazione, il sindaco della cittadina di Decani ( dove oltre al Monastero non vive neanche più un solo serbo) ed il capo della Polizia del KPS sono due ex comandanti guerriglieri secessionisti, che ripetutamente in pubbliche occasioni hanno ribadito l’impegno ad cancellare  la presenza dei luoghi sacri ortodossi come compimento della cosiddetta “liberazione” finale del Kosovo.&lt;br /&gt;Dopo la “pulizia etnica” della gente, l’obiettivo sarà quello dell’epurazione della memoria storica. Cancellare le simbologie concernenti il passato. Via ciò che testimonia, soprattutto quello che è più profondo: chiese, monasteri, luoghi sacri, il resto è stato già distrutto, compresi i cimiteri non albanesi ed i monumenti jugoslavi. Fare piazza pulita per violentarne l’identità come popolo e togliere ogni pretesto di ritorno per i serbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che tornino di estrema attualità le parole del sindaco di Venezia e professore universitario M. Cacciari, dette a marzo 2003:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Ma se i militari italiani si ritirano dai presidi, il rischio è elevatissimo:&lt;br /&gt;M.C.: Sarebbe come se facessero saltare in aria San Marco a Venezia. E' una follia, bisogna tenere lì i militari, bisogna assolutamente impedire che un'eventualità del genere accada…&lt;br /&gt;…Allora io dico: se nell'ambito delle operazioni che l'Italia deve fare, non tutela un patrimonio di questo genere che non ha confronti al mondo, si fa corresponsabile della distruzione. Siamo da fucilare. Non ho altre parole: siamo da fucilare. Saremmo noi i liberatori, quelli che sono andati a portare la pace, che hanno scelto la civiltà contro la barbarie? Sono cose dell'altro mondo…&lt;br /&gt;…Finché non siamo assolutamente certi che nessuno può mettere in pericolo queste chiese, non bisogna assolutamente sguarnire i presidi militari. Questo patrimonio artistico è unico, non esistono altri esempi. E' come San Marco, ripeto: chiese uguali in Europa non ce ne sono, non perché San Marco sia la più bella, ma perché quel linguaggio artistico non esiste altrove. Purtroppo nessuno ne parla…”.   Da: “La Nuova di Venezia e Mestre“, “La Tribuna di Treviso”, 4 marzo, 2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è comunque intricato: negli accordi di ritiro dell’esercito e della polizia serbi, interni alla Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, sia l’UNMIK che la KFOR ( anche se in realtà come tutti sanno, era la NATO a guidare l’operazione “Kosovo liberato”) avevano sottoscritto l’impegno alla preservazione dei siti storici e religiosi della provincia e,  a non lasciare questi punti  finché non fossero state ristabilite le condizioni per una vita normale e sicura per tutti i cittadini del Kosovo, senza discriminazioni di nazionalità, etnia o di religione. Questa solfa viene ripetuta da oltre 10 anni, ma purtroppo finora è rimasta solo una promessa o, al peggio, una filastrocca. A giudicare dalle sofferenze e violenze a cui è stata esposta la minoranza serba, anche in presenza della Kfor e dell'Umnik, meglio non pensare a cosa succederebbe se andassero via, prima che sia stata raggiunta una soluzione che configuri un Kosovo multietnico e democratico realmente, che era l’obiettivo, RICORDIAMOLO, della cosiddetta guerra “umanitaria” o meglio dell’aggressione del 1999! Ma così era il Kosovo prima del giugno ’99!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com’è oggi, dopo 10 anni di occupazione NATO, il “nuovo Kosovo” libero e democratico ? &lt;br /&gt;A cosa e a chi è servita questa guerra “umanitaria” ?!&lt;br /&gt;Coscienti che, per chi conosce la realtà del Kosovo Metohija e del popolo serbo, la difesa di quei luoghi sacri è una battaglia che va la di là dell’aspetto religioso: è una battaglia di giustizia e di diritti sanciti ovunque, tranne che in questo protettorato creatura della NATO.                                                                                         Significa difendere il diritto storico, in questo caso del popolo serbo kosovaro, di vivere, esistere, abitare dove, da centinaia di anni è stato, come dato e fatto storico. Significa denunciare il carattere arrogante, violento, prevaricante di questa entità fantoccio, creata ed edificata, tramite bombardieri che per 78 giorni, da diecimila metri, hanno sganciato decine di migliaia di bombe (comprese quelle all’uranio “impoverito”), devastando e distruggendo un paese per sottometterlo e strappargli, ad uso criminale, questo pezzo di terra.&lt;br /&gt;Significa ancora una volta, per l’ennesima volta stare dalla parte dei popoli e della gente comune, prevaricata e sopraffatta dai potenti della terra, costi quel che costi.&lt;br /&gt;Significa stare dalla parte della verità e della giustizia, che giorno dopo giorno, come  semi indistruttibili, faticosamente, stoicamente, emergono dall’oscurità e dalle catacombe, in cui sono  relegate dai “disinformatori strategici” e dai “servi stupidi”.&lt;br /&gt;Significa stare dalle parte di chi non ha più voce o televisioni, ma ha la ragione della dignità della propria storia.&lt;br /&gt;La nostra piccola Associazione in tutti questi anni ha fatto la sua modesta parte, si è schierata ed ha operato una Solidarietà che definimmo “concreta e consapevole”, senza timori e spesso in amara solitudine, insieme a poche altre realtà.&lt;br /&gt;Ed è con profonda dignità e serietà legate agli eventi, che ribadiamo la nostra scelta di campo ed il nostro impegno, caparbiamente, a testa alta dalla parte dei…”dannati del Kosovo Metohija”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Vigna, Presidente di SOS Kosovo Metohija- SOS Yugoslavia.  3 Dicembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7811214398255496716?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7811214398255496716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7811214398255496716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7811214398255496716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7811214398255496716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/12/viaggio-di-solidarieta-nel-kosovo.html' title='Viaggio di solidarietà nel &quot; Kosovo liberato” -  Novembre 2009'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6154240708431976903</id><published>2009-11-28T05:15:00.000-08:00</published><updated>2009-11-28T05:22:31.043-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Dal blog di Alessandro Di Meo</title><content type='html'>Mancava questo tassello nella nostra presenza nella Serbia del dopoguerra.&lt;br /&gt;Mancava, per provare a ristabilire verità storiche, attualità inconfutabili, certezza di dubbi.&lt;br /&gt;Mancava, perché bisogna conoscere anche le altrui solidarietà, con un popolo che è stato vittima di ingiustizia. E lo è tuttora.&lt;br /&gt;Così, dopo aver conosciuto e collaborato con Gilberto Vlaić e la sua associazione “Non bombe ma solo caramelle”, andiamo a conoscere una fra le voci più &lt;br /&gt;prearate della contro informazione sul tema ex Jugoslavia… Enrico Vigna, di “SoS Yugoslavia”.&lt;br /&gt;Da Kragujevac, dove arriviamo in una serata che sembra annunciare proleče, primavera, e non žima, inverno, partiamo la mattina presto del 24 novembre alla volta di Kosovska Mitrovica.&lt;br /&gt;Siamo in sette nel pulmino. Ci sono Rajka Veljović, storica interprete coordinatrice dell ufficio internazionale adozioni e rappresentante per anni, anche in Italia, del sindacato della “Zastava” di Kragujevac, la “Fiat dei Balcani”, testimone militante delle sue disgrazie, ultima in ordine cronologico “l’avvento” della Fiat di Marchionne (vedere i preziosi resoconti di Gilberto Vlaić )… c’è Jasmina Brajković, dell’associazione Malati di Sclerosi Multipla di Kragujevac… e ci sono Milija, Darko, figlio di Jasmina che guida il pulmino e Boris, figlio di Rajka. E poi ci siamo noi, Enrico Vigna, di “SoS Yugoslavia”, che porta a conclusione due iniziative a sostegno dell’associazione Malati di Sclerosi Multipla di Mitrovica e a sostegno di figli di scomparsi, attraverso i padri di Dečani, in Kosovo (SoS Kosovo). E ci sono io, Alessandro Di Meo, di “Un Ponte per…”, da dieci anni impegnato in iniziative di solidarietà con i profughi del Kosovo, quelli fuggiti “dalla parte sbagliata”, come dicevamo in un volantino del 1999, la parte dove non c’erano televisioni ad aspettare… che mi sono aggregato per capire come si muovono anche altre realtà nel Kosovo. Il Kosovo, però, dei serbi ghettizzati, criminalizzati, vilipesi, insultati, defraudati della loro terra, della loro memoria e delle proprie radici.&lt;br /&gt;A Mitrovica salgono con noi anche Žarko, Ilija e Voikan, della locale associazione Malati di Sclerosi Multipla. Continuiamo in dieci, quindi, scortati da una pattuglia della polizia kosovara, alla volta del Kosovo. Passiamo il ponte sull’Ibar, non quello divenuto tristemente famoso,bensì un altro, parallelo, poche centinaia di metri distante.&lt;br /&gt;Visiteremo il patriarcato di Peć dove, fra non molto, verrà insediato il nuovo patriarca che sostituirà il defunto Pavle. Non incontriamo madama Dobrila, che conosco, molto impegnata con i numerosi gruppi di visitatori. La ascolterò da lontano, descrivere le tre chiese che formano il patriarcato.&lt;br /&gt;Fra molti imprevisti e problemi creati dalle pattuglie di scorta della polizia kosovara che si alterneranno (sono poliziotti albanesi, non so quanto felici di farci da scorta) che faranno perdere anche del tempo, arriviamo a Dečani che è già sera. Per le strade di Peć, imbottigliati nel traffico, la pattuglia aziona la sirena per passare prima attirando, in tal modo, la curiosità della gente che subito, in strada o da auto di passaggio, individuando targa serba, inizia l’opera di scherno e minacce, fatta di gestacci e urla.&lt;br /&gt;Comunque, arriviamo a destinazione, non senza aver prima sventato il subdolo tentativo della pattuglia di riportarci indietro, verso Mitrovica, lamentando una mancanza di comunicazione in proposito, prontamente vanificata dalla consegna della corretta documentazione presentata in tempo utile alle “autorità” kosovare...&lt;br /&gt;C’è molta gente, al monastero di Dečani, i tavoli per gli ospiti sono imbanditi, domani, 24 novembre, sarà la festa di Sveti Stefan Dečanski, re fondatore del monastero, venerato come santo. In pratica, la loro slava. Per questo non riusciremo a dormire al monastero. Circa duecento persone provenienti dalla Serbia, ma non solo, lo hanno preso letteralmente d’assalto, e la cosa fa veramente effetto. Assisteremo, comunque, alla funzione delle sei, ipnotica e magica nell’atmosfera serale, scoprendo che anche alcuni nostri militari impegnati a guardia del monastero sono da non molto divenuti ortodossi. Da una parte li capisco. Venuti in missione per continuare il “lavoro” iniziato dalla Nato e dalle sue bombe, si ritrovano nel mezzo di contraddizioni così evidenti da non poter evitare coinvolgimenti emotivi nei confronti di coloro che furono descritti come nemici. E per qualcuno, il coinvolgimento si è manifestato in questo modo. Effettivamente, qualcosa nell’aria c’è di affascinante, di ammaliante, di avvolgente.&lt;br /&gt;Anche io accendo candele nel candeliere, parte bassa rigorosamente per i morti, parte alta per i vivi, dove intreccio fiammelle da mantenere accese. Ma i miei anticorpi, fondamentalmente atei, cercano strade per difendersi, anche se la sfida è alquanto impegnativa.&lt;br /&gt;Riuscirò a incontrare rapidamente padre Andrej, che parla bene italiano e che sarà in Italia dal 30 novembre ad accompagnare padre Teodosije, figura primaria della chiesa ortodossa in Kosovo, col quale mi accordo per un appuntamento. C’è determinazione a spostare il nostro intervento a favore dei serbi rimasti, e in questo il ruolo dei padri di Dečani è davvero centrale.&lt;br /&gt;A tarda sera, non senza aver gradito un piatto di zuppa calda di verdure, dell’aivar (peperoni cotti alla brace, macinati e messi sotto vuoto), del buon riso e del vino rosso, offertoci come rituale dei festeggiamenti, saremo costretti, nostro malgrado (la scorta ci attende fuori, puntuale), a fare ritorno a Mitrovica, dove dormiremo.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, 24 novembre, martedì, ci recheremo, sempre a Mitrovica, in una specie di mercatino fatto di piccoli negozi e qualche bancarella apparentemente improvvisata, fra le vie della parte nord che, però, è gestita da albanesi. I serbi ci vanno a fare “shopping”, perché si trovano cose a basso prezzo. Comprerò dei calzettoni, fatti a Prizren, mentre le donne del nostro gruppo, fatalmente, si perdono nei negozietti.&lt;br /&gt;In questa parte, delimitata da bandiere rosse con l’aquila bicefala e dalle immancabili bandiere a stelle e strisce… forse in onore del padre della patria kosovara albanese, Bill Clinton… serbi e albanesi sembrano convivere ancora oggi. E le auto che passano, con targhe albanesi del nuovo Kosovo, con targhe serbe del vecchio Kosovo, con targhe serbe della Serbia o con targhe senza targa, perché immatricolate chissà dove e chissà come… oppure senza targa semplicemente perché sono taxi e, attraversando di continuo i ponti sull’Ibar, non vogliono rischiare troppo… le auto che passano ce lo confermano.&lt;br /&gt;Verrebbe istintivo andare dall’altra parte, quella albanese, ma la cosa viene considerata rischiosa e da evitare. Strano, però, o forse no… che i serbi non possano andare dall’altra parte, attraversando ponti sull’Ibar, quando di qua, al contrario, gli albanesi ci vivono e fanno affari!&lt;br /&gt;Ma tanto è, e ce lo conferma quanto avvenuto pochi giorni fa, quando un gruppo di serbi, per fare visita al cimitero serbo ortodosso situato nella parte sud, ha avuto bisogno della scorta armata che non ha evitato, però, di lasciarli insultare a distanza durante la visita al cimitero, in gran parte distrutto dalla violenza razzista kosovara albanese. Strano anche, o forse no… vedere nella parte nord di Mitrovica, il cimitero musulmano intatto e libero di ricevere visite.&lt;br /&gt;Impossibilitati ad andare ancora a Dečani, dove una funzione religiosa straordinaria avrebbe celebrato il santo fondatore, andiamo in visita a un vicino monastero, quello di Sokolica, situato al di qua del ponte, quindi, per intenderci, nella parte serba oltre Mitrovica.&lt;br /&gt;Pochi chilometri percorsi in salita e ci ritroviamo accanto a un villaggio albanese, ben tenuto e ristrutturato che vede eretta, in una vecchia casa in pietra, una scuola frequentata dai ragazzini albanesi del villaggio. Pare fosse la casa natia di Isa Shala “Boletini”, eroe kosovaro albanese vissuto a cavallo fra fine 800 e inizio 900, precursore del Kosovo indipendente e nominato “eroe del Kosovo” da Ibrahim Rugova nel 2004.&lt;br /&gt;Dubbi, nei racconti di parte serba, sull’eroismo di Boletini, nativo di Mitrovica, ne fanno uomo esperto nella “risoluzione” delle controversie fra clan albanesi. Si dice ci si rivolgesse a lui quando si intendeva, dopo uno sgarbo subito, fare “giustizia”, uccidendo uno di un altro clan.&lt;br /&gt;Allora, trattasi di sicario, prezzolato assassino o di eroe fautore della Grande Albania &lt;br /&gt;e far confluire il Kosovo etnicamente ripulito dai serbi? Nemmeno ai posteri, ormai…&lt;br /&gt;Ma la cosa davvero stupefacente, o forse no… è che in questo piccolo monastero, tenuto da monache, una statua della Madonna col bambino (Sokolica è l’unico monastero ortodosso a esporre al suo interno una statua, anche se pare ve ne sia un altro dalle parti di Prizren, a Orahovac, sud del Kosovo, verso il confine fra Albania e Macedonia) viene adorata e venerata soprattutto dalle donne albanesi con problemi di sterilità, omaggiata di oggetti in argento e oro per ricevere grazia di gravidanza. Questo è uno dei motivi per cui fu risparmiata dalle violenze che hanno prodotto la distruzione di oltre 150 monasteri ortodossi, fra il giugno del 1999 e il 17 marzo del 2004.&lt;br /&gt;Dopo aver constatato di persona le qualità artistiche di queste monache, che stanno affrescando gli interni della chiesa, le loro capacità nel coltivare orto e giardino, arriva l’ora di tornare.&lt;br /&gt;Sulla strada incontriamo indicazioni per altri monasteri, Studenica e Gradac fra tutti. Sarà per un’altra volta. Ci fermia mo per un caffè sotto il fantastico castello di Maglić e ricordi tornano alla mente.&lt;br /&gt;Lascio la bella compagnia a Kraljevo, che è di strada, dove devo assolvere ad alcuni impegni, non richiesti ma moralmente (e affettivamente….) irrinunciabili.&lt;br /&gt;Il tempo è davvero poco, così visito solo alcune di quelle famiglie dove è istintivo, ormai, sentirsi a casa propria. Ricevo inviti per prossimi compleanni di ex fanciulle ormai diciottenni (Tanja Vuković, della quale assaggio deliziosi cornetti preparati nella scuola che frequenta), inviti da estendere ad amici, con scambi di promesse e accordi… fettuccine contro cancellazioni di lacrime da un quadro!&lt;br /&gt;Si incontrano volti aperti e preda del futuro, ma pure volti stanchi e preda di angosce.&lt;br /&gt;Figli con negli occhi speranze di crescita, università, lavoro e vita, padri e madri con sguardi rassegnati, sempre più incapaci e inadeguati ad affrontare realtà quotidiana, fatta di disillusioni, bocconi amari, umiliazioni, lavori dimezzati, malpagati, se e quando, pagati.&lt;br /&gt;Resta la solita alternanza di energia e stanchezza, gioia e tristezza, sorriso e lacrima.&lt;br /&gt;Unica certezza… il pullman dell’una e mezza di notte, dove proverò a dormire, da Kraljevo mi porterà a Belgrado, dove alle sei e quaranta mi attende l’aereo che mi riporterà a Roma e, quindi, al mio posto di lavoro. Poche ore dopo l’incanto di Dečani e Peć, le contraddizioni di Sokolica e Mitrovica, le atmosfere del castello di Maglić e… quelle di Kraljevo. Ma i giorni di ferie sono quasi finiti e non posso passarli tutti in Serbia. E questo è davvero un peccato.&lt;br /&gt;unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/11/sos-kosovo.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6154240708431976903?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6154240708431976903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6154240708431976903' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6154240708431976903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6154240708431976903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/11/dal-blog-di-alessandro-di-meo.html' title='Dal blog di Alessandro Di Meo'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3114391079584809881</id><published>2009-11-26T14:26:00.000-08:00</published><updated>2009-11-26T14:28:19.846-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Meetings'/><title type='text'>Veneto multietnico e multiculturale: immigrazione ed integrazione.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Sw8A8uEpLpI/AAAAAAAAABk/H2xQiZmEM-c/s1600/ad.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Sw8A8uEpLpI/AAAAAAAAABk/H2xQiZmEM-c/s400/ad.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408542720654913170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il giorno 27 e 30 novembre 2009 presso i Chiostri di Santa Corona a Vicenza e la Sala Oliva (detta degli Arazzi) dell’Accademia dei Concordi a Rovigo, Il Centro europeo per lo Sviluppo realizza due sessioni seminariali che avranno come temi d’approfondimento: la situazione e lo status degli immigrati in Veneto, lo scambio culturale, i fondi europei di finanziamento per le associazioni di immigrati, l’intensificazione del processo di integrazione e, a tal fine, il miglioramento della cooperazione tra enti senza scopi di lucro e le autorità locali. &lt;br /&gt;Rappresentanti diplomatici, delle diaspore e dei governi dei paesi d’origine, insieme alle organizzazioni di immigrati ed a diversi eurodeputati italiani nonché ai responsabili locali per i flussi migratori (sindaci di Vicenza e Rovigo) concorreranno a stimolare il dibattito pubblico sul tema, attraverso l’ intervento e l’esposizione delle diverse esperienze e punti di osservazione di ognuno di questi.&lt;br /&gt;Si provvederà ad analizzare insieme il ruolo che le risorse migratorie possono avere per facilitare il raggiungimento di obiettivi di integrazione di tipo moderno, secondo un approccio win-win, mutuato da ormai consolidate esperienze di cooperazione allo sviluppo a livello europeo. Il Centro europeo per lo Sviluppo opera, in virtù della consolidata esperienza maturata a Bruxelles come osservatore istituzionale dei lavori al Parlamento europeo, per la promozione e l’effettiva applicazione di nuovi strumenti integrativi quale strumento di difesa delle diverse identità socio-culturali europee e di sviluppo di un luogo di pacifico incontro e reciproco scambio tra le stesse. Anche in Italia, tali strumenti possono dimostrare di contribuire concretamente alla realizzazione di una società, radicata nel territorio e nelle sue radici, ugualmente aperta alla solidarietà e alla conoscenza dell’altro. È necessario però un cambiamento profondo della mentalità di chi opera in questi settori. Scriveva infatti il famoso economista John Maynard Keynes “La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'evadere dalle idee vecchie”. &lt;br /&gt;www.europeandevelopmentcentre.eu &lt;br /&gt;e-mail: office@europeandevelopmentcentre.eu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3114391079584809881?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3114391079584809881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3114391079584809881' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3114391079584809881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3114391079584809881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/11/veneto-multietnico-e-multiculturale.html' title='Veneto multietnico e multiculturale: immigrazione ed integrazione.'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Sw8A8uEpLpI/AAAAAAAAABk/H2xQiZmEM-c/s72-c/ad.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-4322108931717248300</id><published>2009-11-05T01:54:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T01:57:05.015-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Progetto – Decani Enclavi Metohija</title><content type='html'>S.O.S. KOSOVO METOHIJA  &lt;br /&gt;                      S.O.S. Yugoslavia – ONLUS  -  Via Reggio 14 10153  Torino, Italia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Progetto – Decani Enclavi Metohija&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Novembre 2009.&lt;br /&gt;All'interno delle attività di solidarietà della nostra Associazione, in particolare del Progetto SOS Kosovo Metohija, comunichiamo che abbiamo dato avvio ad un nuovo Progetto che riguarderà le enclavi e le famiglie isolate di Metohija.&lt;br /&gt;Questo nuovo impegno si è reso possibile facendo seguito alla richiesta giuntaci dai Padri ortodossi di Decani che da alcuni mesi hanno iniziato un lavoro di assistenza alle enclavi ed a famiglie isolate del Metohija. Questo consiste in una visita settimanale fissa alle enclavi ed a queste famiglie serbe isolate, per  ricevere le loro richieste di emergenza primaria e portare aiuti, sostegni e solidarietà morale.&lt;br /&gt;Il Progetto definito in un incontro specifico avvenuto con alcuni Padri a Torino, non potrà certo risolvere i problemi drammatici e sempre più difficili delle minoranze serbe e non albanesi di quell'area, rinchiuse ed isolate nelle enclavi, ma sarà un ulteriore piccolo sostegno al nostro impegno per la solidarietà, la verità e la giustizia in quella terra vessata e oppressa da violenza ed ingiustizia.&lt;br /&gt;L'accordo preso è di impegnarci ad una collaborazione definita su questi obiettivi iniziali :&lt;br /&gt;- Sostegno economico a figli di rapiti o scomparsi di quell'area&lt;br /&gt;- Sostegno materiale legato ad emergenze specifiche, da loro richieste (contributi economici particolari, medicine, aiuti alimentari)&lt;br /&gt;- Limitati progetti specifici per piccole enclavi, da loro richiesti come di primaria necessità&lt;br /&gt;- Acquisto di produzioni realizzate a Decani e dalle famiglie (dal vino alla cera, a produzioni della terra, a lavori artigianali in legno o lana fatti dalle donne, ed altro)&lt;br /&gt;- La divulgazione di materiale informativo circa la situazione della vita della gente e le loro richieste ed esigenze&lt;br /&gt;Il primo passo è stato una piccola donazione economica simbolica, che ha sancito  l'avvio della collaborazione stabilita.&lt;br /&gt;Il nostro referente in loco del Progetto è Padre Pietro che è colui che settimanalmente, sotto scorta internazionale, si reca presso le enclavi a portare e a raccogliere le richieste di aiuto e solidarietà, per l'Italia è Enrico Vigna.&lt;br /&gt;Con soddisfazione, ma anche consapevolezza delle difficoltà, invitiamo tutti i nostri soci, amici, sostenitori dell'impegno di solidarietà concreta e consapevole, che dura ormai da oltre dieci anni con il popolo serbo e le altre minoranze, angariate dalle violenze criminali e terroriste, nella ex Jugoslavia e nel Kosmet, a continuare a darci una mano e riaffermare così concretamente i valori della solidarietà, dell'amicizia e della pace tra i popoli. &lt;br /&gt;Questo, insieme alla battaglia per la verità e la giustizia, sono le basi fondanti del nostro impegno e lavoro. &lt;br /&gt;La nostra Associazione, che in questi dieci anni si è fondata e caratterizzata su basi laiche e apartitiche, indirizzando e sostenendo fino all'ultimo centesimo esclusivamente realtà formate dalla gente e dal popolo, quindi non istituzionali, ha scelto un impegno con i Padri di Decani, e ciò è un riconoscimento al fatto che questi Padri, che ogni giorno rischiano la vita per riaffermare il diritto a restare in quella terra insieme al proprio popolo, rappresentano un avamposto di giustizia e diritti dei popoli a vivere, esistere e lavorare nella propria terra e dei propri avi.&lt;br /&gt;Come testimonianza di questo, ricordiamo il DVD «Kosovo nove anni dopo» di R. Iacona per RAI TRE ed il reportage DVD: «Kosovo 2005, viaggio nell'apartheid» di R. Veljovic ed E. Vigna, disponibili a chi ne facesse richiesta, come documentazione.&lt;br /&gt;Su queste basi il cammino e l'impegno sono in comune e condivisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“… il sole non sa che i miei occhi sono felici come tutta la natura, ma il mio cuore è triste a causa di tutto ciò che accade intorno a me. Saltellerei anch’io allegramente e canticchierei per i tanti boschi e radure, ma non posso. Non posso per le persone, non posso per le mine e non posso per le tante cose che stanno in agguato ad ogni mio passo. Nelle mie vicinanze, non tanto lontano da me, solo una decina di metri, si sentono il rumore allegro dei bambini, i colpi del pallone, canzoni che si svolgono dietro allegre altalene, e io posso solo osservare tutto ciò e pensare: perché non posso anche io giocare, cantare e rallegrarmi della primavera con i miei coetanei? Che colpa abbiamo commesso, per cui da dieci anni aspettiamo la primavera con il cuore di ghiaccio?….”&lt;br /&gt;(Milica S., Kosmet - tratto dal libro “Dalla guerra all’assedio, lettere di bambini serbi del Kosovo Metohija, di E. Vigna )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Direttivo di SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija &lt;br /&gt;         &lt;br /&gt;Associazione di  Solidarietà - Onlus&lt;br /&gt;Via Reggio 14 - 10153 Torino  -  339 – 5982381   sosyugoslavia@libero.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-4322108931717248300?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/4322108931717248300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=4322108931717248300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4322108931717248300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4322108931717248300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/11/progetto-decani-enclavi-metohija.html' title='Progetto – Decani Enclavi Metohija'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-4953050227319876416</id><published>2009-11-01T12:08:00.001-08:00</published><updated>2009-11-01T12:15:05.300-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Il razzismo è una cosa orribile</title><content type='html'>Ogni volta che leggo una frase razzista o che leggo di un episodio razzista penso di aver visto il peggio.&lt;br /&gt;Sembra invece che non ci sia mai limite al peggio.&lt;br /&gt;Su un blog balkaniko è apparso questo commento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono d’accordo con S. su un punto: Che se ne partissero tutti quanti (non solo in 4000) cosi’ finalmente gli albanesi si scatenerebbero radendo al suolo cio’ che e’ rimasto dell’eredita’ culturale serba. E sgozzando quei quattro gatti serbi sopravvissuti alla pulizia etnica (quella vera, quella albanese contro i serbi). Visto che l’obiettivo non e’ stato ancora raggiunto tagliando elettricita’ ed acqua od ostacolando perfino la distribuzione di medicinali nelle enclaves alla popolazione cristiana serba. E poi chissa’ che il mondo “”libero”"non riesca finalmente a rendersi conto dli disastro che ha realizzato in quella regione.&lt;br /&gt;enzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora ditemi voi se non è il caso di scrivere, parlare, muovere denunce...&lt;br /&gt;Io spero che il conduttore del blog abbia una pistola puntata alla testa, perchè se liberamente appoggia un razzismo simile è proprio una persona persa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-4953050227319876416?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/4953050227319876416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=4953050227319876416' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4953050227319876416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4953050227319876416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/11/il-razzismo-e-una-cosa-orribile.html' title='Il razzismo è una cosa orribile'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-611250731501946106</id><published>2009-10-31T09:09:00.000-07:00</published><updated>2009-10-31T09:11:20.293-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Povera Serbia! Ti hanno fatta a pezzi !</title><content type='html'>Bill Clinton sarà domani, domenica 1 Novembre, a Priština - capitale del protettorato NATO del Kosovo - per presenziare alla inaugurazione del monumento a lui dedicato nella via che già porta da anni il suo nome. Il leader del revanscismo nazionalista pan-albanese, Hashim Thaci detto "il serpente" (nome di battaglia conferitogli dai suoi commilitoni della organizzazione terroristica UCK: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/msearch?query=serpente&amp;submit=Cerca&amp;charset=ISO-8859-1 ) garantisce una accoglienza "strepitosa" ("magnificent"). Il "serpente" ha colto l'occasione per esprimere la sua gratitudine verso tutti i presidenti USA, che, indistintamente, appoggiano la creazione di una Grande Albania nei Balcani, sul modello nazista, allo scopo di destabilizzare cronicamente l'Europa. &lt;br /&gt;D'Alema, che non parteciperà ai festeggiamenti, si rode dall'invidia. &lt;br /&gt;(a cura di Italo Slavo)&lt;br /&gt;Da CNJ e da B92&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-611250731501946106?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/611250731501946106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=611250731501946106' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/611250731501946106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/611250731501946106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/povera-serbia-ti-hanno-fatta-pezzi.html' title='Povera Serbia! Ti hanno fatta a pezzi !'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-8091805853315271813</id><published>2009-10-31T08:45:00.000-07:00</published><updated>2009-10-31T08:46:56.519-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Missioni di guerra e produzioni di morte. Investimenti bipartisan.</title><content type='html'>Il 28 ottobre il governo Berlusconi vara, con provvedimento d’urgenza, il rifinanziamento delle operazioni di guerra all’estero, chiamate eufemisticamente “interventi di cooperazione allo sviluppo dei processi di pace”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 29 ottobre La FIOM di Torino lancia un allarme tutt’altro che antimilitarista e pacifista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel silenzio più assoluto delle opposizioni presenti in Parlamento, il Governo ha dato il via libera al rifinanziamento delle missioni militari togliendo altri 225 milioni di euro dalle disastrate casse dello Stato, mentre – per fare solo due esempi - in due anni il taglio del Fondo Nazionale Politiche Sociali è stato del 50%: dai 953 milioni di euro del 2007 ai 517 di oggi.&lt;br /&gt;Il Fondo nazionale per la non Autosufficienza è stato abolito: 400 milioni risparmiati sulla pelle di portatori di handicap gravi, malati terminali, diversamente abili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa situazione dalle pagine economiche de “La Repubblica” di venerdì 30/10 leggiamo le preoccupazioni di Giorgio Airaudo, segretario della FIOM di Torino, a causa delle mancate commesse all’ALENIA di Caselle (To) per la costruzione di componenti del famigerato F-35 Jsf.&lt;br /&gt;L’operazione politico/imprenditoriale sarebbe quella di costruire il “quarto polo” dell’aeronautica nel varesotto, attorno all’Aermacchi. Cameri (provincia di Novara) diverrebbe il centro produttivo di questo polo, per volontà della cordata PdL /Lega lombarda. A discapito della zona industriale torinese.&lt;br /&gt;“Nessuno mette in discussione Cameri – sostiene Airaudo nell’intervista – ma ai sindacati si era promessa una cosa diversa: costruzione e riempimento ala (dell’F-35 Jsf n.d.r ) nello stabilimento di Caselle, allestimento a Cameri (Novara). Ora quest’impegno sembra venir meno per pressioni politiche”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, mentre le truppe professionali sono lautamente stipendiate dal contribuente italiano per occupare e devastare paesi come l’Afghanistan, per i lavoratori italiani la FIOM difende posti di lavoro nelle aziende che producono armi di distruzione di massa.&lt;br /&gt;Gettate alle ortiche ogni ipotesi di critica e superamento dell’attuale sistema di sviluppo, il più grande sindacato dei metalmeccanici difende l’occupazione a prescindere da ciò che si produce, anche bombardieri nucleari di ultima generazione, come in questo caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cerchio si chiude, facendo emergere il contesto entro il quale si concretizza quotidianamente le famigerate politiche bipartisan, funzionali sino ad oggi solo ad aprire la strada ad una destra tra le più reazionarie del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 4 novembre il movimento contro la guerra scenderà in piazza in tutta Italia contro le vergognose parate militari che osanneranno le forze armate, trasformatesi in truppe di mercenari al servizio degli interessi delle grandi aziende italiane e delle politiche aggressive e guerrafondaie della NATO e degli USA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun finanziamento, nessuna arma per questo esercito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Occorre ritirare immediatamente le truppe da tutti i paesi occupati, stornare i milioni di euro verso le fasce sociali colpite dalla crisi, riconvertire le fabbriche di morte in luoghi di produzione di benessere sociale, ricchezza collettiva, per una società emancipata dalle guerre di rapina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disarmiamoli.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-8091805853315271813?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/8091805853315271813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=8091805853315271813' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8091805853315271813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8091805853315271813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/missioni-di-guerra-e-produzioni-di.html' title='Missioni di guerra e produzioni di morte. Investimenti bipartisan.'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-2857396518412058632</id><published>2009-10-31T05:52:00.000-07:00</published><updated>2009-10-31T06:07:55.360-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='movies'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balkans'/><title type='text'>Trst je nas</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suw0EP4UaOI/AAAAAAAAABc/J1l1Fr8LPhc/s1600-h/trst%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 271px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suw0EP4UaOI/AAAAAAAAABc/J1l1Fr8LPhc/s400/trst%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398747300897253602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;TRIESTE - Il 3 novembre 1953 le truppe alleate tolgono la bandiera italiana che sventolava sul Municipio triestino. E' rivolta. Un gruppo di giovani triestini scende in piazza cantando l'inno nazionale. Si chiede di rimettere la bandiera, lì dov'era. Ma gli occupanti, gli inglesi comandati dal maggiore inglese Callaghan, intervengono e caricano la folla. I dimostranti reagiscono. E' scontro. Tanti triestini scendono in piazza rivendicando la propria apartenenza all'Italia. La protesta dilaga e i triestini sventolano i tricolori. La polizia apre il fuoco. Scorre il sangue. Numerosi feriti. Sul selciato i corpi senza vita di Saverio Montano, Francesco Paglia, Pierino Addobbati, Leonardo Manzi, Erminio Bassa, Antonio Zavadil. tutti ricordati con la Medaglia d'Oro al Valor Civile dall'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Trieste, ai confini di una continuità adriatica italiana spezzata dalla vittoria dei partigiani di Tito durante la seconda guerra mondiale, torna di attualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni in Slovenia sta per uscire un film da un titolo che risuscita vecchie ferite nella Trieste italiana. "Trst je nas", Trieste è nostra, una fiction di produzione slovena ambientata durante il periodo della guerra di Liberazione jugoslava. Ricompaiono le bandiere jugoslave, le stelle rosse, i partigiani di Tito. Che puntano su Trieste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente dell'Unione degli istriani, Massimilano Lacota ha inviato una nota di protesta al Ministero degli Esteri per i contenuti degli spot pubblicitari "non solo contrari allo spirito di pacifica convivenza e di rispetto reciproco, ma addirittura apertamente minacciosi e incitanti all'odio razziale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film, però, secondo David Tercon, responsabile delle attività culturali di Casa Kosovel, è una parodia che prende in giro anche gli stessi partigiani. Si svolge ai giorni nostri e inscena la stranezza di un gruppo di adulti che fa giochi di guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autore è un giovanissimo regista sloveno, Ziga Virc che sta completando la tesi di laurea in regia cinematografica e televisiva. Come si legge sul sito di Repubblica.it nelle recensioni sui siti web si legge che il film, in bianco e nero, è stato girato in 16 millimetri e dura 27. Il sottotitolo è: "La battaglia che non c'è stata". "Si tratta di un film breve - viene illustrato - in cui vengono raccontati temi diversi come il conflitto generazione, la nostalgia per la lotta di liberazine nazionale jugoslava, il conflitto con le attuali autorità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film - si legge ancora in Internet - è ambientato ai giorni nostri e un gruppo di uomini con le divise dei partigiani di Tito guidati dal protagonista, Franco decide di ”liberare” Trieste e di aggiustare le ingiustizie della Seconda guerra mondiale. Ma ciò non va a genio alla moglie di Franco, Maria, che rimane così a lavorare da sola in azienda, mentre il marito gioca ai tedeschi e ai partigiani. Irrompe poi nella vicenda la polizia slovena con il comandante Brane, amico di Franco, che decide però di non consentire più la messa in scena di queste battaglie. Ma Franco non si ferma perché ciò che lo preoccupa sono gli insegnamenti da trasmettere alla giovane generazione e segnatamente a sua figlia Mateja che teme non abbia modo di apprendere i valori della Resistenza che dovrebbero essere trasmessi di generazione in generazione. Franco perciò dona a Mateja l’uniforme di Tito. Come reagirà Mateja e da che parte si schiererà?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperlo bisogna vedere la fine del cortometraggio. Quello che è già tragicamente noto è l’esito dell’occupazione di Trieste del ’45, quella vera, che causò migliaia di assassinii, infoibamenti e deportazioni.&lt;br /&gt;Tratto da Ticino on line Svizzera/estero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=22uzf_4weoM"&gt;"Trst je naš!" - napovednik za kratki film&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-2857396518412058632?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/2857396518412058632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=2857396518412058632' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2857396518412058632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2857396518412058632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/trst-je-nas.html' title='Trst je nas'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suw0EP4UaOI/AAAAAAAAABc/J1l1Fr8LPhc/s72-c/trst%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-1669942323958518932</id><published>2009-10-31T01:49:00.000-07:00</published><updated>2009-10-31T02:16:23.458-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='music'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politic'/><title type='text'>Favoloso Grissino Balkaniko</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suv8KxCKfII/AAAAAAAAABU/7ruGu9ujz54/s1600-h/camel%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 261px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suv8KxCKfII/AAAAAAAAABU/7ruGu9ujz54/s400/camel%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398685840224976002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Grande grissino !&lt;br /&gt;Ti amo alla follia !&lt;br /&gt;Votate gente onesta !&lt;br /&gt;Se votate una persona che sapete già essere disonesta, non vi aspettate giustizia, lavoro, scuola, sanità...&lt;br /&gt;Siamo il paese delle banane !&lt;br /&gt;Nell'account di Dj Grissino Balkanica Torino cercate "Il paese dei balocchi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/djgrissino"&gt;Il paese dei balocchi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-1669942323958518932?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/1669942323958518932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=1669942323958518932' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1669942323958518932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1669942323958518932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/favoloso-grissino-balkaniko.html' title='Favoloso Grissino Balkaniko'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suv8KxCKfII/AAAAAAAAABU/7ruGu9ujz54/s72-c/camel%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7285782031407334783</id><published>2009-10-30T06:04:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T06:07:27.921-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Kosovo, vince le elezioni l'ex guerrigliero dell'Uck</title><content type='html'>In Kosovo vince il “serpente”, l’ex guerrigliero dell’Uck Hashim Thaci, 39 anni, che spianerà la strada verso l’indipendenza a ogni costo. Lo chiamavano così ai tempi della guerra contro i serbi, perché non era mai andato per il sottile con nessuno, neppure con gli oppositori interni che gli davano fastidio. Sabato scorso il suo Partito democratico (Pdk) ha conquistato il 34% dei voti nelle elezioni parlamentari. Un dato ancora ufficioso, ma che permette a Thaci di ipotecare la poltrona di Primo ministro. L’affluenza al voto, solo il 45% di elettori su un milione e mezzo di aventi diritto, è la più bassa della storia del Kosovo dal 1999, anno in cui i guerriglieri dell’Uck entrarono vittoriosi a Pristina grazie all’appoggio militare della Nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I circa 100mila serbi rimasti hanno boicottato in massa le urne. Nel Kosovo settentrionale, una loro roccaforte, sono andati ai seggi in tre e pochi altri nelle enclave del sud. Ora i nodi verranno al pettine a cominciare dall’indipendenza che gli albanesi sono pronti a dichiarare in maniera unilaterale. Thaci è stato chiaro: «La nostra vittoria dimostra che il Kosovo è pronto a muoversi verso la libertà e l’indipendenza». La Bbc ha inoltre raccolto la prima entusiastica dichiarazione, davanti agli attivisti del suo partito in delirio, in cui il primo ministro kosovaro in pectore annunciava: «Dichiareremo l’indipendenza subito dopo il 10 dicembre». La fatidica data rappresenta la scadenza delle trattative a oltranza fra serbi, albanesi e comunità internazionale per definire lo status della provincia. La maggioranza albanese vuole l’indipendenza subito senza compromessi, ma la minoranza serba è pronta a opporsi con ogni mezzo a questa ipotesi. Thaci già vede un futuro idilliaco e sostiene che «i kosovari hanno mandato un messaggio al mondo, mostrando che siamo una società democratica, pronta a portare il nostro Paese nell’Unione Europea».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà è ben diversa e non si esclude che attorno al nodo dell’indipendenza possa riaccendersi il conflitto fra serbi e albanesi. Da una parte le grandi enclave serbe e Mitrovica nord, la città divisa etnicamente dal fiume Ibar, si preparano al peggio. Ovvero all’esodo dalle zone più indifendibili e a resistere anche armi in pugno a Mitrovica. Dall’altra è tornato alla ribalta negli ultimi due mesi un nuovo Uck, l’Armata nazionale albanese (Ana), bollato come organizzazione terroristica dall’Onu. Mascherati e vestiti con uniformi nere pattugliano, dotati di armi costose e modernissime, il nord del Kosovo al confine con la Serbia. Sostengono di essere pronti ad affrontare i paramilitari serbi della “Guardia dello zar Lazar”, un gruppo di invasati che vorrebbe riconquistare il Kosovo sgozzando tutti gli albanesi. Il problema è che Belgrado non reagirà positivamente al successo elettorale di Thaci sempre considerato dai serbi un capo “terrorista”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partiti che governavano il Kosovo fino a oggi hanno preso, invece, una sonora batosta. La Lega democratica (Ldk), orfana del suo fondatore Ibrahim Rugova recentemente scomparso, è crollata al 22% perdendo metà dei voti rispetto alle ultime elezioni. In ogni caso gli esponenti più in vista del partito di Thaci hanno già fatto sapere che un’alleanza di governo con l’Ldk è altamente probabile. L’altra formazione uscente di governo, l’Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak), è sprofondata al 9%. Il suo leader, Ramush Haradinaj, nonostante campeggiasse sui manifesti elettorali, è dietro le sbarre a L’Aia, accusato di crimini di guerra quando era un famoso comandante dell’Uck.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una fazione scissionista dell’Ldk sembra aver ottenuto un discreto risultato, attorno al 10% dei consensi, mentre l’editore e intellettuale kosovaro Veton Surroi forse non ce la farà a entrare in Parlamento superando la soglia del 5%. La vera sorpresa è Behgjet Pacolli, imprenditore miliardario, ex marito della cantante Anna Oxa, che con l’Alleanza per un nuovo Kosovo, partito fondato lo scorso anno, sta ottenendo il 12% dei voti. Lo chiamano il “Berlusconi del Kosovo” e potrebbe diventare l’ago della bilancia del futuro governo di Pristina.&lt;br /&gt;Articolo di Fausto Biloslavo, tratto da radioradicale.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7285782031407334783?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7285782031407334783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7285782031407334783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7285782031407334783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7285782031407334783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/kosovo-vince-le-elezioni-lex.html' title='Kosovo, vince le elezioni l&apos;ex guerrigliero dell&apos;Uck'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-1861339011821454742</id><published>2009-10-30T05:32:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T06:04:15.094-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>I massacri dei serbi di Fausto Biloslavo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SurkNAIfDZI/AAAAAAAAABM/U_FD19MUiIA/s1600-h/blioslavo_1%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 369px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SurkNAIfDZI/AAAAAAAAABM/U_FD19MUiIA/s400/blioslavo_1%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398378015381982610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi ho letto un articolo che mi ha scioccato al punto che ho dovuto far passare diversi giorni prima di trovare il coraggio per rileggerlo e parlarvene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è subito venuta alla mente la frase che ho sentito più e più volte dai miei amici serbi : “Lina, tu sei italiana, sai tristemente cosa vuol dire avere tutta l'informazione in mano ad una persona sola. I media parlano solo delle stragi provocate dai serbi. Nessuno parla delle stragi che abbiamo subito.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E cosi' ho riletto con le lacrime agli occhi l'articolo di Fausto Biloslavo apparso su Panorama lo scorso 18 Novembre 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non leggetevelo di fretta. Quando avete una mezz'oretta,sedetevi e leggetelo con calma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è chi dice che queste sono falsità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo sia giustissima la frase : “la verità vi renderà liberi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se crediamo nella giustizia dobbiamo condannare tutti i massacri. Non esiste un popolo bravo e uno cattivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che alla Serbia sia già stato chiesto più di quello che si poteva,anche solo lontanamente, immaginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.faustobiloslavo.com/articolid.php?id=29203"&gt;La verità nascosta: i massacri dei serbi&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-1861339011821454742?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/1861339011821454742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=1861339011821454742' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1861339011821454742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/1861339011821454742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/i-massacri-dei-serbi-di-fausto.html' title='I massacri dei serbi di Fausto Biloslavo'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SurkNAIfDZI/AAAAAAAAABM/U_FD19MUiIA/s72-c/blioslavo_1%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-7089093694730236323</id><published>2009-10-30T05:20:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T05:29:43.552-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Kosovo sì, Ossezia no</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SurcHm001rI/AAAAAAAAABE/P8aiaxsGGy4/s1600-h/ossezia%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 257px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SurcHm001rI/AAAAAAAAABE/P8aiaxsGGy4/s400/ossezia%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398369126596269746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo articolo mi era stato mandato da un amico che vuole rimanere nell'anonimato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao a tutti,&lt;br /&gt;vi scrivo questa email per dirvi come la vita è strana.&lt;br /&gt;Quello che capita in Ossezia è il frutto di quello che è successo in Kosovo.&lt;br /&gt;I nostri buoni amici americani avevano supportato il Kosovo nella sua&lt;br /&gt;idea di autodeterminazione. E così si è alla fine è stato creato uno&lt;br /&gt;stato, che non si regge in piedi da solo, ma che (purtroppo) esiste.&lt;br /&gt;Ora sull'onda dello stesso principio l'Ossezia ci prova ad essere indipendente.&lt;br /&gt;Ovviamente questo stato di tensione era stato fomentato dalla Russia&lt;br /&gt;all'indomani della dichiarazione di indipendenza del Kosovo e&lt;br /&gt;dall'avvicinamento della Georgia alla NATO. Adesso i russi dicono che&lt;br /&gt;c'è stata pulizia etnica da parte dei georgiani (ma c'è da&lt;br /&gt;credergli.... detto da loro con quello che fanno in Cecenia) e che&lt;br /&gt;devono difendere i loro fratelli russi della zona.&lt;br /&gt;I russi fanno quello che fanno solo perché ci sono gli oleodotti in zona.&lt;br /&gt;Lo sanno tutti ma non si dice ufficialmente.&lt;br /&gt;Gli americani, dopo quello che hanno fatto con la NATO prima e col&lt;br /&gt;Kosovo poi, auspicano il cessate il fuoco.&lt;br /&gt;Lo dice anche l'unione europea (tanto non costa niente dirlo).&lt;br /&gt;Mi dispiace solo che, come al solito, a soffrire sono sempre i&lt;br /&gt;civili... sia dell'Ossezia, sia della Georgia.&lt;br /&gt;Solo che questa volta all'opinione pubblica viene mostrato il&lt;br /&gt;contrario di quello che è successo col Kosovo.&lt;br /&gt;La Georgia dovrebbe essere l'equivalente dell Serbia.&lt;br /&gt;L'Ossezia dovrebbe essere l'equivalente del Kosovo.&lt;br /&gt;I russi sono l'equivalente degli USA/NATO&lt;br /&gt;Gli oleodotto sono gli stessi... entrambi vanno/vengono dal Mar Nero.&lt;br /&gt;ora...&lt;br /&gt;La Serbia è cattiva.&lt;br /&gt;La Georgia è buona perché è stata attaccata (e forse perché ha intenzione di entrare nella NATO?)&lt;br /&gt;L'Ossezia è cattiva perché vuole essere indipendente, il Kosovo è&lt;br /&gt;buono perché vuole essere indipendente (ooops... qualcosa non torna)&lt;br /&gt;gli USA sono buoni perché difendono il Kosovo i russi sono cattivi&lt;br /&gt;perché difendono l'Ossezia (oooops... )&lt;br /&gt;Russia e USA sono buoni/cattivi perché guardano i loro interessi&lt;br /&gt;economici nella zona e li mascherano come interventi per difendere i&lt;br /&gt;deboli.&lt;br /&gt;Ammetto che in Ossezia non ci sono truppe paramilitari che hanno fatto&lt;br /&gt;quello che è stato fatto in Kosovo...&lt;br /&gt;ma gli USA hanno creato un bel precedente.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao,&lt;br /&gt;segue firma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne sono seguiti &lt;a href="http://www.adrenola.ilcannocchiale.it/comments/1994544"&gt;107 commenti&lt;/a&gt; !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-7089093694730236323?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/7089093694730236323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=7089093694730236323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7089093694730236323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/7089093694730236323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/kosovo-si-ossezia-no.html' title='Kosovo sì, Ossezia no'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SurcHm001rI/AAAAAAAAABE/P8aiaxsGGy4/s72-c/ossezia%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-4790690585555974005</id><published>2009-10-29T16:08:00.000-07:00</published><updated>2009-10-29T16:12:00.770-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Buon compleanno Zastava !</title><content type='html'>Con riferimento agli articoli recentemente pubblicati nei giornali italiani tra i quali l’articolo del 25 settembre 2009 (quotidiano La Stampa: « La Fiat sbarca a Belgrado con la nuova low cost) il Sindacato Zastava comunica:&lt;br /&gt;• Fino ad oggi la Fiat non ha versato nemmeno 1 euro dell’ investimento previsto dal Contratto.&lt;br /&gt;• Azienda Fiat Auto Serbia (ufficialmente costituita) non ha ancora assunto lavoratori.&lt;br /&gt;• La vettura Punto viene assemblata a Kragujevac con i particolari di produzione italiana, quindi non si tratta di produzione ma di assemblaggio.&lt;br /&gt;• Per ogni vettura Punto venduta, la Zastava guadagna 722 euro che servono per coprire parte delle spese di produzione (energia, fluidi, vernici ecc.) e la parte dei salari (salario medio nella Fabbrica Zastava Auto 300 euro), il resto viene sovvenzionato dal governo serbo. &lt;br /&gt;In seguito riportiamo la traduzione dell’articolo pubblicato il 24.09.2009 sul quotidiano Politika, il piu diffuso in Serbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Zastava e Serbia non ci  sono molti motivi per la festa. &lt;br /&gt;Per la Fiat invece sì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Nenad Popovic, responsabile consiglio economico, del Partito democratico serbo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« La settimana prossima sarà un anno dalla costituzione formale della Fiat Automobili Serbia, uno dei progetti piu pubblicizzati dal governo attuale, il progetto che doveva riavviare l’industria automobilistica in Serbia. Tale progetto era «il prediletto» e la speranza più grande degli esperti economici dell'attuale governo.&lt;br /&gt;La sua realizzazione era stata presentata come l'investimento straniero piu grosso nel settore industriale, con un versamento iniziale da parte della Fiat pari a circa 700 milioni di euro. Avevano annunciato la produzione di 200.000 unità all’anno e un esportazione di oltre 1 miliardo di euro entro il 2011. Si prevedeva lavoro per almeno 10.000 disoccupati e Kragujevac era stata nominata la Detroit serba.&lt;br /&gt;Ogni primo compleanno è sempre una bella occasione in cui, in una atmosfera piacevole si incontrano le persone e si fanno auguri reciproci per il successo comune.&lt;br /&gt;Temo che questo avrà caratteristiche un po diverse. Non c’e nessun motivo per festeggiare perchè non possiamo dimenticare che la Fiat entro il 31 marzo dell’anno corrente doveva versare 200 milioni del capitale iniziale, che l’anno prossimo doveva partire la produzione del modello nuovo e che 2.433 lavoratori gia da sei mesi dovevano essere assunti dalla nuova azienda.&lt;br /&gt;Che cosa c’è da festeggiare? &lt;br /&gt;Festeggiamo il fatto che abbiamo lo stesso prodotto con un nome diverso, assemblato con i particolari importati? Oppure il fatto che tutta la produzione viene eseguita sugli impianti, che la Zastava aveva pagato 14 milioni di euro tre anni fa, invece di lavorare sulle attrezzature che la Fiat aveva promesso di portare a Kragujevac? &lt;br /&gt;Forse festeggiamo perchè abbiamo rinunciato alla licenza per la produzione della      «Zastava 10» per la quale avevamo pagato tre milioni di euro tre anni fa, fino al punto di rinunciare al 50 percento del guadagno sul modello attuale a favore della Fiat? &lt;br /&gt;Forse festeggiamo perche i salari ai lavoratori ancora vengono pagati dal fondo statale, o perchè rinunciando alla pratica che dura da un decennio, forse potremmo provocare un tracollo del fondo dello stato, che per questo motivo potrebbe andare in deficit o qualcosa di simile? &lt;br /&gt;Forse festeggiamo perche 20.000 formitori della Zastava sono rimasti senza lavoro, mentre i fornitori della Fiat lavorano a piena capacita' ? &lt;br /&gt;Forse festeggiamo perche abbiamo un altra zona franca per cui, oltre tutti i favori fatti alla Fiat, la Serbia rinuncera' anche alle tasse doganali e ai dazi relativi alle attività della Fiat? &lt;br /&gt;Per la Zastava e la Serbia non ci sono troppi motivi per fare festa.&lt;br /&gt;Per la Fiat invece si'. In base all'accordo redatto dagli esperti socioeconomici del governo attuale, il produttore italiano, pur non avendo investito nemmeno un euro della somma promessa, ha un guadagno significativo. La Fiat ha il profitto garantito di 10 percento per ogni vettura venduta e siccome sugli impianti esistenti a Kragujevac, vengono assemblate 2.000 vetture al mese, possiamo facilmente calcolare che la Fiat in un anno incassera' circa 17 milioni di euro. Tenendo presente che di tale entrata vengono retribuiti solo i salari per i 35 managers della Fiat residenti a Kragujevac, quasi l'intera entrata si puo ritenere profitto. Tutte le spese di produzione sono sostenute dalla Zastava e dallo stato, la Zastava paga mano d’opera e tasse alla città di Kragujevac, mentre lo stato dal suo fondo paga i contributi per i lavoratori, piu 10 milioni di euro all’anno per le sovvenzioni d’acquisto per la vettura Punto.&lt;br /&gt;Nessuno in Serbia può essere contento per l’insucesso del governo relativo a tale progetto. A me personalmente dispiace perchè un idea buona, che poteva trasformarsi in un progetto efficace (se l'accordo si fosse realizzato in modo profesionale e responsabile), si sia sciupata, e perche' invece di essere utile per lo stato e i cittadini serbi, sia diventata l'equivalente dell'imbroglio piu' grosso di questo governo, dall’inizio del suo mandato.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JEDINSTVENA SINDIKALNA ORGANIZACIJA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-4790690585555974005?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/4790690585555974005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=4790690585555974005' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4790690585555974005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4790690585555974005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/buon-compleanno-zastava.html' title='Buon compleanno Zastava !'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-690296397010549848</id><published>2009-10-29T15:59:00.000-07:00</published><updated>2009-10-29T16:00:11.277-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>E' morto Ibraj Musa</title><content type='html'>E' morto Ibraj Musa,&lt;br /&gt;albanese kosovaro, partigiano della giustizia, della libertà e dell'amicizia tra i popoli: del Kosovo, della Serbia e della Jugoslavia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con profondo e sentito cordoglio informiamo che è morto a Nis dove era rifugiato e profugo con la sua famiglia, Ibraj Musa, albanese kosovaro, capofamiglia di uno dei nuclei familiari adottati dalla nostra Associazione, all'interno del Progetto Kosovo Metohija.&lt;br /&gt;Un uomo con una storia di vita quasi unica e forse irripetibile.&lt;br /&gt;La sua vita, le sue scelte di vita sono state un pezzo di storia del novecento, un pezzo di storia dei Balcani e dei suoi popoli. Ed egli l'ha vissute da protagonista, con coscienza e coraggio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Musa Ibraj era nato il 24 Aprile 1923; aveva 13 figli da tre matrimoni: la prima moglie albanese, la seconda rom e l'attuale, la signora Rosa, serba.&lt;br /&gt;Veterano della II Guerra Mondiale, durante l'occupazione nazifascista della Jugoslavia, ha combattuto nella Resistenza come partigiano, prima in Albania, poi in Serbia e infine in Bosnia. Egli e la sua famiglia vivevano a Osek Hila, villaggio a 5 Km da Djakovica, abitato da 1600 albanesi e poche decine di serbi.&lt;br /&gt;Dopo l'aggressione della Nato e la conseguente occupazione del Kosovo nel giugno '99, che ha dato via libera alle forze terroriste dell'UCK nella provincia serba, come altre migliaia di famiglie di albanesi kosovari, gli Ibraj sono dovuti scappare in Serbia per non essere uccisi dai secessionisti.&lt;br /&gt;Infatti furono da essi definiti come "traditori" e "collaboratori" dei serbi, per il solo fatto di non credere nell'indipendenza ed essersi battuti per l'unità e l'amicizia tra i popoli del Kosovo, contro le violenze e le sopraffazioni terroriste dell'UCK.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per questo la sua famiglia ha pagato forse il prezzo più alto di tutte le famiglie degli scomparsi nel Kosovo Metohija, pur essendo albanesi kosovari: tre figli e tre nipoti rapiti ed assassinati dalle bande UCK, di cui 5 identificati ed uno ancora disperso. Ibraj ha saputo dei corpi ritrovati solo poco prima di morire, in quanto il figlio maggiore superstite, che andò ad identificare i propri fratelli, nipoti e un suo figlio, non lo disse al vecchio Musa, per non dargli ulteriore dolore.&lt;br /&gt;La vicenda di quest'uomo, un vero e proprio pezzo di storia vissuta dei Balcani, che ha attraversato gli avvenimenti succedutisi nel secolo scorso, con grande coraggio, sempre partigiano, nel senso più pieno di questo termine, schierato cioè dalla parte della sua gente, della giustizia, della libertà, costi quel che costi: dal 1941 quando prese la via della montagna per combattere i nazifascisti, fino al 1998 quando fu eletto comandante della "Milizie di autodifesa albanesi del Kosovo" contro il terrorismo e le violenze dell'UCK. Queste milizie erano formate in gran parte da kosovari albanesi, ed in molti paesi miste, erano presenti in oltre 130 comuni del Kosmet, come forma di autodifesa per proteggere la popolazione civile dalle bande e dalle imposizione violente dell'UCK,.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quando, attraverso l'Associazione Srecna Porodica, con cui abbiamo uno dei Progetti di solidarietà per il Kosovo Methoija, ci fu proposta questa famiglia da sostenere, come vittima del terrorismo UCK, non sapevamo tutta la storia del vecchio Musa; fu per noi una giornata indimenticabile quando ci recammo nella loro attuale disagiata casa, a Hum un paese di campagna vicino a Nis, dove vivono come profughi, per scappare dalle ritorsioni dei criminali UCK, oggi "padroni" del Kosovo sotto comando NATO.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quel giorno facemmo un intervista video dell'incontro, dove Ibraj Musa ci raccontò della sua straordinaria e incredibile storia di vita. Quando gli feci alcune domande riguardo il presente e le vicende più recenti, riguardanti gli avvenimenti tragici accadutigli nella guerra del Kosovo, egli, che nonostante gli 85 anni di età, era di una lucidità e vitalità stupefacenti, mi rispose che dopo aver conosciuto e combattuto i nazifascisti, null'altro poteva spaventarlo, e che dato che anch'essi alla fine furono cacciati e spazzati via dal popolo, stessa sorte toccherà ai banditi ed assassini dell'UCK.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sulla sua esperienza di comandante di queste Milizie locali di autodifesa (formatesi nel maggio giugno 1998), egli disse:&lt;br /&gt;" ...Quando vidi quello che stavano facendo contro la nostra gente per costringerli ad andare con loro e contro i nostri amici e paesani serbi, per cacciarli dal villaggio che era di tutti noi, decisi che dovevamo organizzarci per impedire all'UCK di entrare nel paese e terrorizzare la nostra gente…ho deciso semplicemente questo... abbiamo sempre vissuto insieme, perché questi banditi volevano distruggere tutto quanto era stato cercato di fare? A quale scopo? I popoli devono vivere insieme in pace, onestà e lealtà reciproca... Questo era la Jugoslavia... ".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il vecchio Musa fu indicato dalla sua gente grazie alla sua storia di combattente partigiano ed al rispetto di cui era circondato, e considerato uomo giusto e saggio.&lt;br /&gt;Quando gli chiesi quale fu il momento preciso che gli fece prendere una decisione così difficile e che avrebbe avuto conseguenze drammatiche per lui e la sua famiglia, egli rispose: "… una notte vennero alla nostra casa e in altre case, gente dell'UCK e ci disse che avremmo dovuto andarcene da Osek Hila ed abbandonare il villaggio perché ci sarebbero stati attacchi contro la polizia serba e l'esercito jugoslavo nei giorni seguenti. Noi ed il resto del villaggio rifiutammo, perché quello era il nostro paese e la nostra terra. Nei giorni seguenti tornarono ancora una volta ma stavolta per minacciarci. Poi la mattina trovai questo pezzo di carta di quaderno attaccato sulla porta di casa…".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Musa ci fece vedere questo foglio con su scritto con una penna a sfera:&lt;br /&gt;"O state con noi o bruceremo le vostre case. Arruolati con i tuoi fratelli.&lt;br /&gt; UCK (Ushtria Clirimtare e Kosoves ).".&lt;br /&gt;"...Allora capimmo cosa stava per succedere, abbiamo raccolto tutto quello che avevamo come armi, fucili da caccia, accette, coltelli e cominciammo a vigilare e non girare più soli... formammo delle pattuglie di noi del villaggio 24 ore al giorno, notte e giorno. Alcuni giorni dopo individuammo tre dell'UCK che si aggiravamo nelle vicinanze delle case, li disarmammo e li consegnammo alla polizia, che ci dette il permesso di tenere le loro armi e di restare armati...". &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il figlio maggiore che era con noi nella stanza a quel punto ci fa vedere appesi dietro alla porta un Kalashnikov ed un fucile da caccia, che ancora possedevano.&lt;br /&gt;Alla domanda come si erano procurati le armi per la loro Milizia egli rispose che in Kosovo, quasi tutti, da sempre possedevano un arma, ribadendo che: "...ogni arma della Milizia era nostra, dovevamo avere solo il permesso di tenerle legalmente, per il resto erano nostre...".&lt;br /&gt;Queste Milizie furono poi autorizzate in tutto il Kosovo, a tenersi le armi che sequestravano all'UCK.&lt;br /&gt;"...Noi cercavamo di costringerli a restare fuori dal villaggio, cercando di evitare conflitti armati e violenze. In questo modo in tutto il nostro villaggio fino al giugno '99, non ci fu neanche una casa bruciata. ..Neanche una gallina è rimasta ferita... Nessuna devastazione o distruzione è stata permessa, né da una parte, né dall'altra...".&lt;br /&gt;"...Non tutti erano d'accordo nel villaggio, perché una contrapposizione così netta, poteva esporre il villaggio a rappresaglie terroriste, infatti quando furono istituite queste milizie per l'autodifesa locale, alcuni suoi membri furono uccisi dall'UCK in altri villaggi, così molti avevano paura e non entrarono direttamente; ma visto come è andata... facemmo un buon lavoro e con buoni risultati... Poi è arrivata la NATO...".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sulla sua situazione e della sua famiglia oggi, egli rispose: "...oggi viviamo qui in Serbia come profughi, ma solamente profughi senza una casa ed un lavoro, perché la Serbia è anche il mio paese, e sempre in tutta la mia vita abbiamo vissuto, come albanesi kosovari, insieme. Nel bene come nelle cose brutte, e qui non mi sento straniero, ma certamente non mi sento bene, oggi viviamo in tanti in questa piccola casa, con due piccole pensioni, le spese sono tante, soprattutto quelle sanitarie e per l'affitto, è una vita molto dura e difficile. A tutti ci manca il nostro Kosovo, la nostra gente, i nostri vicini, albanesi, serbi, rom, con cui abbiamo vissuto insieme e in pace per oltre 50 anni... Poi sono arrivati quei maledetti terroristi dell'UCK... e hanno fatto quello che sapete, e sulla mia famiglia si sono accaniti, e si sono presi il sangue dei miei figli e nipoti. Si sono vendicati perché non siamo stati loro complici... maledetti... perché siamo stati leali e corretti con il nostro stato, in cui abbiamo sempre vissuto e ci aveva sempre rispettato e accettato. Perché dovevamo andare con loro e distruggere tutto quello che avevamo costruito faticosamente insieme con gli altri? ...Forse dovevamo cercare di avere di più e più cose, questo è normale, è giusto. Per migliorare e correggere cose sbagliate, questo sì... Ma perché uccidere, distruggere, bruciare case, chiese, ammazzarsi tra fratelli, paesani, amici... Perché avremmo dovuto diventare complici di terroristi e criminali, che terrorizzavano la propria stessa gente? ...Questo per noi non poteva essere accettabile, siamo sempre stati leali e onesti cittadini del nostro paese, perché dovevamo diventare criminali?..Perché? Forse loro avevano i loro obiettivi, interessi, profitti, qualcuno li usava, ma quelli non potevano essere gli interessi della nostra gente albanese del Kosovo... E poi si è visto cosa hanno fatto del nostro Kosovo oggi, aiutati dai loro amici americani... Un regno governato da banditi e delinquenti, dove vi è solo criminalità e paura, per la gente semplice, per il popolo... Anche nel nostro villaggio oggi, c'è solo paura e la gente onesta è silenziosa solo per paura, ce lo dicono loro stessi di nascosto... Per questo avremmo dovuto collaborare con loro?...Io ho fatto il partigiano contro i nazifascisti nella II guerra mondiale, ma noi eravamo partigiani per liberare il nostro popolo, non per terrorizzarlo e farlo ubbidire. E' una bella differenza non pensi?...Che mi diano del traditore non mi tocca, "loro" sono dei traditori della nostra gente, perché gli hanno portato solo odio e sofferenze per i loro sporchi interessi...".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dopo alcuni secondi di silenzio e l'ennesima sljiva offertaci in segno di amicizia, così concludeva:&lt;br /&gt;"...Sai, figlio mio, troppe tragedie abbiamo vissuto, tanto dolore abbiamo nel cuore, la nostra vita è stata stravolta e ferita da tutti gli avvenimenti successi, questo non si può più cambiare, questo ci accompagnerà fino alla tomba... ed io sono vicino al mio giorno. Ma per loro che restano bisogna avere fiducia e speranza che qualcosa cambierà, che tornino tempi più giusti, di pace, di amicizia, di onestà. Io di guerre ne ho fatte tante, ma sempre dalla parte delle cose giuste. Mai per me stesso, ma per la nostre genti, i nostri popoli. Per questo sono sereno e riesco ancora a sorridere e spero che un giorno si rivedrà un paese libero e giusto... Io non ci sarò, ma ci saranno i miei nipoti, ed i nipoti e figli delle nostre genti, e torneranno a vivere, lavorare e divertirsi insieme, uniti come fratelli... Vedrai che sarà così... La storia non la può fermare nessuno... Però ora voglio abbracciarti per l'aiuto che ci hai portato con la vostra Associazione. Per me e per tutta la nostra famiglia è un onore avervi qui nella nostra piccola casa, avervi potuto accogliere come amici e fratelli. Perché da oggi questo saremo... Grazie per l'aiuto, ma soprattutto grazie che ci avete riconosciuti degni della vostra solidarietà e ci avete tenuti in considerazione... Da ora in poi la nostra casa sarà sempre anche la tua, figlio mio...".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Penso sia inutile sottolineare che un GRAZIE senza limiti, siamo noi che sentivamo di dirgli e dovergli, il nostro modesto contributo economico non può avere alcun tipo di paragone con la vita vissuta e l'operato della vita di un uomo così. Un uomo giusto, onesto, semplice, un uomo che ha attraversato la storia sempre in piedi e a testa alta, pagando prezzi umani terribili, ma anche un uomo con cui abbiamo riso e sorriso di piccole cose, di aneddoti della sua esistenza. Per esempio del succo di frutta che gli toccava bere, perché la moglie ed il figlio non gli lasciavano più bere la sljivovica... così mi è toccato, essendo seduto accanto a lui, una sequela di brindisi continui... anche per lui, mi diceva, dovevo sacrificarmi... Ed ho "dovuto" sacrificarmi... volentieri.&lt;br /&gt;Non so se con queste righe sono riuscito a ricordare degnamente quest'uomo e la sua storia, ma due cose sono certe: una è che per la nostra Associazione, che ha potuto averlo come parte dei suoi progetti solidali (che continueranno), è stato un onore avere la sua amicizia e rispetto (per questo la nostra riconoscenza va a Radmila Vulicevic, nostro referente a Nis, ed al suo lavoro, che sono stati il tramite, in quanto la famiglia Ibraj sono membri dell'Associazione Srecna Porodica).&lt;br /&gt;La seconda è che la speranza e l'impegno che un tempo migliore si delinei all'orizzonte dei popoli, nel Kosovo, nei Balcani e nel mondo, può avvenire solo con l' apporto e l'esempio di vita, di uomini così. Di uomini come Ibraj Musa, albanese kosovaro del Kosovo Metohija, cittadino e costruttore della Jugoslavia, coraggioso difensore del Kosovo e dei popoli che lo abitavano, e leale ed onesto cittadino della Serbia poi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;D'ora in poi Membro onorario della nostra Associazione SOS Yugoslavia- SOS Kosovo Metohija.&lt;br /&gt;Anche nel suo ricordo ed esempio, andiamo avanti nel nostro impegno di solidarietà e amicizia tra i popoli, e nello specifico con il Progetto Kosovo Metohija.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“...Tu paladino della libertà, torrente d’entusiasta giovinezza&lt;br /&gt;or mandi a noi di luce, un caldo raggio dal tuo sepolcro.&lt;br /&gt;E giunge a noi. Perché... sentisti, ...del dolor,&lt;br /&gt;e come un cavaliere del poema ariostesco,&lt;br /&gt;...offristi il tuo soccorso.&lt;br /&gt;Ora... altri innalzano il tuo vessillo e lottano e resistono&lt;br /&gt;Per l’avvenire comune...”.&lt;br /&gt;(Stralci adattati di V. Nazor, poeta jugoslavo, di un poema dedicato ai partigiani italiani, che combatterono in terra jugoslava contro il nazifascismo)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Addio Musa Ibraj... i HVALA (Grazie)!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Enrico Vigna, Associazione SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-690296397010549848?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/690296397010549848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=690296397010549848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/690296397010549848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/690296397010549848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/e-morto-ibraj-musa.html' title='E&apos; morto Ibraj Musa'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6152579254996734311</id><published>2009-10-29T06:26:00.000-07:00</published><updated>2009-10-29T06:34:32.023-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><title type='text'>Il Kosovo è Serbia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SumY7hdZrGI/AAAAAAAAAAs/7hdNnL1XEhY/s1600-h/kosovo_je_srbija%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 350px; height: 227px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SumY7hdZrGI/AAAAAAAAAAs/7hdNnL1XEhY/s400/kosovo_je_srbija%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398013776741641314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo so puo' rubare, distruggere, riempire di mafia ed uranio, ma rimane Serbia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=gU8Z25Ep1jo"&gt;Serbian song from Kosovo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=sarDPWK2S3I"&gt;Milorad Cavic - Kosovo je Srbija&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6152579254996734311?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6152579254996734311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6152579254996734311' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6152579254996734311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6152579254996734311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/il-kosovo-e-serbia.html' title='Il Kosovo è Serbia'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SumY7hdZrGI/AAAAAAAAAAs/7hdNnL1XEhY/s72-c/kosovo_je_srbija%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6059356649086613145</id><published>2009-10-28T23:50:00.000-07:00</published><updated>2009-10-29T06:45:24.184-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Srebrenica un crimine, non un genocidio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SumcY5IEkuI/AAAAAAAAAA8/sxsTOcgm-YQ/s1600-h/srebrenica_sign%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SumcY5IEkuI/AAAAAAAAAA8/sxsTOcgm-YQ/s400/srebrenica_sign%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398017579845718754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda Srebrenica, sono in linea con Etleboro.&lt;br /&gt;Ognuno paga per i reati commessi, non per reati commessi da altri !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Etleboro :&lt;br /&gt;Questa la tesi sostenuta da Michele Altamura, fondatore della Etleboro ONG, intervenendo nel corso della conferenza sulla tragedia di Srebrenica, organizzata dall'Associazione olandese 'Progetto storico di Srebrenica' diretta da Stefan Karganovic. La Etleboro da anni è impegnata per contrastare l'eccessiva strumentalizzazione mediatica eccessiva su Srebrenica, per sfatare quella disinformazione che ha alimentato una propaganda distruttiva per i Balcani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Srebrenica non è un genocidio, ma un crimine. Questa la tesi sostenuta da Michele Altamura, fondatore della Etleboro ONG, intervenendo nel corso della conferenza sulla tragedia di Srebrenica, organizzata dall'Associazione olandese 'Progetto storico di Srebrenica' diretta da Stefan Karganovic. All'evento hanno partecipato Biljana Vukicevic, amministratore della Etleboro ONG, Vladan Glisic redattore della rivista Dveri Srpske, Ljubisa Simic collaboratore della ONG "Progetto storico di Srebrenica" e lo stesso Presidente Stefan Karganovic. La proposta della Etleboro ONG, che da anni si sta battendo contro la disinformazione compiuta dai media occidentali sulla storia dei Balcani, è quella di aprire un tavolo di discussione per valutare la fondatezza e l'attendibilità delle tesi che vedono in Srebrenica un crimine commesso durante la guerra, con la partecipazione di entrambe le parti. "Su Srebrenica vi sono ancora dei processi in corso, con due parti che si scontrano, portando ognuno le proprie prove. Tuttavia, prima che questi fossero iniziati, vi è stata una strumentalizzazione mediatica eccessiva su questo evento, e di conseguenza una disinformazione che ha alimentato una propaganda distruttiva per questi popoli, e poi ancora odio e rancori", ha affermato Altamura nel corso della conferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facendosi portavoce di un gruppo di studi e ricerche che ha a lungo esaminato il caso di Srebrenica, Altamura afferma che "ad esso vi è un club affaristico, alimentato da organizzazioni non governative che hanno fatto della 'propaganda del genocidio' una forma di business, preparando spesso il terreno alle campagne di privatizzazione e cessione di società statali. Non a caso - osserva - sempre nuove fosse comuni vengono scavate proprio in prossimità dei bandi di gara e dei tender. L'obiettivo è quello di creare un clima di tensione e spiazzare ogni forma di opposizione mediatica e politica, troppo impegnate ai crimini di guerra per pensare agli affari". Inoltre, Michele Altamura ha fatto notare che, a causa di questa continua campagna disinformativa, l'opinione pubblica internazionale non conosce la vera storia della guerra balcanica. Non sa per esempio che in Bosnia vivono un milione di serbi, che sono in queste terre da sempre, e nessun esercito li ha mai invasi. "Il nostro ruolo è importante e decisivo per fare capire cosa è successo, dimostrando che le grandi contraddizioni del 'genocidio' portano ad un'altra tesi, ossia che Srebrenica è stato un crimine", afferma Altamura, dichiarando l'impegno della Etleboro ad organizzare un tavolo di discussione che esamini prove e testimonianze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conferenza di Banjaluka su Srebrenica, è stata preceduta da molti dubbi e polemiche da parte dei media bosniaci, ma anche dei rappresentanti della Comunità internazionale, vedendo in essa l'espressione di correnti negazioniste e fasciste. Rispondendo così alle parole del quotidiano Dnevi Avaz, secondo il quale "dietro la Etleboro ci sono personaggi oscuri, ben protetti da certi circoli, che diffondono teorie fasciste e negazioniste", Michele Altamura afferma che "tale linguaggio, così tagliente, non fa altro che diffondere odio, annunciando già con pregiudizi una conferenza che ha detto tutt'altra cosa". "Tengo a precisare che molti media e giornali della Bosnia Erzegovina hanno riportato le mie parole, e li ringrazio per non aver fatto manipolazioni e distorsioni di ciò che ho detto e ho voluto far capire - afferma Altamura - in effetti su Srebrenica vi sono due versioni intorno alle quali bosniaci e serbi si scontrano, ossia se sia un genocidio o un crimine di guerra. Ma non è possibile che in questi 12 anni vi sono ancora contrasti e divisioni. Dopo oltre 1 miliardo di aiuti speso dalla Comunità Internazionale, la Bosnia è ancora divisa, e si trova nella stessa situazione del 1992, ossia che serbi e bosniaci non vogliono stare insieme". Secondo Altamura, la responsabilità è della comunità internazionale, che dovrebbe smettere di fare dichiarazioni infantili e inappropriate, e di addossare l'intera colpa della crisi della Bosnia alla sua classe politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'OHR, nonostante i soldi e il suo potere decisionale, non è stato in grado di prendere neanche delle decisioni interne. E' chiaro che hanno permesso a determinati personaggi di farsi grandi, nella totale disattenzione dei cosiddetti 'osservatori internazionali'. L'OHR è ormai complice di questo sistema. Questa politica di odio viene fomentata da questi circoli, e finanziata dai club bancari ed imprenditoriali, per sbaragliare ogni ostacolo negli affari delle privatizzazioni usando le loro parole magiche democrazia ed integrazione", osserva ancora l'amministratore della ONG. Oggi la Bosnia sta trattando la privatizzazione di determinate strutture statali, sulle quali sono cadute le mire di certe lobbies affaristiche che, diversamente da quanto sappia l'amministrazione americana, sono implicate nella privatizzazione del settore energetico della Bosnia. Infine, Altamura ringrazia le televisioni e i giornali che hanno ritrasmesso le sue parole, senza manipolarle e senza fomentare odio, rispondendo in maniera dignitosa a quei giornali che invece ci hanno accusato. "Dietro la Etleboro vi è una struttura cibernetica, di giornalisti, ricercatori e volontari, che sta dando voce ai popoli balcanici presso i media internazionali, con un forte contributo alla loro conoscenza presso il vasto pubblico. Io credo che stiamo svolgendo un lavoro che rende un gran servizio alla Bosnia e ad altri Paesi dei Balcani, che ne escono valorizzati e non danneggiati", conclude.&lt;br /&gt;Tratto da : etleboro.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6059356649086613145?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6059356649086613145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6059356649086613145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6059356649086613145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6059356649086613145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/srebrenica-un-crimine-non-un-genocidio.html' title='Srebrenica un crimine, non un genocidio'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/SumcY5IEkuI/AAAAAAAAAA8/sxsTOcgm-YQ/s72-c/srebrenica_sign%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3719377838467289353</id><published>2009-10-28T23:46:00.000-07:00</published><updated>2009-10-29T06:43:22.011-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Calabria, Acquaformosa si "deleghizza"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Sumb6P-GaHI/AAAAAAAAAA0/xrk_wtRSnG4/s1600-h/acquaformosa01%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 249px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Sumb6P-GaHI/AAAAAAAAAA0/xrk_wtRSnG4/s400/acquaformosa01%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398017053401966706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di Enzo Fierro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Volete cambiare il Tricolore. Volete le gabbie salariali, e poi presidi, magistrati, poliziotti e carabinieri, impiegati dell’Inps e del catasto, tutti con il “passaporto” della Padania in tasca e il dialetto bergamasco sulla lingua. Insomma: volete sfasciare l’Italia. E noi ci deleghistizziamo». Incespica sull’ultima parola - un neologismo brutto ma necessario - ma riesce a dirla Giovanni Manoccio. Un sindaco che ha già sollevato un vespaio di polemiche. Perché il suo Comune (per sadico gusto della suspense vi diremo dopo come si chiama e dove si trova) è il primo d’Italia ad essersi «deleghistizzato». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tranquilli, è tutto a posto. C’è una regolare delibera, approvata il 4 agosto all’unanimità, che prevede finanche l’installazione di «pannelli all’interno della cittadina con l’indicazione di “Paese deleghistizzato”». Ma c’è anche di più, l’approvazione di un decalogo sui «comportamenti da tenere nei confronti di tutti i popoli, compresi quelli celtico-padani». Dieci punti che vale la pena leggere perché sono il trionfo dell’ironia (merce rara in questa Italia intristita), con le citazioni dei vari «uomini di pensiero» leghisti (da Gentilini a Salvini, per capirci) modificate fino a renderle politicamente corrette. «Nel nostro paese non togliamo le panchine per gli immigrati, anzi le dotiamo di cuscini» (Citazione di Gentilini, il sindaco sceriffo). «Nel nostro paese non disinfettiamo i luoghi dove vivono gli immigrati: i nostri luoghi sono puliti naturalmente» (Tanto per sistemare il Borghezio che spruzzava spray sui vagoni frequentati dalle ghanesi). «Da noi è vietato scrivere “Forza Etna” o “Forza Vesuvio”: ma si può scrivere: “Fate l’amore non la guerra”. (E così quelli del pratone di Pontida sono contenti). «Nel nostro paese è vietato fare gli esami di dialetto per l’insegnamento nelle scuole: basta l’esame di abilitazione nazionale». (Tanto per avvertire la ministra Gelmini). «Nel nostro paese non sono ammesse le ronde: è consentito il libero passaggio e lo “struscio”». (Maroni ascolti). «Sono abolite le magliette con scritte offensive verso l’Islam: meglio essere nudi che cretini». (Calderoli, invece, si veste). «Nel nostro paese non si può gridare “Roma ladrona”: si può cantare “Roma capoccia”». Ma sono gli ultimi punti del decalogo a spiegarci in quale regione si trova il Comune ribelle e come si chiama. «Nel nostro paese non occorre affermare di avercelo duro: perché tutti lo sanno» e «Alberto Da Giussano da noi è ritenuto un dilettante al cospetto del nostro Giorgio Castriota Skanderbergh». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in Calabria. Terra di uomini tosti, di briganti e poeti, mafiosi e filosofi pazzi che ancora sognano la «Città del Sole», sinceri patrioti e un esercito di «Cetto La Qualunque» («Cchiù pilu pi tutti») pronto a ridicolizzare il celodurismo bossiano. E siamo ad Acquaformosa, nel cuore del Pollino. Paese di tradizioni antichissime, una delle rare isole linguistiche italiane, qui dal 1500 si parla arberesh, la lingua degli albanesi che trovarono rifugio in queste plaghe dopo la sconfitta di Giorgio Castriota Skanderbergh. Lingua, usi, costumi e tradizioni culinarie sono state conservate con gelosia. «Mire se na erdhet Firmoza» (benvenuti a Firmoza, Acquaformosa), c’è scritto all’ingresso del paese. «Timba piasur» (Pietra spaccata) è il luogo dove si trova la chiesa più bella del paese, quella di Santa Maria al Monte, nei secoli IX e X rifugio dei monaci che volevano salvarsi dalle persecuzioni islamiche. Se poi volete respirare atmosfere romaniche e tradizioni greco-bizantine e occidentali che si sono fuse nel corso dei secoli, dovete calpestare il sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, nel cuore di «Firmoza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, più del monumento a Giorgio Castriota, sono i volti delle persone a raccontare la magia di questo luogo che ha imparato il valore grande della tolleranza e della convivenza tra genti diverse. Un pezzo minuscolo d’Italia che però ha partecipato, e sempre in prima fila, alla storia patria. Annunziato Capparelli, intellettuale e medico, il 3 aprile 1848 fondò la «Giovane Italia» e partecipò con altri sedici paesani alla «insurrezione calabra». Tra i Mille di don Peppino Garibaldi si contano molti «firmosioti». Giovanni Malescio, nome di battaglia «Vanni», durante la Resistenza fu comandante della Prima divisione della «Brigata Garibaldi». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Questa è Italia, è Sud, è Calabria», dice il sindaco Giovanni Manoccio. «Non ce l’abbiamo con la Lega. I leghisti, per certi aspetti e per la loro folkloricità mi sono pure un po’ simpatici, ce l’ho con quella cultura che appartiene a certe “menti illuminate” del nord che guardano la Calabria con disprezzo. La mia è una provocazione, nessuno la può leggere come un episodio di razzismo al contrario. Noi siamo un popolo accogliente, tollerante, siamo una minoranza linguistica che quotidianamente si spacca la schiena per tirare avanti e per conservare le nostre migliori tradizioni, un patrimonio civile e culturale dell’Italia intera. Ma che ne sanno a Milano? Ci ho vissuto per quattro anni da meridionale emigrante. Lassù sanno poco dei nostri problemi, alleviamo i nostri figli con cura, li facciamo studiare e poi se ne vanno al nord ad arricchire l’economia di quelle regioni». Rabbia meridionale, provocazione, ironia, anche sano sfottò, che però nascondono un malessere vero. Che richiederebbe menti allenate alle buone letture per essere compreso. Il ministro leghista Luca Zaia ovviamente non capisce. E replica come sa fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il sindaco di Acquaformosa ha la mente smarrita. Venga a risciacquare i suoi deliri e i suoi fantasmi nelle acque del Po». Il sindaco sorride «qui da noi l’acqua è così pura che se proprio devo risciacquare...». Poi, però, si fa serio e rilancia. «Quando leggo certe prese di posizione finanche di ministri del governo con la tessera leghista in tasca e il fazzoletto verde in bella mostra, rabbrividisco. Poi penso che questi signori non conoscono l’Italia dei mille campanili e delle tante diversità. E allora conosciamoci meglio, noi siamo pronti a gemellarci con un paese del nord. Chi verrà a trovarci potrà soggiornare a nostre spese. Li porteremo in giro ad ammirare i luoghi, li faremo vivere a stretto contatto con la nostra gente, potranno ascoltare la parlata dei vecchi, la nostra lingua, ammirare le bellezze del paese, ma anche sentire le speranze dei giovani. Quelli ai quali la ministra Gelmini voleva cancellare la scuola elementare». Una storia dell’autunno scorso. Anche allora Acquaformosa fece parlare di sé: mancava il numero esatto dei bambini previsti dalle nuove norme e la scuola rischiava di chiudere. I piccoli delle elementari destinati a farsi qualche chilometro ogni giorno per studiare. E allora il paese intero si mobilitò, i nonni (anche qualche ultraottantenne) si iscrissero in massa alla prima classe. Vecchi e giovani, come ad Acquaformosa fanno dal 1500, salvarono il paese e la tradizione.&lt;br /&gt;Tratto da Unità.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-3719377838467289353?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/3719377838467289353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=3719377838467289353' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3719377838467289353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/3719377838467289353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/calabria-acquaformosa-si-deleghizza.html' title='Calabria, Acquaformosa si &quot;deleghizza&quot;'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Sumb6P-GaHI/AAAAAAAAAA0/xrk_wtRSnG4/s72-c/acquaformosa01%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-8431733799660161129</id><published>2009-10-28T23:39:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T23:45:35.957-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>I sindacati di polizia in sciopero</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suk57bRTt5I/AAAAAAAAAAk/jrKIQ5fmAMs/s1600-h/polizia%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 179px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suk57bRTt5I/AAAAAAAAAAk/jrKIQ5fmAMs/s400/polizia%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397909321475667858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ricordate il periodo del martellamento mediatico sull’emergenza sicurezza? A quei tempi c’era il Governo Prodi ed alla banda del PDL-Lega serviva un argomento su cui fare leva populistica. Quando c’è di mezzo la paura, la tensione, il terrore, le masse diventano facilmente manovrabili. Quale migliore soluzione per attirare consenso se non quella dell’emergenza sicurezza?&lt;br /&gt;I telegiornali ci bombardavano di servizi, approfondimenti, notizie su stupri, rapine, immigrazione pericolosa, ecc. L’Italia descritta dalle TV sembrava un paese in guerra. Il governo Prodi cadde. E promettendo più sicurezza per tutti il governo di centrodestra salì al potere.&lt;br /&gt;Di acqua sotto i ponti ne è passata da quei giorni. Cosa ha fatto davvero questo governo per la nostra sicurezza? La risposta è niente! Anzi, ha peggiorato la situazione. L’unica differenza è che ora non si avverte una condizione di emergenza perché lo specchio del paese, la TV, non ne parla.&lt;br /&gt;A dire che le cose sono peggiorate non siamo noi. Sono quegli sporchi comunisti della polizia che hanno indetto uno sciopero nazionale.&lt;br /&gt;Tratto da www.byteliberi.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai si usa la parola "comunista" al posto di "democrazia" e questo non mi fa poi neanche dispiacere !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-8431733799660161129?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/8431733799660161129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=8431733799660161129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8431733799660161129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/8431733799660161129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/i-sindacati-di-polizia-in-sciopero.html' title='I sindacati di polizia in sciopero'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suk57bRTt5I/AAAAAAAAAAk/jrKIQ5fmAMs/s72-c/polizia%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-6899659936414711890</id><published>2009-10-28T12:38:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T12:44:57.848-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Le toghe rosse</title><content type='html'>E' vero che abbiamo delle toghe rosse, ma sono rosse di sangue in difesa della Costituzione !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suie6vk30II/AAAAAAAAAAc/klEx0-0Qek0/s1600-h/LIVATINO%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 319px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suie6vk30II/AAAAAAAAAAc/klEx0-0Qek0/s400/LIVATINO%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397738885444259970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Figlio dell'avvocato Vincenzo e della Signora Rosalia Corbo. Conseguita la maturità presso il liceo classico Ugo Foscolo, nel 1971 s'iscrisse alla facoltà di giurisprudenza di Palermo nella quale si laureò nel 1975 cum laude. Tra il 1977 ed il 1978 prestò servizio come vicedirettore in prova presso l'Ufficio del Registro di Agrigento. Sempre nel 1978, dopo essersi classificato tra i primi in graduatoria nel concorso per uditore giudiziario, entrò in magistratura presso il Tribunale di Caltanissetta.&lt;br /&gt;Nel 1979 diventò sostituto procuratore presso il tribunale di Agrigento e ricoprì la carica fino al 1989, quando assunse il ruolo di giudice a latere.&lt;br /&gt;Venne ucciso il 21 settembre del 1990 sulla SS 640 mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina, organizzazione mafiosa in contrasto con Cosa Nostra. Del delitto fu testimone oculare Pietro Nava, sulla base delle cui dichiarazioni furono individuati gli esecutori dell'omicidio.&lt;br /&gt;Nella sua attività si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli Siciliana ed aveva messo a segno numerosi colpi nei confronti della mafia, attraverso lo strumento della confisca dei beni.&lt;br /&gt;Non molti giorni dopo la scoperta di legami mafia-massoneria, l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo definì Il giudice ragazzino, e dopo la morte del magistrato l'Espresso ne sviscerò molti retroscena.&lt;br /&gt;Dal 1993 il vescovo di Agrigento ha incaricato Ida Abate, che del giudice fu insegnante, di raccogliere testimonianze per la causa di beatificazione. Una signora, Elena Valdetara, afferma di essere stata guarita da una grave forma di leucemia, grazie all'intervento del giudice che le sarebbe apparso in sogno, in abiti sacerdotali, spronandola a trovare in sé stessa la forza per superare la malattia.&lt;br /&gt;Papa Giovanni Paolo II definì Rosario Livatino «martire della giustizia ed indirettamente della fede».&lt;br /&gt;La sua figura è ricordata nel film di Alessandro Di Robilant "Il giudice ragazzino", uscito nel 1994. E invece del 1992 il libro omonimo, scritto da Nando Dalla Chiesa.&lt;br /&gt;Tratto da Wikipedia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-6899659936414711890?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/6899659936414711890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=6899659936414711890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6899659936414711890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/6899659936414711890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/le-toghe-rosse.html' title='Le toghe rosse'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suie6vk30II/AAAAAAAAAAc/klEx0-0Qek0/s72-c/LIVATINO%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-4551688802876308050</id><published>2009-10-28T10:16:00.000-07:00</published><updated>2009-10-28T10:28:53.795-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Aggrediti dai leghisti due albanesi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suh_FEjq7YI/AAAAAAAAAAU/TKOpwC___EQ/s1600-h/albanese%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 232px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397703878502968706" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suh_FEjq7YI/AAAAAAAAAAU/TKOpwC___EQ/s400/albanese%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Aggrediti e malmenati da un gruppo di persone vestite di verde. E' la denuncia di due camerieri albanesi di un ristorante dietro Piazza San Marco, a Venezia. L'episodio, avvenuto ieri e confermato dalla questura di Venezia, è stato reso noto dal consigliere comunale dei Verdi, Beppe Caccia, per il quale si è trattato di una aggressione a sfondo razzista messa in atto da "squadristi militanti della Lega". I due camerieri, che hanno riportato lesioni guaribili in trenta e sette giorni e ora si riservano di presentare una denuncia insieme al titolare del ristorante, hanno raccontato di avere avuto un diverbio con uno dei quattro aggressori poco prima della colluttazione. A quanto si apprende, ieri le 11,40 alla Briccola in Calle degli Specchieri, è entrato un giovane sui trent'anni, visibilmente ubriaco e con un amaglietta con slogan leghisti. Che, all'improvviso, ha iniziato a battere con il pugno contro la vetrina del ristorante. A quel punto uno dei camerieri, di nazionalità albanese, è uscito per allontanarlo. Per tutta risposta sono partiti gli insulti: "Che c---o vuoi, fammi vedere il permesso di soggiorno". A quel punto la situazione è degenerata. "Sono entrati in sette-otto, tutti leghisti, ed è successo l'inferno - raccontano i lavoratori - Hanno buttato a terra una lattina di birra, poi hanno rovesciato tavoli e sedie, sfasciando mezzo locale. Avevamo davvero paura". L'aggressione è continuata con le botte al cameriere albanese. Poi gli aggressori sono scappati e si sono mischiati con i manifestanti della Lega radunati nei pressi.&lt;br /&gt;fonte: La Repubblica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-4551688802876308050?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/4551688802876308050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=4551688802876308050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4551688802876308050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/4551688802876308050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/10/aggrediti-dai-leghisti-due-albanesi.html' title='Aggrediti dai leghisti due albanesi'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9C2yO84jgsw/Suh_FEjq7YI/AAAAAAAAAAU/TKOpwC___EQ/s72-c/albanese%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-2271385396751827798</id><published>2009-09-02T05:15:00.000-07:00</published><updated>2009-11-02T05:16:16.910-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>contatore 2</title><content type='html'>&lt;!-- Start of StatCounter Code --&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;var sc_project=5265291; &lt;br /&gt;var sc_invisible=0; &lt;br /&gt;var sc_partition=59; &lt;br /&gt;var sc_click_stat=1; &lt;br /&gt;var sc_security="d8ac69a1"; &lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://www.statcounter.com/counter/counter_xhtml.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;noscript&gt;&lt;div class="statcounter"&gt;&lt;a title="blogspot stats" class="statcounter" href="http://www.statcounter.com/blogger/"&gt;&lt;img class="statcounter" src="http://c.statcounter.com/5265291/0/d8ac69a1/0/" alt="blogspot stats" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- End of StatCounter Code --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260276294886157871-2271385396751827798?l=politibalkando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politibalkando.blogspot.com/feeds/2271385396751827798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=260276294886157871&amp;postID=2271385396751827798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2271385396751827798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260276294886157871/posts/default/2271385396751827798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politibalkando.blogspot.com/2009/09/contatore-2.html' title='contatore 2'/><author><name>POLITIBALKANDO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14762183362615573831</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260276294886157871.post-3308976110044067485</id><published>2009-09-01T04:56:00.000-07:00</published><updated>2009-11-02T04:57:33.831-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Contatore</title><content type='html'>&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? 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